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Cronaca

JESI / Ospedale “Carlo Urbani”: sopralluogo sulla sicurezza dei percorsi

Effettuato dalla Direzione ospedaliera unitamente al Tribunale del Malato in previsione di una possibile aumento dei casi Covid

JESI, 17 settembre 2021 – «Fermo restando che il numero degli accessi in ospedale di pazienti Covid non desta preoccupazione, in previsione di un possibile ritorno della pandemia abbiamo ritenuto di fare, congiuntamente alla Direzione ospedaliera, un sopralluogo mirato per verificare la sicurezza dei percorsi», spiega Pasquale Liguori del Tribunale per i diritti del malato, aggiungendo che l’intervento serve a dare «maggiore tranquillità al cittadino che deve recarsi nelle Unità operative per accertamenti o interventi chirurgici».

A seguito del sopralluogo il Tdm ha inviato alla Direzione Asur Area Vasta 2 alcune proposte: relativamente al pronto soccorso, con un unica sala di attesa e un solo bagno, quella di «installare all’esterno della struttura una tenda pre-triage dedicata ad accogliere i pazienti con sintomi riferibili al Covid. Dopo il triage, sempre con un percorso esterno, vengono accompagnati nella sala di attesa presente nei locali antistanti a un accesso interno al pronto soccorso (l’accesso di riferimento è quello in cui operano le dietiste). Da qui sarà possibile accedere alla diagnostica ed eventualmente al ricovero nelle Unità operative individuate ad accogliere i pazienti Covid, utilizzando le scale o l’ascensore a loro dedicato».

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Pasquale Liguori

Una sala d’attesa che dovrà essere «completamente isolata rispetto agli altri accessi interni ai reparti (scale, corridoi e ascensori). Il citato precorso dovrà essere idoneamente e chiaramente segnalato con
cartellonistica all’ingresso del pronto soccorso, in modo da evitare che i sintomatici Covid abbiano accesso alla sala di attesa del pronto soccorso».

Relativamente alla Broncopneumologia, il Tdm spiega: «Nello stesso corridoio del reparto, che attualmente accoglie i pazienti Covid, vi è anche la Cardiologia: riteniamo che vada migliorata la separazione dei percorsi verso le due Unità operative, con l’installazione lungo il corridoio di ogni possibile mezzo, rimovibile, per dare segnali di tranquillità ai pazienti che vi transitano».

In ultimo il coordinatore Liguori aggiunge: «Durante il sopralluogo abbiamo notato che vi erano un operatore che doveva accedere all’area Covid e alla Broncopneumologia, che effettuava la vestizione protetta al di fuori della Unità operativa: abbiamo chiesto, quindi, che ciò avvenga solo ed esclusivamente in locali appositamente adibiti allo scopo».

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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