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Cronaca

JESI / Pavimentazione Corso, l’architetto Morgante: «Lastre grandi? Errore grave»

piazza Pergolesi

Il professionista, residente a Firenze, in città si era occupato del Parco del Vallato nel 2009 e di Piazza del Duomo: ha fatto pervenire una lettera al Sindaco e ai consiglieri comunali

JESI, 18 febbraio 2021 – Una lettera firmata dall’architetto Sergio Morgante è stata recapitata al sindaco Massimo Bacci e a tutti i consiglieri comunali relativamente all’imminente realizzazione della nuova pavimentazione di Corso Matteotti.

Sulla missiva c’è anche una interrogazione del consigliere comunale Samuele Animali, che la porterà all’attenzione dell’assise cittadina il prossimo 25 febbraio.

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Sergio Morgante risiede nel centro storico di Firenze ma a Jesi ha curato progetti importanti come quello del Parco del Vallato, nel 2009, e nello stesso periodo Piazza del Duomo, ma anche Piazza Grande a Imola e quella del Comune toscano di San Giovanni Valdarno.

Professionista stimato, dice la sua in merito alla progettazione di Corso Matteotti.

«Ho visto la nuova sistemazione di Piazza Pergolesi che precede quella del Corso e mi sono detto che non potevo fare finta di niente, che avevo il dovere morale di esprimermi per tutto quello che devo alla città».

Il focus dell’architetto al problema principale, che è quello della dimensione delle lastre per la pavimentazione del Corso, fino a 75 centimetri di lunghezza.

«Pavimentare “tutto” il corso con lastre di grandi dimensioni è un errore di lapalissiana evidenza che tutti, anche i non esperti, possono vedere se distolgono lo sguardo dalla grafica del progetto e immaginano dal vero la pavimentazione proposta a grandi lastre con quella impiegata da sempre, per secoli, nella città storica».

Che effetto farà allora il Corso? «Così largo e diritto, pavimentato tutto con lastre lisce e perfette di quella dimensione? Si sentirà un corpo completamente estraneo alla sua storia, a quel senso della misura che è nella modestia e nella pacatezza dei marchigiani. Penso che bisogna pavimentare il Corso impiegando anche blocchetti in arenaria simili per dimensioni, forma e colore a quelli delle vie laterali».

piazza pergolesi paviementazione gialla

Le lastre già impiegate hanno uno spessore di 8 centimetri.

«Mi sembra che per lastre così grandi quello spessore è esiguo. Il centro storico di Firenze è tutto pavimentato con lastre di arenaria di larghezza e lunghezza uguali o inferiori a quelle impiegate in Piazza Pergolesi, ma con spessori decisamente superiori. Qualcuno potrebbe obiettare che “tanto sotto c’è il massetto con la maglia elettrosaldata” (non so se c’è) ma mi è già capitato di vedere lastre spezzate che avevano sotto il massetto con la maglia (che, tra l’altro diventa un ostacolo quando si deve andare a cercare un tubo che perde) perché anche nelle zone pedonali transitano i furgoni per i rifornimenti ai negozi, i mezzi della polizia, le ambulanze, i pulmini. E bisogna stare anche attenti a non fare i giunti troppo moderni, cioè troppo sottili perché se la boiacca non penetra bene tra due lastre quest’ultime cominceranno a muoversi con le sollecitazioni e il passaggio dei mezzi; ho visto una piazzetta a Sesto Fiorentino che hanno rifatto dopo qualche mese perché il lastricato si era staccato e si muoveva sotto i piedi».

«Se si realizzasse invece un lastricato con la pietra di piccola pezzatura lo spessore di 8 centimetri sarà certamente adeguato ed il costo non aumenterebbe, anzi diminuirebbe e una volta tanto le ragioni storiche, filologiche ed estetiche andrebbero d’accordo con quelle pratiche ed economiche. Speriamo che vadano d’accordo anche con quelle politiche».

Eleonora Dottori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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