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Jesi Le “Coordinate continue” di Adinda-Putri Palma

Alla Galleria Grida un percorso in cui perdersi oppure vivere nello spazio costituito da frammenti e da veri e propri quadri in cui la policromia detta versi e musicalità

Jesi“Coordinate continue” è il titolo di una mostra che ha convogliato, per l’inaugurazione, una moltitudine di appassionati e di addetti ai lavori, alcuni per conoscere altri per rinsaldare il legame con Adinda-Putri Palma, la giovane artista che ha creato, per la Galleria Grida di Jesi, un percorso in cui perdersi oppure vivere nello spazio costituito da frammenti – che rappresentano una specie di labirinto della vita entro cui muoversi – e da veri e propri quadri in cui la policromia detta versi e musicalità. Il suo profilo la definisce un’artista.

“Nata a Matelica nel 1986 multidisciplinare, conosciuta per una pratica artistica, vigorosa e diversificata, mossa da un ordine estetico orientato alle potenze attive degli organismi viventi e non, negli stati trasformativi”.   

L’avevo conosciuta nel 2020, quando aveva creato, facendosi parte essenziale e sostanziale del terremoto emotivo che il sisma ha provocato intorno al cratere dell’Appennino, una composizione architettonica e cromatica di grande impatto visivo e psicologico.

Adinda non smette di riflettere sui valori dell’esistenza, affida la reazione degli esseri umani contro l’avversità a un rinsaldare il rapporto con la natura, per divenirne un tutt’uno. La sua, una vita on the road che le ha spalancato gli occhi su mondi lontani, su concezioni di sinergia fra le arti orientali, la filosofia, l’antropologia, la storia dell’arte.

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I suoi soggetti sono sterminati, le tecniche dimostrano la sua naturale versatilità nell’usare e maneggiare oggetti di scarto o cromie da creare. E’ bello pensare alla ricerca di un mondo sicuro, una sorta di arcobaleno che protegge e fortifica tutti gli artisti, e no, che nel territorio possano trovare un centro di gravità permanente.

All’inaugurazione erano presenti il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, l’assessore alla cultura Luca Brecciaroli, l’assessore Loretta Fabrizi e poi tanti artisti e addetti ai lavori provenienti da tutta la regione per condividere l’evento e questa mostra, curata da Arianna Bonvecchi per Grida, una galleria che vede Lucia Paciarotti in prima fila.

Paola Ballesi, un pilastro della cultura e delle arti figurative, l’artista Paola Tassetti, la restauratrice Francesca Pappagallo, solo per ricordarne alcune in mezzo alla moltitudine di visitatori che, volgendo lo sguardo di pochi metri, avevano a fianco il Palazzo della Signoria di Jesi.

Non male il tutto, giusto?   

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