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Cronaca

JESI, L’OCCHIO SULLA CITTÀ / JUNGLA URBANA, IL DEGRADO LUNGO LE SCALETTE DELLA SAFFA

JESI, 22 maggio 2015 – In quanti modi si può suddividere una città? Dipende dal tipo di suddivisione. C’è il centro e la periferia; il primo, a sua volta, si scalette_saffa2suddivide in centro storico e centro urbano. Anche la periferia spesso viene distinta in “immediata”, cioè quella a ridosso del centro, la periferia urbana e la campagna. Da sempre gli amministratori cittadini che si sono succeduti alla guida della città hanno tenuto ben presente queste differenziazioni riservando particolari attenzioni alle vie ed alle piazze situate sul colle, tralasciando quelle che via via si allontanano da esso. Stessa cosa per i servizi e per le infrastrutture . Ad esempio: quando mai un agente della Polizia locale lo avete visto stazionare in via Ancona, in via Minonna, in via Colle Paradiso? Raramente, mentre lungo Corso Matteotti o in piazza della Repubblica è difficile non incontrarli. Che dire delle piste ciclabili. Quelle più attrezzate e protette non sono certo in periferia, bensì lungo viale Cavallotti, Corso Matteotti, ecc. Insomma, come avviene un po’ ovunque esiste una città di serie “A” ed una di città di serie “B”; nella prima si cerca di fare tutto al meglio, nella seconda …
Un esempio di tale noncuranza delle necessità della parte “B” è documentato dalle foto allegate. Ci troviamo nel tratto terminale di via Castelfidardo, quello conosciuto da più anziani come le scalette della Saffa dove l’erbaccia regna sovrana nella stretta aiuola che separa la scalinata dalla parte selciata, dove da tempo immemorabile non si vede all’opera uno spazzino, dove chi transita lungo le scale che circondano quella che un tempo era un’aiuola è costretto a schivare i rami sporgenti della siepe. Che dire poi dell’aiuola situata nella parte terminale dove regna l’ortica e dove tutte le piante avrebbero bisogno di una maggiore cura. Più che un’aiuola quella piccola area sembra una intricata giungla.
Mi chiedo. Perché chi governa la città permette che avvenga tutto ciò? Forse che gli abitanti delle periferie sono esonerati dal pagamento dei tributi comunali e dunque non hanno gli stessi diritti e privilegi di chi abita in centro? Mi piacerebbe conoscere il pensiero di chi siede su quelle sedie del palazzo comunale.
(Sedulio Brazzini)scalette_saffa1

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