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Cronaca

JESI / Le Agende Rosse ricordano Paolo Borsellino a Palazzo Pianetti

Paolo Borsellino

Omaggio all’insigne magistrato assassinato in via D’Amelio in occasione della ricorrenza del suo compleanno, presentazione anche del libro “DepiStato”

JESI, 10 gennaio 2020 – Sabato 18 gennaio, ore 17.30, nella Galleria degli Stucchi di Palazzo Pianetti sarà ricordato Paolo Borsellino che il 19 gennaio avrebbe compiuto 80 anni.

Anche quest’anno il gruppo Agende Rosse di Ancona e provincia ricorderà l’insigne magistrato in occasione del suo compleanno con un importante appuntamento, durante il quale verrà presentato il libro “Depistato” alla presenza dell’autore Giuseppe Lo Bianco, giornalista de ‘Il Fatto Quotidiano’, e si farà il punto sui vari processi ancora in corso per la strage di via D’Amelio e per il depistaggio delle relative indagini.

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Sarà la coordinatice de Le Agende Rosse – gruppo “Carlo Alberto Dalla Chiesa e Eleonora Setti Carraro” di Ancona e provincia, Alessandra Antonelli, a moderare l’incontro.

La storia di una indagine “abusiva”

Il libro ha anche un contributo di Salvatore Borsellino: «Questa è anche la storia di un’indagine “abusiva”, affidata del tutto illegalmente, ad appena 24 ore dalla strage, dal Procuratore di Caltanissetta, Gianni Tinebra, al Sisde di Bruno Contrada (che di lì a pochi mesi finirà in carcere con l’accusa di concorso in associazione mafiosa), di inspiegabili veline dei Servizi che anticipano le acquisizioni investigative, di “barbe finte” e uomini in “giacca e cravatta” che volteggiano come corvi sui corpi dilaniati di via D’Amelio attorno alla Croma blindata a caccia dell’agenda rossa, custode di segreti che minacciavano – e probabilmente minacciano ancora – il cuore dello Stato».

Scuola Paolo Borsellino

La scuola primaria di secondo grado di Jesi intitolata a Paolo Borsellino

«Ma quella che state per leggere è soprattutto la storia di un uomo, Paolo Borsellino, ucciso due volte: la prima da una Fiat imbottita di tritolo, la seconda dalla più clamorosa macchinazione di Stato che ha coperto i veri responsabili della sua morte».

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