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Cronaca

JESI / OPERATO LEONE: «L’HO TENUTO IN BRACCIO E MI HA DATO DUE LECCATINE»

Il volpino italiano azzannato da un cane di grossa taglia sfuggito dal guinzaglio di una donna che poi si è dileguata, il proprietario: «L’abbiamo individuata, c’è una situazione di pericolo che va risolta. Andrò sino in fondo» 

JESI, 2 dicembre 2019 – «L’ho tenuto in braccio, mi ha guardato e mi ha dato due leccatine sul naso. A due giorni dall’operazione Leone (foto in primo piano) ha risposto bene. Ci ha messo tanta grinta anche lui e questo mi ha dato la carica perché tutta la situazione venutasi a creare mi ha devastato».

Leonardo Paoletti parla con tenerezza del suo Leone, di nome e di fatto, il volpino italiano di 4 anni e mezzo, azzannato da un Rhodesian ridgeback, (leggi l’articolo) liberatosi dal guinzaglio, mercoledì scorso, 27 novembre, in Piazza della Repubblica in un tranquillo giorno di mercato, tramutatosi nel breve lasso di tempo in un bruttissimo giorno.

Un’aggressione, non episodica nella nostra città, purtroppo, ma che ha destato scalpore per le circostanze in cui è avvenuta, per la lesta fuga della proprietaria dell’altro cane, per la reiterazione di quanto accaduto poiché non sarebbe l’unica circostanza nella quale la stessa coppia si sarebbe trovata nella stessa situazione.

Il freddo bilancio: schiena spezzata per il volpino e corsa alla clinica veterinaria di Tolentino per salvarlo, anche se la devastante ferita subita non potrà più fargli restituire, nonostante le cure, l’integrità fisica.

Leone

«È paralizzato agli arti posteriori, gli hanno applicato un impianto per sorreggere la schiena, se tutto va bene dopo un mese di convalescenza si potrà sostenere con un apposito carrellino per animali a mobilità ridotta che gli potrà consentire di camminare».

Ieri Leonardo con la consorte Laura, accompagnata anche dalla sorella, ha fatto visita a Leone: hanno potuto accarezzarlo, stargli vicino, fargli sentire l’affetto della famiglia che ha deciso di andare avanti, di percorrere tutte le vie per riportarselo presto a casa.

«Non potevamo rimanere per troppo tempo, era sveglio, anche se con il respiro affannoso. Quando si alimenta mangia dalle mani del personale addetto. È una circostanza che evolve di ora in ora anche perché ha un drenaggio per la ferita che si è infettata e che necessita di un’altra operazione per ripulirla».

Parallelamente vanno avanti le indagini e l’avvio del percorso legale non solo per avere giustizia «ma anche per porre finalmente un freno a questo stato di cose perché quanto accaduto a Leone non debba ripetersi. C’è un problema di gestione di certi cani di grossa taglia da parte dei conduttori, questo è evidente, e non è possibile che non indossino la museruola. Se l’avesse avuta tutto questo non sarebbe successo» afferma Leonardo Paoletti.

Che ricorda anche come «in quattro anni che ho Leone ho vissuto tre situazioni difficili e sempre relative a cani di grossa taglia che erano riusciti a fuggire dal recinto dove si trovavano o perché i padroni avevano lasciato il cane lupo sciolto, come avviene in zona palazzetto dello sport, lanciandogli la pallina da riportare. Ma come si fa…».

«Ci siamo affidati a un legale di Jesi e la denuncia querela partirà in questa settimana, abbiamo già individuato la donna, acquisiremo i filmati messi a disposizione dalle due banche vicine al fatto e ci sono anche tante testimonianze».

E c’è stato anche un pensiero ricorrente in questi giorni: «Mi vengono i brividi solo al poter immaginare di mettere il carrellino a Leone andare per il corso e incontrare la stessa persona con il cane che lo ha azzannato. Ma non ci andrò più da quelle parti, però c’è una situazione di pericolo da sanare, che stanno vivendo anche coloro che risiedono intorno a questa signora e che hanno il cane piccolo. È tempo di fare qualcosa e io andrò sino in fondo».

Temperamento del volpino italiano: affettuoso, vivace, attivo, giocherellone, allegro, vigile. Forza Leone, siamo tutti con te.

Pino Nardella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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