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Opinioni

Jesi Nuovo arredo urbano in Piazza Federico II, «intervenire con competenza»

La lettera inviata dall’architetto Mario Talacchia alla Soprintendenza in merito al progetto presentato recentemente dal Comune per arricchire gli spazi dell’area e incentivare la socialità

Jesi – Dopo la presentazione da parte del Comune del progetto architettonico che prevede di arricchire lo spazio di Piazza Federico II con un allestimento flessibile e leggero, inserendo nuovi arredi per incentivare la socialità, l’architetto Mario Talacchia ha scritto le sue riflessioni alla Soprintendenza e per conoscenza al Comune.

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La lettera

Gentile Soprintendente,

come Lei sa, Piazza Federico II è stato per lungo tempo il luogo più importante del centro storico. Era il forum della città romana, il luogo dove si svolgeva la maggior parte della vita civile dell’insediamento urbano, dalle attività sociali e commerciali, agli affari amministrativi e di legge.

Questo ruolo strategico è stato mantenuto fino a due secoli fa, prima delle espansioni urbane e dello spostamento di funzioni urbane primarie. La dimensione originaria della piazza era molto più grande in larghezza, le esigenze di ampliamento dell’antico ospedale ubicato sul lato meridionale hanno occupato una porzione importante della sua superficie, i fronti interni delle corti dichiarano il suo limite.

Il Comune di Jesi, se non ricordo male nei primi anni del Duemila, ha affidato il progetto di sistemazione della piazza all’architetto fiorentino Sergio Morgante. E’ stato prodotto e realizzato un progetto di grande sensibilità e qualità, liberava lo spazio occupato dalle panchine e dalle aiuole poste intorno alla fontana con l’obelisco, ridisegnava la pavimentazione di pietra arenaria attraverso una raffinata trama costituita da linee di impluvio e da linee di pietra bianca.

Ogni linea era originata dagli elementi architettonici presenti nella piazza, l’infilata del portale di ingresso al Duomo, le due lesene alla sua sinistra, l’asse di simmetria dell’ingresso del palazzo sede del museo dedicato a Federico II, i limiti destro e sinistro del fronte della chiesa di San Floriano, lo spigolo del complesso di San Floriano e l’infilata sulla torre campanaria. Il progetto ha realizzato una rete di relazioni geometriche tra chiese e palazzi, una aiuola circolare di pietra bianca controbilanciava il vuoto della corte di palazzo Ghislieri.

Nel basamento della seduta circolare era incisa una scritta in arabo, lingua conosciuta e parlata dall’imperatore, la quale dichiarava che quello era il luogo della sua nascita. L’aiuola circolare sin dal giorno della sua realizzazione è stata la seduta scelta da molte persone.

Alcuni anni fa la fontana con l’obelisco è stata trasferita in Piazza della Repubblica, successivamente è iniziata la sistemazione della pavimentazione della piazza secondo un progetto, secondo me, privo del rispetto del luogo e delle sue conformazioni. Alla delicata e raffinata trama della pavimentazione studiata dall’architetto Morgante è stato sovrapposto un puntinato di lastre di pietra bianca posto senza alcuna relazione con “i vettori”, come li chiamava Giancarlo De Carlo, della piazza, né con il fronte del Duomo.

Le riprese della pavimentazione originaria sono state realizzate con conci di pietra di natura e colorazione diverse da quelle dei conci vicini; la gente la chiama “la piazza delle pezze. L’aiuola circolare è stata smontata. Uno scempio. Da quello che si è letto nei giorni scorsi sulla stampa locale l’Amministrazione comunale intende realizzare un nuovo intervento di sistemazione della piazza che prevede installazione di panchine, vasi di contenimento di fiori e alberi da ombra, giochi per bambini, un teatro retrattile, il tutto removibile per consentire lo svolgimento dei due mercati settimanali.

Da quello che sembra è un intervento di arredo urbano. In un luogo come questo, vincolato dalla legge in quanto bene di interesse pubblico, si deve intervenire con grande competenza culturale, “fare sensibile” e in “punta di piedi”. Piazza Federico II non è bordata da edifici di grande rilevanza artistica ma poche piazze hanno una conformazione del “suo intorno” così articolata sia in verticale che in orizzontale, con “buchi” con vista sulle colline, la scenografia di questo spazio è veramente suggestiva.

Molti cittadini hanno espresso perplessità e preoccupazioni riguardo al comunicato intervento di sistemazione di Piazza Federico II. Io condivido le perplessità e le preoccupazioni. Tra i suggerimenti espressi dai cittadini sui social alcuni mi sembrano meritevoli di interesse, li riporto e li integro con mie considerazioni.

– Andrebbe ripresa la pavimentazione eliminando le lastre di pietra bianca e le “pezze” utilizzando conci di pietra arenaria di conformazione e colorazione analoghe al contesto originario

– andrebbero installate nuove panchine poste in parallelo al lato lungo della piazza utili anche per la protezione dal traffico veicolare, di forma analoga a quelle presenti in Piazza delle Grazie

– andrebbe riposizionata la seduta circolare di pietra nel punto dov’era realizzando nel suo invaso una vasca con fontana

– andrebbe realizzata una nuova illuminazione scenografica per valorizzare le torri campanarie ed i tamburi delle due chiese, gli archi di ingresso alla piazza e quelli delle corti, i portali

Ritengo tuttavia che le azioni fondamentali da attivare per rivitalizzare Piazza Federico II sono di natura politica, al riguardo suggerisco quanto segue:

– andrebbe realizzato con la Fondazione Pergolesi Spontini un programma di iniziative cultuali da svolgersi nel Teatro Moriconi con cadenza settimanale

– andrebbe rinnovato il progetto culturale del museo dedicato a Federico II

– andrebbe definito un protocollo di intesa con la Curia per dare funzioni, le più vitali possibili, ai locali che si affacciano sulla piazza e al contenitore dell’ex cinema Ripanti, dismesso da molti anni

– andrebbe definito un protocollo di intesa con l’unica attività di ristoro attualmente presente nella piazza per rafforzare la sua qualità e capacità di servizio. Le chiedo, con tutto il cuore, una verifica approfondita del progetto di sistemazione di Piazza Federico II quando Le verrà inoltrato.

In attesa di un Suo riscontro, Le porgo i miei cordiali saluti.

Architetto Mario Talacchia

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