Cronaca
Jesi Restyling Viale, tra la pista ciclabile che non c’è e la lotteria dei parcheggi
Polemiche e dati tecnici controversi all’animata assemblea pubblica organizzata dal Comitato dei cittadini di Jesi sulla contestata riqualificazione dell’importante asse viario
Jesi – «Il Masterplan sulla riqualificazione del Viale della Vittoria non prevede la presenza di piste ciclabili».
Così l’assessora ai lavori pubblici Valeria Melappioni ha concluso – suscitando un boato tra i presenti – l’intervento all’assemblea pubblica organizzata giovedì scorso dal Comitato dei cittadini di Jesi, alla sala dell’ex Seconda Circoscrizione San Francesco, dedicata al confronto sul restyling del principale asse viario cittadino, il più discusso, polemizzato e chiacchierato degli ultimi mesi, se non degli ultimi anni.
Ha parlato di cambiamento e di una città che deve modellare le sue infrastrutture in base alle esigenze di una società che è cambiata rispetto al passato, il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, invitato a partecipare, nel suo saluto iniziale alla platea.
«Se esiste un simbolo che in questa città, rappresenta il cambiamento, forse più di tanti altri, è proprio il Viale della Vittoria. In origine proprio lì scorreva l’acqua che serviva a separare l’abitato antico da tutto quello che stava fuori. Poi proprio questo spazio è diventato luogo di connessione e di relazione tra l’interno e l’esterno».

Ma le polemiche non sono mancate durante l’assemblea, nella quale, se qualche certezza è emersa, di sicuro è preponderante la presenza in città di due fronti contrapposti sul progetto di restyling – i favorevoli e i contrari -, binari paralleli destinati, a quel che si è visto, a non incontrarsi mai.
Posizioni che, nonostante il confronto della serata, non solo hanno dimostrato di non saper dialogare – né tantomeno di poter trovare un punto di incontro – ma hanno anche attestato che nella comunità cittadina sono tante le domande ancora senza risposta, altrettante le informazioni che circolano dietro le quinte, non sempre fondate.
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Di certezze sul progetto di riqualificazione finora tra i cittadini ce ne sono state poche, tra queste proprio la presenza della ciclabile – certezza infranta dall’assessora Melappioni durante la serata -, il restringimento a una unica corsia della carreggiata per ciascun senso di marcia e la diminuzione del numero di parcheggi. Punti fermi sulla base dei quali in molti, tra residenti, commercianti e associazioni, hanno costruito la loro battaglia anti-restyling.
«Non siamo contrari alla riqualificazione del Viale della Vittoria, ma riteniamo necessario approfondire gli effetti delle ipotesi attualmente previste dal Masterplan sulla viabilità, sulla mobilità e sulla vivibilità dell’intera città», ha evidenziato il presidente del Comitato, Samuele Gara, aprendo la serata, presidente che ha poi difeso a spada tratta le attività del Viale, che a questo punto rischiano di «doversene andare».

«I manifesti affissi in città e la campagna di informazione sul Viale, mostrano il progetto in modo chiaro – ha evidenziato l’assessora Melappioni -. Stasera non mi hanno dato la possibilità di mostrare su schermo i progetti del Masterplan, ma basta visionare le immagini dei render per capire immediatamente che la pista ciclabile nel Viale non è contemplata».
Non sarebbe realizzabile per motivi di spazio a meno che non venissero abbattuti gli alberi «ma non è nostra intenzione abbattere le alberature se non quelle ammalorate, in base all’indagine condotta dalla ditta specializzata su tutti gli alberi negli spazi pubblici della città».

Durante gli incontri che l’Amministrazione ha organizzato negli ultimi mesi per presentare le varie ipotesi progettuali confluite poi nel Masterplan, si era parlato in varie occasioni di una bike line che a differenza di una pista ciclabile non è dotata di corsia separata dal traffico veicolare ma è disegnata direttamente sulla strada principale tramite una striscia bianca e può essere sormontata dalle auto quando non ci sono bici in transito.
L’intervento dei tecnici del Comitato
L’Assemblea promossa dal Comitato dei Cittadini di Jesi, che ha visto riempire in pochi minuti i circa 120 disponibili della sala conferenze, lasciando altrettante persone – anche in protesta – all’esterno, che hanno dovuto optare per l’opportuna diretta Facebook, voleva fornire alla cittadinanza informazioni, analisi e chiarimenti sulla riqualificazione, avvalendosi dell’aiuto dei due professionisti incaricati dal Comitato di analizzare il progetto, Roberto Borocci e all’architetto Mario Talacchia dello studio Gt Workshop, noti per aver sviluppato programmi e progetti di rigenerazione urbana in Italia e in Francia.
Attraverso dati, elaborati tecnici, video e schede illustrative, i relatori hanno analizzato il Masterplan confrontandolo con gli strumenti urbanistici e della mobilità oggi vigenti con il progetto tanto discusso, evidenziandone gli aspetti più rilevanti e le possibili criticità.
«Viale della Vittoria rappresenta, insieme a Corso Matteotti, il sistema urbano più rilevante della città fungendo da cerniera strategica tra il centro storico e le diverse aree periferiche – hanno spiegato i tecnici -.
Parliamo di un asse viario di grande importanza,1 km e mezzo di lunghezza per 26 metri di larghezza. La carreggiata si estende poi per 11 metri arrivando a ospitare fino a quattro corsie in corrispondenza negli incroci semaforici».

