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Cronaca

JESI / Muri imbrattati ai giardini “Sacco e Vanzetti”, lo sfregio dei vandali

Deturpata l’area del cantiere per la realizzazione di appartamenti Erap dove non si riesce a vedere la fine dei lavori

 

JESI, 12 marzo 2020 – Le mura che circondano i Giardini Sacco e Vanzetti sono diventate oggetto di sfregio da parte di vandali che non trovano di meglio se non imbrattare mura antiche come quelle che circondano la parte storica della nostra bella città.

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La bellezza deturpata

Scritte ovunque, in una delle zone del centro storico che per la sua bellezza dovrebbe essere tenuta sotto tutela. Invece è deturpata da scritte con uno spray nero come testimoniano le immagini. L’ennesimo segno di inciviltà, a dimostrazione della scarsa sensibilità di senso civico.

Un graffio che si va ad aggiungere ad una ferita ancora aperta, il cantiere edile delle “Carcerette” dove i lavori di realizzazione di appartamenti Erap, dovevano essere inizialmente 8 poi aumentati, si sarebbero dovuti concludere già da tempo.

Invece si sta trasformando nella classica “fabbrica di San Pietro“, vale a dire che a distanza di quasi un decennio dal loro avvio il termine dei lavori è ancora in alto mare. E questo nonostante reiterate assicurazioni di imminente chiusura del cantiere.

Il cantiere Erap delle “Carcerette”

Un po’ di storia. Il primo bando per l’aggiudicazione dei lavori risale a quasi 12 anni or sono, per l’esattezza al 15 aprile 2008. In quella data l’Erap stabilì un costo a base d’asta di poco più di 1,5 milioni di euro che l’impresa aggiudicataria dell’appalto ridusse a 1.099.509 offrendo un ribasso d’asta pari al 24,248%.

Quel contratto stabiliva una durata di 570 giornate lavorative per il completamente dell’intera opera. Ma poi sopraggiunsero inconvenienti come la presenza di eternit e la conseguente necessità di bonifica, ma anche la variazione del progetto originale che aumentò da 8 a 13 il numero degli appartamenti da ricavare in quello storico immobile. Tutto questo – e altro ancora – portò la Direzione lavori a sospendere momentaneamente le opere.

Una storia infinita

La successiva ripresa prevedeva il completamento dell’opera entro il 21 settembre 2017. Ma le sospensioni dei lavori sono poi continuate; il 20 febbraio 2018 fu disposta la terza sosta “in considerazione – si disse – della necessità di procedere alla redazione di una variante in corso d’opera dettata dall’esigenza di introdurre modifiche ai lavori di copertura e ai locali posti al piano seminterrato”.

Ultimo appunto, il cronoprogramma, vale a dire una sorta di agenda della prosecuzione dei lavori a cominciare dal mese di aprile 2018 fino allo “smobilizzo cantiere” fissato alla fine del mese di luglio 2018. Anche quest’ultima scadenza non è stata rispettata.

Insomma, più che un dramma sembra quasi una farsa…

(s.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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