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JESI / NUBIFRAGIO, IL SINDACO MASSIMO BACCI: «ALLESTIREMO UN UFFICIO DANNI PER CHIEDERE LO STATO DI EMERGENZA»

JESI, 4 settembre 2018 – «Io e mia moglie siamo rimasti bloccati sotto le logge del bar Imperiale quando è cominciato il nubifragio di sabato scorso e lì abbiamo atteso che terminasse».

Il sindaco Massimo Bacci ritorna all’infausto primo settembre quando Jesi in buona parte è affogata sotto il diluvio.

Il dato, non ancora ufficiale, dell’acqua venuta giù è impressionante, e tutti se ne sono resi conto con lo scorrere dei minuti, «ma appena lo avrò lo renderò pubblico».

Il sindaco Massimo Bacci

«Mi sono collegato con il Coc – Centro operativo comunale – e da subito, in particolare con il personale reperibile, si è intervenuti sui sottopassi ferroviari i quali sono i primi, purtroppo, che creano criticità e rischi anche di gravi incidenti».

Le riunioni si sono succedute e ne è emerso che «per quanto attiene alla richiesta di stato di emergenza – afferma il primo cittadino – faremo tutto quello che serve, allestendo anche un apposito ufficio dove raccogliere tutta la documentazione necessaria per dimostrare alla Regione gli effetti calamitosi del nubifragio. Sapendo sin da ora che non sarà semplice ottenere un ristoro rispetto ai danni che ognuno ha subìto. Non dipende da noi, spetta alla Regione la valutazione».

Nell’immediato c’è anche l’aspetto tecnico, Comune e JesiServizi dovranno, infatti, «considerare la situazione complessiva perché non dobbiamo assolutamente sottovalutare nulla. Servirà per capire se si possono fare ulteriori interventi, come far defluire l’acqua in maniera diversa riducendo quella che rimane in superficie. Sempre tenendo presente che c’è un aspetto economico, problema di non poco conto».

Il Sindaco, poi, tiene a precisare come «da un anno e mezzo il Comune si sta adoperando per la pulizia delle strade e delle caditoie in maniera periodica e puntuale. Eppure qualcuno, nel momento in cui fai pulizia e ti ritrovi l’auto in sosta dove non dovrebbe stare e scatta la multa, dice che queste cose le fai per fare cassa. E poi protesta perché ha il garage o lo scantinato allagato. Siamo anche a queste situazioni. Dire che non ci siamo attivati e non è stato fatto un percorso importante non è vero. Siamo l’unico Comune che fa questo tipo di attività, almeno in provincia».

La rete fognaria in tilt dipende dal fatto che «quando siamo di fronte a certe situazioni è evidente, credo, che così come è stata realizzata, 50 anni fa, non è in grado di sopportare tutta quell’acqua in un lasso di tempo relativamente breve. Queste circostanze sono difficilmente gestibili. Un nubifragio, misto a tratti anche a grandine, veramente impressionante. E non si può dire che un fenomeno come quello di sabato scorso sia una consuetudine. Non ricordo situazioni di così ampie proporzioni»

«Abbiamo, comunque fatto, allo stato, tutto quello che era possibile. La pulizia delle caditoie – c’è anche chi si è lamentato per il fatto che siano state tirate sue per farvi defluire l’acqua e poi passeggiando ci potesse finire contro… – può anche essere effettuata in maniera migliore, più capillare, va bene. Ma bisogna trovare le risorse».

«Ormai – sottolinea il Sindaco – ho un’esperienza amministrativa abbastanza lunga e posso dire che da tempo abbiamo attivato le nostre risorse per far sì che si creino condizioni di prevenzione. Vedi le piste ciclabili per diminuire l’emissione  nell’aria di Co2, che imperversa e che di fatto sta portando a cambiamenti climatici incredibili. Così come abbiamo cercato di abbattere le polveri sottili nei fumi emessi dagli esercizi di ristoro con provvedimenti che contemplano la dotazione di sistemi idonei all’abbattimento. Nel nostro piccolo abbiamo fatto quello che può fare una cittadina come la nostra. Ovviamente ognuno per quello che è il proprio ruolo e per quello che può incidere».

Pino Nardella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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