«Il viale è un cuore pulsante dell’economia locale con 139 attività commerciali e di servizio. Tuttavia la gestione della sosta è critica, i 586 posti auto attuali risultano insufficienti. Nel solo tratto centrale tra Viale Papa Giovanni XXIII e via San Francesco si concentrano 54 attività che sommate a quelle del vicino Corso Matteotti portano il totale a 115, una media altissima di 19.6 attività ogni 100 metri».
«Questa densità genera una pressione rilevante sui parcheggi, durante le ore diurne la ricerca di un posto auto diventa caotica e spesso conflittuale, mentre di notte i residenti arrivano ad occupare stabilmente 2 posti auto su 3 lungo il viale».
«Nelle ore di punta transitano oltre 1.500 veicoli, sono uomini e donne che vanno al lavoro e ragazzi che vanno a scuola, questi sono i dati oggettivi del sistema urbano che riguardano Viale della Vittoria e Corso Matteotti», hanno evidenziato i tecnici facendo riferimento anche al Piano regolatore e alla necessità evidenziata negli anni, di apportare alcune modifiche fondamentali al transito sul Viale per fluidificare il traffico, «prima di pensare a una riqualificazione più specifica sul tratto di 300 metri preso in considerazione dall’Amministrazione», come la realizzazione di rotatorie nelle intersezioni con via San Francesco, via Radiciotti e Viale Papa Giovanni XXIII e la realizzazione di una bretella prima dell’imbocco del Viale, che evrebbe dovuto collegare la zona di via Erbarella con via San Giuseppe, presentando alcune planimetrie del Piano urbano della mobilità sostenibile, Pums, relative al 2022.
Sono state inoltre evidenziate alcune criticità legate alle dimensioni effettive della carreggiata e alla convivenza fra traffico privato, trasporto pubblico e altre funzioni previste lungo il viale. In particolare, è stato sottolineato da Paolo Crognaletti come la presenza di numerosi autobus di linea rappresenti un elemento che richiede un’attenta valutazione rispetto agli spazi disponibili e alla fluidità della circolazione.
Interventi e tensioni
Non sono mancati i momenti di tensione in sala durante gli interventi del pubblico che si era registrato per esporre pareri e domande dopo la relazione dei tecnici.
In particolare quando si sono espressi i pro al progetto relativamente alla mobilità sostenibile come Marco Scarponi – dell’omonima Fondazione – Mirko Grilli presidente Fiab Vallesina. Stessa sorte per il giovane sedicenne, Pietro Oggioni, che ha parlato in rappresentanza della Rete degli studenti medi (il sindacato delle scuole superiori di Jesi), interrotto a più riprese. Evidente segno di una contrapposizione che non fa passi indietro.
Intervenute anche le associazioni di categoria, con Francesco Barchiesi (Cna) e Cristina Brunori (Confartigianato), a rimarcare la vicinanza ai commercianti del Viale, contrari al progetto di restyling così come proposto dall’Amministrazione ma favorevoli a interventi di miglioramento della viabilità e della sicurezza. Come dire che gli stravolgimenti porteranno a conseguenze infauste per tutto il tessuto delle attività presenti.
Il nodo parcheggi è centrale anche se i numeri divergono. Lo hanno ribadito i tecnici del Comitato, Roberto Borocci e Mario Talacchia: nel tratto di circa 300 metri da dove partirá il primo intervento (intersezioni con Viale Giovanni XXIII e via San Francesco) dai 120 attuali si arriverà a 71. Un salasso. Per l’Amministrazione comunale, invece, la perdita sarà soltanto di 2. Che i conti non tornino è evidente. Parcheggi, poi, che sono indispensabili anche per il soprastante e vicino Corso Matteotti – come ha ricordato Alfredo Benigni (commercianti di Jesi Centro) – che con il viale vive praticamte in simbiosi.
Per Antonio Massacci (Anffas e Consulta disabilità) i problemi sono di altro genere, ovviamente. Così come è messo il viale non consente accessibilità, ben venga dunque una riqualificazione che ne tenga conto.
Accompagnato dall’applauso l’intervento dell’imprenditore Pierluigi Bocchini che ha spostato il focus dal restyling allo stato di ammaloramento delle strade cittadine, lanciando una stilettata all’Amministrazione: «Invece di spendere soldi pubblici in Masterplan e riqualificazione di un solo tratto di viale, prima pensiamo a sistemare le buche in città».
Un epilogo, quello dell’assemblea che, seppur organizzata per fare chiarezza sul restyling, ha lasciato ancora interrogativi aperti, dimostrando chiaramente l’assenza di punti di incontro tra le parti contrapposte e rivelando una certa dose di estrema polemica nel confronto.
Vedi anche: Jesi Viale, il Comune: «Disponibili al confronto ma coerenti con il percorso intrapreso»
Nel frattempo l’Amministrazione comunale, all’indomani dell’assemblea, ha ribadito con una nota stampa la coerenza del percorso svolto finora nella direzione della riqualificazione e la disponibilità al confronto.
Nella giornata di ieri Fratelli d’Italia ha depositato le 1.000 firme (il Comitato lo ha già fatto con 2.500) raccolte tramite pubblici banchetti a supporto della propria petizione dove si chiedeva la cancellazione del progetto di ristrutturazione di Viale della Vittoria.
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