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Cronaca

JESI / LETTI E SERVIZI IGIENICI AL CASCAMIFICIO, LUCABONI (FORZA ITALIA): “IL COMUNE CI DICA SE SONO PER L’ARRIVO DI MIGRANTI”

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Porta e finestre chiuse a pianterreno nella palazzina di via Cascamificio

JESI, 29 agosto 2015 – Da alcuni giorni quei “movimenti” non sono passati inosservati a quanti abitano nei pressi della palazzina di via Cascamiìficio. Lavori fatti con molta discrezione ma quando alcuni hanno notato che all’edificio erano destinati letti e soprattutto servizi igienici, allora sono iniziate le domande. Un tam tam riservato ma insistente, tant’è che alla fine c’è chi ha detto a denti stretti che forse i lavori allo stabile erano per l’accoglienza di migranti.
A quel punto il tappo è saltato e le informazioni sono state captate da Massimiliano Lucaboni, coordinatore di Forza Italia: “Sembra, e ripeto sembra, che in questa palazzina dove si stanno sistemando bagni e suppellettili siano arrivati materassi, diversi materassi – conferma il portavoce jesino –“.  Ma ovviamente siamo solo nel campo delle ipotesi perché finora a Piazza Indipendenza vige il silenzio. Lucaboni, neanche a dirlo, si è dato da fare, da quando gli hanno messo la classica pulce nell’orecchio, ma finora quanto ha raccolto in giro attende solo conferme. E allora getta il sasso nello stagno per provocare rumore: “Mi piacerebbe sapere dall’Amministrazione comunale se è vero che quella palazzina sarà destinata all’accoglienza di migranti . Se così fosse mi chiedo: perché in città nessuno sapeva della cosa? Compresi i residenti di via Cascamificio?
Un tema, quello dell’accoglienza, che ha tante sfaccettature. Ma il portavoce di Forza Italia, almeno per ora, cerca solo la conferma alle tante voci che si rincorrono: “Se fosse vero quanto riferito e la palazzina fosse di proprietà comunale – sottolinea Lucaboni – invito il Sindaco a ripensare a questa soluzione visto che già la zona è satura di migranti, sorgerà un palazzo vicino alla “Carbonari” ad edilizia agevolata che già sappiamo sarà ad uso e consumo di soli extracomunitari; già un altro centro accoglienza è previsto in Viale Papa Giovanni su terreno della diocesi, insomma credo che se rispondesse al vero quanto da me conosciuto è indispensabile che l’Amministrazione retroceda su una scelta che andrebbe ad incrementare una situazione già difficile”.
E conclude: “A Jesi tra case di privati affittate ad associazioni che poi le destinano ad immigrati più o meno regolari, tra centri accoglienza conosciuti e non siamo al tutto esaurito. La stessa cosa vale se la palazzina in via Cascamificio non fosse di proprietà pubblica, l’amministrazione dovrebbe impegnarsi a che non se ne ricavi un centro accoglienza. Senza se e senza ma”.

(redazione)

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