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Cronaca

JESI / LA CAMPAGNA ELETTORALE SOCIAL FA SPARIRE I MANIFESTI

JESI, 13 febbraio 2018 – E’ una campagna elettorale praticamente e totalmente social. A poche settimane dalle elezioni pochissimi i manifesti elettorali affissi.

In giro per la città, ad oggi,  ne abbiamo contati  solo quelli di due candidati del PD,  Piergiorgio Carrescia per il Senato e  di Emanuele Lodolini per la Camera e del movimento Popolo della Famiglia.

Ma i manifesti degli altri candidati e partiti dove sono? La risposta sembrerebbe semplice ed immediata.

Le campagne elettorali oggi infatti, si pianificano sempre di più sul web, per quanto concerne soprattutto la sfera locale, ed in televisione per quanto riguarda i partiti a livello nazionale.

Stando ai dati diffusi da recenti ricerche, possiamo dire che ogni 100 voti , circa 30-35 provengono dal web, 25 dalla televisione e il 10-12 per cento dalla carta stampata.

Il resto deriva ancora dal cosiddetto  “contatto diretto” del candidato con le persone, attraverso i comizi o forme assimilabili, il passaparola di simpatizzanti e militanti, assemblee e più in generale momenti di aggregazione e confronto pubblici.

Se poi andiamo ad analizzare il web con il suo portato del 30/35%, osserviamo che, secondo studi universitari, web vuol dire, sito  (del candidato, del partito, etc), social e newsletter o testate online: in definitiva, tutto ciò che è veicolato attraverso internet.

In Italia una grande fetta la fa sicuramente il social network  Facebook, circa l’11-13% del totale, seguito da twitter (3%) ed altri canali meno conosciuti.

Ora si potrebbe pensare che improntare una campagna elettorale sui social network e sul web sia ampiamente conveniente rispetto ai costi di tv private o apparizioni varie. Il costo/beneficio per ogni punto contatto captato via web è effettivamente ancora molto basso. Ma va sottolineato  che probabilmente il mezzo web è più efficiente ma non il più efficace: ognuna delle categorie in analisi ha un tetto massimo di redemption possibile. Vale a dire che se, poniamo, i 30  voti captabili col web costano X, spendendo il doppio si otterrebbero gli stessi voti. E, fra i media, il numero di contatti/voti conseguibili con TV e carta stampata, ad oggi sono immensamente superiori a quelli raggiungibili via web. Ma anche i costi televisivi, anche di una semplice tv locale, non sono paragonabili ai piccoli investimenti possibili via web.

Questo il dato statistico che sembra aver fatto volgere questa campagna, un po’ in tutta Italia, al “risparmio”: i più sembrano aver snobbato le affissioni e, per ora, concentrasi sui social o banner online.

Forse, ma è solo una supposizione, chi deciderà di proseguire la campagna elettorale con le classiche affissioni, volantinaggi e apparizioni sui media di varia levatura geografica aspetterà le ultime settimane.

Quelle che solitamente portano il massimo del risultato, qualunque cosa si faccia.

 

Cristina Amici degli Elci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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