Segui QdM Notizie

Cronaca

JESI Liguori (TdM): «Fondi Pnrr per l’ospedale, e il pronto soccorso?»

Critico il responsabile del Tribunale del malato: «Se si pensa di utilizzare il personale del Distretto Sanitario, ci si sbaglia di grosso»

JESI, 26 febbraio 2022 – Carenza di personale, criticità al pronto soccorso, coinvolgimento dei medici di medicina generale: sono alcune delle questioni che Pasquale Liguori, responsabile del Tribunale per i diritti del malato, solleva in merito al progetto dell’ospedale e della Casa di comunità – o della salute – , annunciato ieri in un apposito incontro in Comune, dall’assessore regionale Filippo Saltamartini.

«Se l’assessore avesse voluto premiare, così come ha detto, il “Carlo Urbani” si sarebbe dato da fare subito per fronteggiare la carenza di personale che sta affliggendo da tempo i reparti del nostro ospedale, in modo tale da consentire riposi e ferie agli operatori sanitari, stremati dai turni massacranti».

Liguori prosegue: «Se avesse voluto davvero premiare il “Carlo Urbani” avrebbe inserito nel progetto Pnrr anche Jesi tra le realizzazioni di nuove strutture per l’emergenza, come ha fatto per Senigallia e Fabriano, vista la situazione in cui versa il pronto soccorso per organico e spazi. E veniamo al progetto: sono anni che i cittadini di Jesi aspettano una Casa della Salute, promessa già dai precedenti amministratori regionali e mai realizzata. Ricordiamo che la Casa della Salute funziona ormai da molti anni in altre regioni, permettendo di gestire con più efficienza la pandemia con meno problemi per i pazienti».

Secondo il responsabile del Tdm «i cittadini devono sapere che non sono previste assunzioni di personale da destinare all’ospedale e alla Casa di comunità se non, forse, a partire dal 2027 per cui, per tutto il periodo di operatività del Recovery found, esse non saranno attivate. E se la Regione pensa di utilizzare per queste strutture l’attuale personale del Distretto sanitario, si sbaglia di grosso: non è assolutamente sufficiente formato per questo tipo di attività. Peraltro anche dal 2027 il finanziamento del personale rimane molto incerto perché al momento non c’è copertura finanziaria».

Altra questione riguarda il coinvolgimento dei medici di medicina generale: «Per garantire il funzionamento della Casa di comunità è assolutamente necessaria l’adesione massiccia al progetto dei medici di medicina generale, altrimenti il progetto è destinato a fallire. E noi cittadini ci ricordiamo molto bene quali difficoltà ci sono state per coinvolgere i medici di medicina generale per attività molto meno onerose al livello economico, come le prenotazioni, prestazioni sanitare, ma anche i vaccini».

(e.d.)  

©RIPRODUZIONE RISERVATA         

News