Cronaca
Jesi Per Gaza che muore di fame 25 rintocchi del Campanò e tanto rumore – Video
Iniziativa a carattere nazionale, prima in Piazza Colocci al suono del Campanò poi ai giardini di Viale Cavallotti, il ringraziamento di Sam, di origini palestinesi: «Ho perso da un mese e mezzo i miei nipoti sotto i bombardamenti, grazie per esserci»
Jesi – La città ha risposto con una presenza massiccia alla campagna promossa a carattere nazionale “Gaza muore di fame: disertiamo il silenzio”.
Ieri sera i giardini pubblici di Viale Cavallotti hanno accolto tante persone, unite nel fare rumore contro il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. A coordinare il folto gruppo di partecipanti, il giovane consigliere comunale Giacomo Mosca, in rappresentanza del gruppo “Jesi per la Palestina”, promotore dell’iniziativa.

Il sindaco Lorenzo Fiordelmondo ne ha sottolineato con forza il valore simbolico, ma anche quello politico e istituzionale. Come annunciato, la campana municipale, el Campanò, di Palazzo della Signoria – “Libertà”, così battezzata dall’attrice jesina Valeria Moriconi – ha risuonato alle 21 i suoi 25 rintocchi, uno per ogni componente del Consiglio comunale, in quanto il Comune ha aderito, un suono carico di significato, rivolto anche a chi assisteva in contemporanea allo spettacolo nella vicina Piazza Federico II.
Alle 21.30 tutti si sono ritrovati ai giardini pubblici per qualche momento di partecipazione collettiva.

L’appello era chiaro: fare rumore con qualunque mezzo, per rompere il silenzio e denunciare una situazione drammatica, in cui “entrano bombe e carri armati ma non gli aiuti umanitari”.

Una parentesi particolarmente toccante è stata il ringraziamento di Sam, originario di Gaza, che da circa 40 anni vive a Jesi, e lavora in un bar proprio di fronte a Palazzo della Signoria. Non appena ha udito i rintocchi del Campanò, è uscito per rivolgere un commosso ringraziamento ai presenti.

«Grazie veramente di cuore, per esserci, vuol dire molto. Non c’è nessuno che li ferma, non c’è nessuno che dice: “smettetela di uccidere questa gente“, nessuno lo dice solo voi e per questo voglio ringraziarvi anche per Nadà e suo fratello», ha detto con la voce rotta dal dolore.

Solo un mese e mezzo fa, infatti, Sam ha perso i suoi due nipoti, morti sotto le macerie della loro casa bombardata da un F16.
«È rimasto il nulla», ha raccontato tra le lacrime, confermando il valore di quella attestazione di vicinanza promossa dalla serata «per noi vuol dire tanto, vuol dire che ci sono persone che hanno un cuore».
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