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JESI / NUOVO STATUTO COMUNALE: MURO CONTRO MURO

Per Jesiamo «ci sono ampliamenti anche su temi attuali, un testo che guarda al futuro», critica Jesi in Comune per la quale «la pratica non era pronta, andava rinviata a settembre»

JESI, 27 luglio 2019 – La nuova  forma dello Statuto Comunale soddisfa la maggioranza ma non l’opposizione. Vediamo perché.

Jesiamo lo trova ampliato con «temi attuali come l’Europa e i giovani, tra i principali destinatari di questo nuovo testo», Jesi in Comune ritiene invece «che lo Statuto non era pronto per essere approvato».

I banchi della maggioranza

«Istituito dal presidente del Consiglio comunale, Daniele Massaccesi, e poi presieduto dal consigliere Tommaso Cioncolini, il gruppo di lavoro, che venuta meno l’iniziale disponibilità della minoranza ha visto la gran parte del lavoro svolta dalle forze di maggioranza, ha elaborato, uno Statuto che ha cercato, nelle originarie intenzioni del Presidente del gruppo di lavoro e perseguite fino alla discussione degli emendamenti in aula consiliare, la condivisione e il superamento di quelle diversità politiche che potevano dare un segnale di unità, almeno in questo caso, verso la città» spiega il gruppo di maggioranza.

«Particolare attenzione alla partecipazione popolare verso la vita pubblica e politica della citta – fa sapere Jesiamo -. Un’attenzione è stata posta all’universo femminile e alla parità di genere che troverà presto esplicazione in un’apposita Consulta. La seduta è stata caratterizzata dalla presentazione di quasi 40 emendamenti da parte della minoranza, molti ripetitivi, segno di una tardiva e fattiva collaborazione che forse avrebbe scritto una pagina ancora più virtuosa della nostra città».

Tutt’altra la lettura dell’opposizione: «I principi statutari della Città discussi a notte fonda (leggi l’articolo). Il presidente Massaccesi, ostinato a non rinviare la pratica a settembre per motivi evidentemente politici, non si è premurato nemmeno di far conoscere all’opposizione l’ordine dei lavori (leggi l’articolo). Se veramente si fosse trattato solo di aggiungere e aggiornare, non ci sarebbe stato alcun problema a ragionarci su di fronte alla città e non di notte “come dei ladri”. Zero il rispetto nei confronti dei consiglieri e delle consigliere di opposizione, meno di zero verso i cittadini e le cittadine di Jesi che rappresentiamo in Consiglio e che, magari, avrebbero voluto seguire i lavori, altrettanto verso il personale del Comune rimasto fino a tarda notte».

Il numero degli emendamenti ha, secondo Jesi in Comune, un’altra spiegazione: «Aver rigettato la richiesta di tutte le opposizioni di rinviare la pratica a settembre, anche in virtù dei quasi 40 emendamenti presentati (fatto che dimostra chiaramente la necessità di ulteriore rielaborazione e che lo Statuto non era pronto per essere approvato), e aver deciso, sempre e solo a maggioranza, che la pratica sullo Statuto andava posticipata dopo tutte le altre pratiche ordinarie significa non avere rispetto per nessuno. Cosa abbastanza grave visto il ruolo che il presidente del Consiglio ricopre, un ruolo istituzionale che dovrebbe essere super partes. Una gestione autoritaria del Consiglio comunale da parte di un presidente non idoneo al ruolo istituzionale che ricopre».

I banchi dell’opposizione

Riguardo all’organismo di partecipazione femminile (leggi l’articolo): «Si registra purtroppo una chiusura ingiustificata, anche a fronte delle numerose e legittime richieste pervenute in tal senso da singole donne e dalle associazioni della città. D’altronde è la stessa maggioranza che aveva proposto di scrivere che il Comune di Jesi garantiva “la partecipazione delle donne alla vita pubblica” (leggi l’articolo)». Mancata la maggiornaza qualificata, l’iter dello Statuto prosegue a settembre.

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