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Cronaca

Jesi Manuela Bora: «Sulla vertenza Imr poca serietà dalla Giunta regionale»

La consigliera dem giudica la proposta dell’azienda irricevibile chiamando in causa il Presidente Acquaroli, mentre il capogruppo di Monsano Insieme, Diego Franzoni, si associa alla posizione del sindaco Lorenzo Fiordelmondo duro con i vertici aziendali

Jesi – Il nuovo piano industriale presentato da Imr, che nel triennio prevede l’impiego di soli 65 operai, con 26 esuberi e la richiesta di ulteriore cassa integrazione straordinaria, ovviamente preoccupa i lavoratori, allarma l’intero tessuto sociale jesino e agita il mondo della politica.

Durissimo il Sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo, che chiedendo di riportare il tavolo della trattativa al Ministero dell’Industria, ha dichiarato senza giri di parole: «Inaccettabile giocare sulla pelle dei lavoratori. È bene che si sappia che la città di Jesi non intende lasciarli soli».

Sulla stessa lunghezza d’onda del primo cittadino, anche il capogruppo di Monsano Inseme, Diego Franzoni.

«Sono completamente d’accordo con quanto dichiarato dal Sindaco di Jesi Lorenzo Fiordelmondo sul tema che riguarda anche alcune famiglie di Monsano. La vertenza deve essere riportata al Ministero dell’Industria, dove era stato presentato dalla multinazionale un piano industriale che prevedeva l’occupazione di tutti i 91 lavoratori ex Caterpillar. L’impegno preso al Ministero sull’accordo che avrebbe permesso ai lavoratori di continuare ad essere occupati, non può essere disatteso. La crisi dell’automotive non deve essere presa a pretesto per non rispettare quanto previsto dall’accordo. Occorrono azioni concrete da condividere con i sindacati per evitare che altri 26 cittadini siano lasciati a casa senza lavoro».

L’assessore regionale al Lavoro, Stefano Aguzzi, uscito insoddisfatto dall’incontro del 20 marzo con i vertici dell’azienda si è reso da subito disponibile a interessare il Ministero, ma la gestione complessiva della vicenda non è affatto piaciuta a una fetta della minoranza consiliare.

«L’ignavia e la poca serietà con cui la Giunta Acquaroli ha affrontato e continua ad affrontare la vertenza Imr è di estrema gravità. Purtroppo, avevamo denunciato questo pericolo già parecchio tempo fa e avevamo portato la questione all’attenzione del Consiglio regionale, tanto che, lo scorso 18 febbraio, in aula era stata approvata all’unanimità una risoluzione che impegnava la Giunta regionale a sollecitare un nuovo piano industriale a tutela del sito produttivo e dell’occupazione, con il coinvolgimento del Ministero delle imprese e del Made in Italy. Oggi dalle dichiarazioni dell’assessore Aguzzi scopriamo che nulla è stata fatto a tal proposito e che il Ministero del Made in Italy, che doveva essere il garante degli accordi sottoscritti dall’Imr ai tempi dell’acquisizione dell’ex Caterpillar, non è stato per nulla coinvolto nelle nuove trattative. Quale ne sia il motivo non ci è dato saperlo, ma è evidente che questo atteggiamento pilatesco di Acquaroli e Aguzzi potrebbe costare molto caro ai lavoratori e al nostro territorio».

A dirlo è la consigliera regionale del Partito democratico, Manuela Bora, che sulla questione ha presentato una nuova interrogazione per sollecitare la Giunta regionale ad attivarsi immediatamente con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con la Imr per chiedere la revisione e il miglioramento delle condizioni contenute nel nuovo piano industriale previste per lo stabilimento jesino.

«Acquaroli e Aguzzi – attacca Bora – non possono continuare a fare gli arbitri: se i sindacati non potranno contare sul concreto sostegno della Regione Marche, la partita per salvare i posti di lavoro rischia di essere persa già in partenza. Il nostro atteggiamento è stato sempre responsabile e costruttivo sia nei confronti della Giunta che dell’azienda, perché sappiamo bene che quando in gioco ci sono le vite dei lavoratori e delle loro famiglie le polemiche devono essere lasciate da parte. Ma adesso è ora di dire basta, poiché abbiamo l’impressione che alcuni si stiano approfittando di questa nostra responsabilità. Basti dire che nonostante già a novembre 2023 si registrasse da parte dell’Imr un inaccettabile ritardo nell’attuazione del piano industriale, la giunta Acquaroli è rimasta in silenzio. Una debolezza che oggi consente all’azienda di mettere la Regione Marche di fronte al fatto compiuto, con una nuova pianificazione assolutamente irricevibile».

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