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Cronaca

Jesi Nasce la Consulta delle Donne e della Comunità Lgbtqia+

Aperti i termini per la presentazione delle domande di iscrizione all’Assemblea tramite Pec o Protocollo entro il 24 aprile utilizzando l’apposito modulo disponibile sul sito istituzionale o presso l’Ufficio Associazionismo del Comune

Jesi – Un passo concreto verso una città più inclusiva e giusta: a seguito della deliberazione del Consiglio comunale del 27 gennaio scorso, il Comune ha ufficialmente istuito la Consulta delle donne e delle persone che si riconoscono nella Comunità Lgbtqia+.

Sono aperti i termini per la presentazione delle domande di iscrizione all’Assemblea della Consulta, l’organismo che diventerà il fulcro propositivo per le politiche di genere e l’inclusione nel territorio. Un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva, che avrà tra le sue funzioni principali la promozione dei diritti e della consapevolezza sulle questioni di genere; il supporto alle istituzioni per superare gli stereotipi attraverso un approccio intersezionale; atti di proposta e pareri sulle sfide che riguardano la comunità; l’organizzazione di eventi e incontri per integrare stabilmente lo sguardo di genere nel tessuto sociale e politico della città.

Il bando è aperto a tutte le persone che abbiano compiuto 16 anni, residenti, domiciliate o con interessi sociali e culturali nel Comune di Jesi che si riconoscono come donne o come parte della comunità Lgbtqia+. La partecipazione è estesa anche a rappresentanti di associazioni o movimenti con sede a Jesi che operano per la tutela dei diritti e il superamento degli stereotipi di genere.

Le domande dovranno pervenire tramite Pec o Protocollo entro il 24 aprile, utilizzando l’apposito modulo disponibile sul sito istituzionale (https://www.comune.jesi.an.it/w/iscrizioni-all-assemblea-della-consulta-delle-donne-e-delle-persone-che-si-riconoscono-nella-comunita-lgbtqia-) o presso l’Ufficio Associazionismo del Comune. 

«Con questa Consulta – fa sapere l’Amministrazione comunale – vogliamo che lo sguardo di genere diventi una lente stabile attraverso cui interpretare le sfide del nostro tempo, immaginando insieme soluzioni per una società sempre più giusta».

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