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Cronaca

JESI / Massimo Bacci: «Un 2020 che ci ha segnato e ci segnerà per il futuro» (video)

Massimo Bacci

Il Sindaco nell’intervista di fine anno: «Quando si sta al servizio della pubblica amministrazione contano i fatti e noi possiamo andare a testa alta»

JESI, 31 dicembre 2020 – Siamo alla fine di un 2020 inimmaginabile per tutto quello che ha significato e ancora significa la pandemia in atto da Covid-19. Un anno che resterà scolpito in ognuno di noi e che tutti, ma proprio tutti, si augurano che passi, e ci siamo, il più presto possibile.

Anche con il sindaco Massimo Bacci l’appuntamento per fare un breve bilancio dei mesi trascorsi, è un appuntamento sui generis, stavolta ben diverso dal solito, vissuto con alle spalle quello che conosciamo bene in termini di emergenza sanitaria, sociale ed economica e con davanti un futuro che presenta ancora troppe incognite e variabili.

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Che si porta dietro il Sindaco di questo 2020 segnato dal Covid-19?

Mi porto dietro quello che credo sia stato per tutti un percorso duro che ci ha segnato e che ci segnerà per il futuro. Un percorso che ho vissuto con una responsabilità amministrativa e, perciò, che mi ha visto impegnato su più fronti con la collaborazione straordinaria dei dipendenti comunali e la parte politica che mi ha sempre sostenuto. E poi anche quella del mondo cittadino del volontariato che non perderò mai l’occasione di ringraziare perché ha fatto un lavoro straordinario con disponibilità e senso di altruismo vero che va rimarcato e che normalmente si esplicita proprio nei momenti di difficoltà come questo. Tutti straordinari. Per non parlare degli operatori sanitari, che hanno affrontato la pandemia in prima linea, le forze dell’ordine, la Protezione Civile. Un impegno grandissimo che, purtroppo, non è finito. Pertanto ci apprestiamo a vivere un altro anno molto difficile, almeno nella parte iniziale.

C’è stato un momento particolare del 2020 nel quale il Sindaco ha alzato gli occhi al cielo?

I momenti di grande preoccupazione sono stati molti ma debbo dire che abbiano avuto sempre risposte importanti da vari operatori. Non solo sanitari ma in generale da parte di tutti. Vorrei ricordare quella sosta, anche abbastanza lunga, da parte della Marina Militare qui a Jesi con l’ospedale da campo a supporto allestito presso il “Carlo Urbani“. Dal punto di vista emotivo è stata una svolta, ci ha dato una speranza. Ci ha fatto toccare con mano di non essere soli e di essere aiutati anche dall’esterno. Dunque, diversi momenti difficili ma il tessuto ha tenuto. I cittadini in generale si sono comportati benissimo.

L’ospedale “Carlo Urbani”, per la sua completa efficienza ha visto il Sindaco combattere varie battaglie su più fronti: questa esperienza della pandemia ha insegnato qualcosa?

Direi proprio di sì, ci ha ricordato quanto sia importante la sanità pubblica, come un Paese civile non possa pensare di ridurre gli investimenti su di essa, la necessità di supportare gli operatori sanitari che sono rimasti in pochi e dunque la necessità di ritornare a investimenti fatti in maniera importante. Io rimango del parere che i fondi del Mes andrebbero comunque intercettati perché a quella destinati. La pandemia ci ha insegnato a non trascurare un tale bene primario.

Massimo Bacci

Qual è la situazione sanitaria ad oggi tra Casa di Riposo e ospedale?

Per quanto attiene la Casa di Riposo devo fare i complimenti a quanti vi operano perché hanno contenuto un inizio di contagio molto elevato, l’hanno gestito molto bene e oggi, direi, salvo smentite che spero non ci siano, la problematica è rientrata, gli operatori sociosanitari si sono negativizzati, gli stessi ospiti positivi sono rimasti in cinque e mi dicono che per gli anziani il periodo di negativizzazione è più lungo. Quindi, si confida che a breve anche loro possano risultare negativi. Si è creato un cordone sanitario che ha evitato il contagio a tutti gli altri. Al “Carlo Urbani” sembra che la pressione sia un po’ calata e questo ci fa particolarmente piacere. Il timore è che nell’ultimissimo periodo si siano allentate un po’ le attenzioni anche da parte dei cittadini, ci sono stati più contatti. Speriamo di non avere ripercussioni sulla propagazione del virus con un nuovo incremento di ricoveri. Dovremo ancora affrontare un’invernata, ritengo, particolarmente difficile.

