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Cronaca

JESI / LA BUROCRAZIA FRENA LO SPOSTAMENTO DELLA STATUA DI FEDERICO II DAL MONTIROZZO A PALAZZO GHISLIERI

JESI, 2 dicembre 2017 – A poco più di tre settimane dalla ricorrenza del “compleanno” di Federico II Hohenstaufen, data inizialmente prevista anche quale giorno di (re)inaugurazione del monumento al grande Svevo, la popolazione non vede muoversi nulla; nessuno all’opera fuori Porta Bersaglieri, dove dal 9 dicembre del 1995 il contestato monumento realizzato dagli scultori Benedetto Robazza, Hermann Schwahn e Massimo Ippoliti è stato collocato. Nessun lavoro neanche nell’area destinata ad ospitarlo, vale a dire il cortile antistante Palazzo Ghislieri.

Sulle motivazioni dei ritardi circolano tante voci che al momento, però, non trovano conferme ufficiali. Il 23 novembre scorso (ma la notizia è stata diffusa solo oggi) la Dirigente dell’Area Servizi Tecnici del Comune, Architetto Francesca Sorbatti, ha inviato al Presidente della Fondazione Federico II Stupor Mundi, ing. Gennaro Pieralisi, una lettera contenente la “Richiesta di consenso per la collocazione della statua di Federico II all’interno della corte di Palazzo Ghislieri”.

La lettera ribadisce i contenuti dei contatti verbali tra il Sindaco e Pieralisi e chiede a quest’ultimo “il vostro formale assenso allo spostamento della statua di Federico II trasferendola dall’attuale sede, fuori dalle mura, all’interno della corte di Palazzo Ghislieri, già sede dell’attinente Museo Stupor Mundi”.

Assenso che la Fondazione non può certo concedere se prima  non avrà ottenuto il via libera da parte della proprietà del Palazzo, vale a dire la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi che in quell’immobile detiene anche due appartamenti. Una volta che la Fondazione Federico II avrà ottenuto l’assenso della proprietà il monumento potrà essere messo nel cortile con il vincolo “che vi rimarrà collocata contestualmente alla permanenza del Museo, salvo diverso accordo tra le parti al termine della locazione. Il ripristino dei luoghi, si precisa nella lettera – sarà  a carico del Comune di Jesi. Tali accordi – si legge ancora – dovranno comunque essere definiti in dettaglio in apposito atto tra le parti coinvolte”.

Nel prosieguo della lettera si fa riferimento al progetto a suo tempo redatto dall’Ing. Clito Bartolini su commissione della Fondazione cassa di Risparmio di Jesi, approvato anche dalla Soprintendenza.

In chiusura di lettera il Comune ribadisce che “che lo spostamento e le relative opere edili necessarie saranno a carico della scrivente Amministrazione”.

Riusciranno le parte coinvolte ha trovare finalmente quell’armonia necessaria per dare la giusta collocazione ad un’opera che ricorda un grande personaggio della storia cittadina, nazionale e non solo?

Sedulio Brazzini

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