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Cronaca

JESI / PROTESTE IN CONSIGLIO COMUNALE, FAMILIARI E ASSOCIAZIONI CONTRO I TAGLI AI SERVIZI SOCIALI

JESI, 11 giugno 2015 – Seduta movimentata, quella odierna, del Consiglio Comunale familiari di persone svantaggiate ed alcuni dei personaggi seduti sugli proteste

scranni dell’aula consiliare hanno contributo a creare tensione; tutto, però, si è concluso senza alcuna azione violenta. Il tutto è stato originato da uno dei punti iscritti all’ordine del giorno della seduta, quello incentrato su “Tagli ai servizi sociali” decretati dagli organismi politici regionali che logicamente hanno creato non pochi malumori tra tutti i diretti interessati (pazienti, famiglie, componenti le varie cooperative di assistenza, ecc.). Una questione non certo secondaria se si considera che poco prima del termine del mandato elettorale la Regione Marche ha deciso di ridurre ad un solo milione di euro il finanziamento che prima di allora ammontava a 34 milioni; un taglio che, come riportato nella nota emessa dal Sindaco al termine della movimentata riunione “mette a rischio alcuni servizi primari, in primis l’assistenza ai disabili e agli anziani, servizi che, come noto, il Comune di Jesi ha affidato all’Azienda Servizi alla persona, girando importanti risorse finanziarie che si sarebbero dovute andare ad aggiungere a quelle della Regione”. Dopo una lunga discussione e dopo che alcuni rappresentanti  delle famiglie interessate e delle associazioni Anffas Jesi, Il Mosaico, Gruppo Solidarietà, Omphalos, Angsa Marche e famiglie dei Comuni dell’Ambito che non hanno tagliato, hanno letto i loro messaggi di condanna il Sindaco ha redatto un documento nel quale “si impegna 1) a trovare le risorse da destinare all’ASP per il mantenimento dei servizi oggi in essere sino e non oltre il 31 del mese di luglio del corrente anno; 2) a continuare l’opera di informazione e di pressione sul Presidente della Giuta Ragionale affinché consideri prioritario l’impegno assunto e di far approvare tra i primi atti di governo il rifinanziamento del fondo sociale; 3) a costituire un tavolo politico-paritetico (3 consiglieri di maggioranza, 3 consiglieri di minoranza, rappresentanti delle famiglie, rappresentanti degli operatori e organizzazioni sindacali) per avere pareri sugli eventuali nuovi criteri di priorità da indicare all’ASP per l’eventuale opera necessaria e inderogabile razionalizzazione dei servizi di cui in parola laddove la Regione non dovesse rifinanziare per intero il fondo sociale (34 milioni di euro); 5) a coinvolgere i Sindaci della Vallesina affinché conferiscano il prima possibile tutti i servizi sociali all’Azienda, così da aumentare la massa critica, da uniformare le prestazioni e da ottimizzare le risorse, condividendo anche le iniziative istituzionali congiunte, come la convocazione di Consigli Comunali da tenersi in contemporanea, o congiuntamente, su questo delicato tema”. Questi i propositi, ma intanto in molte famiglie cresce la preoccupazione per quello che sarà il domani dei propri cari affetti da patologie invalidanti o di quanti rischiano il posto di lavoro in cooperativa.

(Sedulio Brazzini)

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