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Attualità

JESI / L’UROLOGIA DEL “CARLO URBANI” AL CONGRESSO DI VENEZIA

prof Ferrara a Venezia

Tecniche chirurgiche e mediche sempre meno invasive e innovative

JESI, 18 ottobre 2019 – L’urologia del “Carlo Urbani” ha partecipato al 92° Congresso Nazionale della Società Italiana di Urologia (Siu) tenutosi a Venezia dal 12 al 15 ottobre, al quale hanno partecipato illustri urologi italiani e stranieri che hanno illustrato le più innovative tecniche chirurgiche e mediche in urologia e andrologia.

Il professor Vincenzo Ferrara è stato invitato a far parte di un panel di esperti, insieme ad altri cinque relatori scelti nel panorama urologico nazionale, ognuno dei quali ha relazionato sulle novità in uno specifico campo urologico, in cui sono considerati particolarmente esperti.

Vista la riconosciuta esperienza d’avanguardia acquisita dall’Unità Operativa da lui diretta nel trattamento del tumore della prostata gli è stato richiesto di relazionare, lunedì 14 ottobre, sulla tecnica “Laparoscopia single port”.

prof Ferrara a Venezia

Il prof Ferrara e la sua équipe al congresso a Venezia

«Ci sono grandi novità in campo urologico– spiega il professor Ferrara -, tra cui l’utilizzo di tecniche sempre più mini-invasive per il trattamento del tumore prostatico. Queste consentono gli stessi risultati dell’intervento a cielo aperto, della laparoscopia “classica” e della robotica, riducendo però, al contempo, le ferite sulla cute del paziente, potendo eseguire l’operazione utilizzando strumenti che passano attraverso due piccoli tagli (di circa 2 e 1 centimetro), anziché 5. Quindi i pazienti sottoposti a tale tecnica operatoria avranno gli stessi risultati di eradicazione del tumore, di ripresa della propria sessualità e continenza urinaria, accanto al vantaggio di una quasi totale assenza di dolore post operatorio e con ritorno a una più precoce ripresa delle proprie attività lavorative e di relazione».

Il prof Ferrara ha sottolineato, accanto a tali indubbi vantaggi, anche la risposta psicologica positiva del paziente che, essendo stato sottoposto a un intervento così poco traumatico, supera con maggiore facilità le problematiche psico-fisiche legate alla sua condizione patologica.

Nel programma del Convegno è stata data anche grande rilevanza all’integrazione tra le varie società urologiche, allo scopo di fornire al paziente una terapia chirurgica adeguata, ma sempre più personalizzata, sempre meno invasiva e rispettosa dell’integrità psico-fisica della persona.

Sono stati inoltre presentati nuovi progetti e collaborazioni realizzati grazie ai comitati e ai gruppi di lavoro e sono continuate importanti iniziative tra cui la condivisione e stesura di linee guida comuni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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