L’amministrazione di una città, comunque, continua anche in periodi di emergenza…

Dobbiamo tener conto del fatto che la pandemia ci ha bloccato per tre mesi, e poi la pubblica amministrazione è stata coinvolta da una novità, quella del lavoro a casa, al quale non eravamo preparati, ma ci stiamo adeguando, e che ha rallentato il sistema e creato disservizi oggettivi. La struttura, e agli operatori del Comune va il mio grazie, ha comunque prodotto tantissimo perché mai come in questo periodo sono partiti e partiranno lavori molto importanti all’interno della città, riguardanti infrastrutture, strutture per le categorie più fragili, per chi fa sport, per la riqualificazione importante di Corso Matteotti. Parliamo di oltre 40 milioni di euro e quando si arriva a poterli finanziare e poi eseguire significa che il grosso, nonostante le lungaggini della pubblica amministrazione, lo abbiamo fatto nel giro di un anno, il 2020.

Massimo Bacci

Nel dettaglio, partendo dall’edilizia scolastica?

Nei primissimi giorni del nuovo anno partirà l’appalto della scuola Lorenzini, ricordo che da decenni a Jesi non si costruiva un nuovo plesso scolastico, la riqualificazione della Martiri della Libertà, bloccata per un problema con la ditta appaltatrice, lavori alla ex Savoia attuale Borsellino, termineremo quelli alla scuola Gemma Perchi. Per i più fragili l’intervento molto importante alla Casa di Riposo per 6 milioni di euro spalmati in più anni e amplieremo finalmente la possibilità di accogliere ospiti insieme alla richiesta di posti di Rsa. Va ricordato l’appalto della struttura di via Finlandia per i malati di Alzheimer con i lavori in dirittura d’arrivo per l’inizio dell’estate. Riguardo l’impiantistica sportiva ci sarà la gara per il nuovo Palascherma, da poco è terminata la realizzazione della nuova piscina di via del Molino. Stiamo attendendo il via libera dalla Regione per avere l’ultimo milione e mezzo per il rifacimento di Ponte San Carlo e partiranno i lavori di restyling della pavimentazione di Corso Matteotti nella seconda decade di gennaio. Per non parlare dell’efficientamento energetico della pubblica illuminazione, intervento da 5 milioni. Jesi è veramente un cantiere aperto e con grandissimo orgoglio diamo avvio a una serie di lavori che in parte cambieranno la città. Quando si sta a servizio della pubblica amministrazione quello che conta è ciò che ci si impegna a fare e poi quello che si fa. Da questo punto di vista possiamo andare veramente a testa alta.

La polemica sullo spostamento della fontana da Piazza Federico II a Piazza della Repubblica ha occupato l’ultimo scorcio di questo anno e continuerà anche con quello nuovo…

Si è cercato di creare una grossa contrapposizione fra la politica, chi amministra e una parte della città. Comprendo coloro che fanno fatica a capire questo cambiamento importante. Debbo dire che anch’io ho maturato l’idea passando attraverso valutazioni personali e rifacendomi anche a chi ha competenze tecniche che ci assicura come il ritorno della fontana nella piazza di origine è la cosa giusta da fare. Quello che un po’ mi amareggia è il fatto che se dovesse essere accolto dal Comitato dei Garanti il quesito, legittimo, per il referendum abrogativo arriveremo all’assurdo che un’Amministrazione dovrà fermarsi. Con la pandemia in atto una consultazione si potrà fare non prima di fine marzo e questo significherà dover rinunciare alla traslazione (che come da lascito testamentario di Cassio Morosetti deve essere completata e in piena efficienza entro il 22 luglio 2021, pena la mancata erogazione dei due milioni, ndr). Tra i dieci cittadini comuni che hanno proposto il referendum c’è anche un rappresentante e segretario di un partito politico, cosa che ritengo molto grave, e questi scavalcherebbero le decisioni del Consiglio comunale. Tutto quello che si è detto e argomentato rispetto a un atteggiamento troppo decisionista prima da parte della Giunta e poi del Consiglio è invece avvenuto in passaggi democratici all’interno della struttura comunale. Visti i tempi, se passa il referendum, dovremo prendere atto dell’impossibilità di fare questa traslazione.

