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Cronaca

Jesi In più di 850 al Campo Boario per “Eid al-Adha”, la Festa del Sacrificio

Ieri mattina la celebrazione della seconda festività più importante dell’anno che ha richiamato i musulmani di Jesi e della Vallesina

JesiOltre 850 i fedeli islamici hanno invaso il prato sintetico del campo sportivo del Boario, ieri mattina, per la celebrazione della Festa del Sacrificio una delle due festività più importanti dell’anno per i musulmani.

Eid al-Adha, è la Festa del Sacrificio, l’altra è Eid al-Fitr, la festa di fine Ramadan, che cade il 10 di Dhul-Hijjah (il dodicesimo e ultimo mese del calendario islamico) dopo la fine del Giorno del Monte Arafa, dove i pellegrini musulmani si dedicano alla più importante tappa dell’Hajj e termina il 13 di Dhu al-Hijjah.

«Questa celebrazione è anche un ricordo della storia di Abramo, quando vide in sogno che Dio gli comandò di sacrificare suo figlio Ismail – ha spiegato il presidente del Centro culturale islamico Al Huda, El Miloudi El Anouar – e dopo che lui e suo figlio credendo nella visione la volevano mettere in pratica, Dio ordinò di sacrificare un montone al posto del figlio, quindi i musulmani si avvicinano a Dio in questo giorno, sacrificando uno dei bovini (una pecora o una mucca, o un cammello) e distribuendo la carne del sacrificio ai parenti, ai poveri e alla gente della loro famiglia, da qui il nome Eid al-Adha».

A portare i saluti dell’Amministrazione comunale, il sindaco Lorenzo Fiordelmondo e il vice sindaco Samuele Animali. Uomini, donne e bambini della comunità islamica, vestiti elegantemente a festa e proveniente da Jesi e dalla Vallesina, hanno preso parte alla preghiera iniziata intorno alle 7.45 e conclusasi intorno alle 8.30.

Prima di cominciare la cerimonia i rappresentanti del Centro islamico hanno anche ricordato la soddisfazione per la realizzazione della nuova moschea, a pochi passi dal Campo Boario, anche nuova sede del Centro culturale Al Huda, che accoglie le tante attività della comunità islamica e vuole ospitare anche gli abitanti del quartiere di San Giuseppe.

Il raccoglimento in preghiera sul prato è stato solo la prima parte della giornata di festa che è poi proseguita nelle case e in famiglia con pranzi condivisi e banchetti.

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«Un tempo la tradizione voleva che per l’occasione fosse macellata e mangiata la carne di agnello – ha spiegato El Miloudi El Anouar -. Ma oggi questa tradizione sta andando in disuso, la carne di agnello non si trova così facilmente e il suo costo è aumentato molto, le famiglie quindi acquistano la carne dal macellaio ma non necessariamente l’agnello anche altri tipi di carne. Ciò che è importante è la sacralità della festa».

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