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Cronaca

JESI / Nomi e numeri di telefono: inviate centinaia di mail con dati personali

Il pasticcio legato alla comunicazione sul ritorno del mercato in centro dove ai residenti si specificava di non parcheggiare nei luoghi occupati dalle bancarelle

JESI, 16 ottobre 2021Per un errore nella mail inviata ieri dalla Polizia Locale ai cittadini autorizzati all‘accesso alla Ztl – con la quale si ricordava di lasciar libere le piazze dalle auto per il mercato del sabato – è stato allegato un file contenente i dati di contatto (indirizzi, mail o numero di telefono) di coloro che sono o erano in possesso di tale autorizzazione.

Il Comune di Jesi

Un pasticcio che ha interessato chi ha il permesso per la Zona a traffico limitato ma anche chi non abita più in centro da anni, per un totale 2mila cittadini di cui sono stati riportati i dati arrivati a centinaia di persone nella casella di posta elettronica.

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Nella comunicazione, visto il ritorno del mercato in centro città a partire dalla giornata di oggi, si chiedeva di non lasciare le auto nelle zone dove sono presenti gli ambulanti.

Immediatamente resisi conto dell’accaduto, anche alla luce delle numerose segnalazioni arrivate, agli stessi è stata inviata una mail di scuse pregando di cancellare quella erroneamente inviata.

«Allo stesso tempo – fa sapere il Comune di Jesi – è stato contattato il Dpo (Data protection officer), vale a dire il professionista esterno responsabile della gestione del trattamento dei dati personali del Comune di Jesi, informandolo dell’accaduto, fornendo l’allegato della mail inviata e spiegando accuratamente lo svolgimento dei fatti. Il Dpo, in base alle disposizioni di legge, ha 72 ore di tempo per esaminare la questione ed esprimere le proprie valutazioni».

L’Amministrazione comunale, rinnovando le scuse per quando spiacevolmente accaduto, «attende serena le comunicazioni del Dpo e, una volta ricevute, assumerà le adeguate determinazioni. Va chiarito, fin da subito, che i dati inseriti nel file non sono in alcun modo classificabili, in base al codice della Privacy, come dati sensibili (rientrando in quest’ultima sfera quelli relativi allo stato di salute, razza, convinzioni religiose od opinioni politiche)».

(e.d.)      

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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