Cronaca
Jesi Ospedale “Carlo Urbani”, iniziata la Pet Therapy con i cani Lux, Margot e Rex
Un atto d’amore che consola, alleggerisce e restituisce umanità, «quella con la U maiuscola, che ha l’effetto simile alle altre terapie», afferma il dott. Tonino Bernacconi che dirige la Uoc di Anestesia Terapia Intensiva Analgesia, progetto nato dall’incontro con l’associazione “Mi Fido di te”
Jesi – In Terapia Intensiva, dove la sofferenza scandisce il tempo, l’arrivo di un cane può fare la differenza.
Ha preso il via venerdì scorso all’ospedale “Carlo Urbani” il progetto di Pet Therapy promosso dalla Uoc di Anestesia Terapia Intensiva Analgesia diretta dal dottor Tonino Bernacconi e realizzato dall’associazione “Mi Fido di Te Ets”. (leggi l’articolo)
«Umanità con la U maiuscola, che ha l’effetto simile alle altre terapie – spiega il dottor Tonino Bernacconi -, abbiamo visto l’energia che hanno raccolto i pazienti dalle loro scarse forze per poterli accarezzare, per poter toccare quei cani».
La Pet Therapy è un atto d’amore che consola, alleggerisce e restituisce umanità.

Un’iniziativa che ha emozionato per prima cosa chi stava osservando.
«Venerdì sono entrati in azione tre professionisti – due femmine e un maschio, Lux, Margot e Rex – sono cani addestrati a essere dolci con le persone ricoverate, a chi era cosciente hanno strappato un sorriso nonostante il difficile momento. Noi che osservavamo eravamo pieni di commozione».


Emozionati anche i familiari, alcuni dei quali hanno scelto volutamente la fascia oraria dell’ingresso dei cani: «Tanta riconoscenza verso di noi e verso gli addestratori», sottolinea Bernacconi.


Il progetto è nato dall’incontro tra la veterinaria Silvia Scortechini, l’anestesista Antonella Jorio e la naturopata Cristiana Carotti – fondatrici dell’associazione “Mi Fido di Te Ets” che spiegano come «in corsia c’era Lux, con la sua simpatia, che dà la zampa a tutti, curiosa e a suo agio, Margot con i suoi occhi dolci e la sua coda pronta a salutare tutti e Rex l’unico maschio della squadra, e lui lo sa, col suo portamento elegante».
Cani certificati e preparati per lavorare in contesti ad alta complessità: «Un reparto difficile ma estremamente umano».
I benefici emergono con chiarezza anche nelle storie di chi questa presenza l’ha già vissuta da vicino, come la mamma di Benedetta Blasi, scomparsa a soli 20 anni e che durante il lungo percorso di cura al Salesi ha potuto constatare quanto un cane potesse trasformare momenti difficili in attimi più sopportabili, portando conforto là dove sembrava impossibile trovarlo.
«Quando si parla di malattia, si pensa al dolore e alla solitudine -, spiega Milena mamma di Benedetta – ma la mia Beje ha vissuto nel reparto di Oncoematologia del Salesi come fosse un luogo dove l’amore si è moltiplicato e molto di questo amore aveva 4 zampe».
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Questa testimonianza spiega perché il progetto avviato a Jesi non sia un dettaglio di reparto, ma un investimento in umanità. Due volte al mese, dalle 17 alle 19, la Terapia Intensiva aprirà le porte all’associazione “Mi Fido di Te Ets” e a tre cani addestrati che non cambieranno le diagnosi ma strapperanno almeno un sorriso a chi ogni giorno deve fare i conti, quelli più difficili, con la vita, riducendo lo stress nei malati e nei loro familiari, contribuendo a rendere l’ambiente più umano, favorendo la comunicazione interpersonale e la relazione affettiva e promuovendo il benessere degli operatori sanitari.


Siamo abituati, ancora oggi, agli avvisi che riportano la figura di un cane e la dicitura tassativa “Io non poso entrare” anche dove, in definitiva, con le giuste precauzioni, si potrebbe: ed esperienze come questa ci raccontano quanto la loro presenza possa fare la differenza in un modello di cura centrato sulla persona, dove il benessere psico-emotivo è parte integrante del processo terapeutico.
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