L’accusa che vi si fa è quella di non aver coinvolto, comunque, la cittadinanza in merito alla traslazione

Quando è arrivata la comunicazione della volontà testamentaria del Morosetti l’ho resa nota alla città immediatamente, l’ho fatto io il giorno dopo durante un Consiglio comunale dei primi di agosto. Parlando, poi, con l’esecutore testamentario ho capito che c’era da attendere perché si dovevano verificare alcuni aspetti circa la fattibilità di esecuzione delle volontà testamentaria. Fattibilità che mi è stata comunicata almeno un mese e mezzo dopo. Nel frattempo abbiamo cercato di far capire alla città in che cosa consisteva la volontà di Morosetti e chi lui fosse. Mi è parso che nel momento in cui si è intuito che c’era la volontà nostra di proseguire si è scatenata la bagarre da più di una parte politica. Ovvio, i tempi sono molto ristretti e non c’era la possibilità di consultare i cittadini. Le problematiche e le scelte di una Amministrazione comunale sono complesse, devono essere approfondite e hanno bisogno di conoscenza specifica da parte di chi deve assumere decisioni. Io sono stato cittadino, dall’altra parte, e so che è impossibile avere notizie e approfondimenti che ha un amministratore pubblico. Ci hanno conferito l’onore di amministrare questa città e noi lo facciamo sino in fondo, prendendo decisioni e facendo proposte. Quale amministratore si può permettere di ricevere una cifra di quelle dimensioni e di dire non la utilizziamo per la città ma verrà data in beneficenza? Io credo che se dovesse accadere una cosa del genere un amministratore dovrebbe poi essere citato alla Corte dei Conti perché sperpera denaro pubblico. Abbiamo ricevuto una cifra, fatto una proposta in Consiglio comunale e lo stesso Consiglio l’ha ritenuta valida da perseguire. Non mi pare che ci sia stato nulla di antidemocratico. Poi, il referendum è legittimo, ma non ci saranno i tempi per poter sapere quale sia la volontà dei cittadini e procedere o meno. Qualcuno continua a far finta di non capire ma le cose stanno così.

Nel 2022 scade il suo secondo mandato, siamo nei pressi dell’ultima curva: che città lascerà l’Amministrazione Bacci agli jesini?

Chi amministra gestisce soldi pubblici e innanzitutto dico che abbiamo gestito all’inizio un Comune che era in una fase di pre dissesto, lo abbiamo portato in grande equilibrio risparmiando mediamente dai 5 ai 6 milioni all’anno di spesa corrente. Questa comunità ha risparmiato, non rinunciando a un servizio, dai 50 ai 60 milioni durante il nostro mandato. Abbiamo ridotto sensibilmente il livello del debito che adesso sta ricrescendo perché nasce dalla necessità di investimenti. L’Università Cattolica che valuta la spesa dei Comuni e i servizi che vengono prestati ci ha classificati nel 2017 al 12mo posto in Italia per i Comuni sopra i 40 mila abitanti. Significa che Jesi assieme a molte altre realtà del nord era uno dei Comuni più virtuosi a livello nazionale. Credo che lasceremo avendo avuto la massima attenzione alle categorie più fragili, basti pensare anche che abbiamo raddoppiato la spesa per gli indigenti del nostro territorio passando da 3 a circa 7 milioni di euro, abbiamo una delle accoglienze degli immigrati più strutturate d’Italia dando loro la possibilità di vivere non isolati nella città ma integrandoli, accogliendone mille nel nostro progetto Sprar. Ci è rimasto un anno e mezzo, lascio il giudizio agli altri, ma il nostro impegno credo abbia dato risultati importanti nei numeri e nelle cose fatte.

Amministrare da Sindaco è una palestra ottimale per futuri altri impegni, questa esperienza la metterà ancora al servizio della comunità?

Vorrei terminare al meglio il mio mandato qui a Jesi. La politica se fatta come l’abbiamo fatta noi ti fa giungere stanco alla fine del percorso. Se ci saranno le condizioni per poter incidere come abbiamo potuto fare in questa città continuerò, altrimenti tornerò alla vita di tutti i giorni sperando di aver fatto il massimo per i nostri concittadini.

Pino Nardella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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