Opinioni
Jesi Revisione trasporto pubblico, Linda Elezi: «A pagare sono i più fragili»
L’intervento della segretaria cittadina di Forza Italia: «Tante persone raccontano di collegamenti diventati più complicati, di corse non più rispondenti alle esigenze quotidiane, di attese prolungate alle fermate, un sistema di trasporto che, invece di semplificare la vita, sembra averla resa più difficile», avviata raccolta firme
Jesi – Le numerose proteste che in questi giorni stanno investendo la nuova organizzazione del trasporto pubblico urbano di Jesi non possono essere archiviate come semplici difficoltà iniziali o inevitabili problemi di assestamento.
Quando il malcontento cresce giorno dopo giorno, quando i cittadini si organizzano per raccogliere firme e quando le segnalazioni arrivano quotidianamente da ogni quartiere, significa che il problema esiste ed è concreto.
Come segretaria comunale di Forza Italia ed ex consigliera regionale, sento il dovere di intervenire per dare voce a chi oggi non si sente ascoltato.
Stiamo assistendo a una situazione che colpisce soprattutto le persone più deboli: anziani, cittadini con disabilità, persone fragili e tutte quelle famiglie che ogni giorno si affidano al trasporto pubblico locale per raggiungere ospedali, ambulatori, uffici pubblici, scuole e luoghi di lavoro.
La mobilità non è un privilegio. È un diritto fondamentale che deve essere garantito a tutti.
In questi giorni ho ascoltato decine di cittadini. Ho raccolto preoccupazioni, rabbia e senso di abbandono. Tante persone raccontano di collegamenti diventati più complicati, di corse non più rispondenti alle esigenze quotidiane, di attese prolungate alle fermate, spesso con temperature elevate, e di un sistema di trasporto che, invece di semplificare la vita dei cittadini, sembra averla resa più difficile.

Tra le testimonianze che mi hanno maggiormente colpita vi è quella di una ragazza ipovedente che, secondo quanto mi è stato riferito da una cittadina presente, si è trovata in seria difficoltà nel rientrare a casa a causa delle modifiche al servizio. È stata proprio una cittadina ad accompagnarla per un tratto del percorso, prendendola sottobraccio affinché potesse raggiungere la propria destinazione in sicurezza.
È un episodio che dovrebbe far riflettere tutti.
Se una persona con disabilità perde autonomia perché il servizio pubblico non riesce più a rispondere alle sue esigenze, significa che qualcosa non ha funzionato.
L’inclusione non può essere soltanto uno slogan pronunciato durante le campagne elettorali o celebrato nelle giornate dedicate ai diritti delle persone con disabilità. L’inclusione si misura con i fatti, con i servizi che funzionano, con la possibilità per ogni cittadino di muoversi liberamente senza dover dipendere dalla disponibilità o dalla solidarietà di qualcun altro.
Ancora più incomprensibile appare il sistema del trasporto a chiamata che impone la prenotazione entro il giorno precedente. È una modalità che rischia di penalizzare proprio chi ha necessità improvvise, chi deve affrontare visite mediche, esami, commissioni urgenti o semplicemente non può programmare ogni spostamento con ventiquattro ore di anticipo.
Una città moderna deve essere costruita attorno ai bisogni delle persone, non costringere le persone ad adattarsi ai limiti del servizio.
Non possiamo accettare che gli anziani rinuncino a uscire di casa per paura di non riuscire a rientrare, che le persone con difficoltà motorie vedano limitata la propria autonomia o che le famiglie debbano stravolgere la propria organizzazione quotidiana per sopperire alle carenze di un servizio pubblico.
La raccolta firme che in queste ore sta coinvolgendo numerosi cittadini dimostra chiaramente che il disagio è reale e diffuso. Ignorare questa mobilitazione significherebbe non ascoltare la città. Per questo chiediamo al Sindaco e all’Amministrazione comunale un immediato cambio di passo.
Occorre aprire un confronto serio con i cittadini, con le associazioni che rappresentano le persone con disabilità, con le organizzazioni degli anziani, con i Comitati di Quartiere e con tutte le realtà che quotidianamente conoscono le difficoltà del territorio.
La politica deve avere anche l’umiltà di riconoscere quando una scelta, pur animata dalle migliori intenzioni, necessita di essere corretta. Non è un segno di debolezza. È un atto di responsabilità.
Forza Italia non è interessata alla polemica fine a se stessa. È interessata a difendere il diritto dei cittadini ad avere servizi efficienti, accessibili e realmente inclusivi.
Quando sono gli anziani, le persone con disabilità e le categorie più fragili a pagare il prezzo di una riorganizzazione, la politica ha il dovere morale di intervenire senza perdere altro tempo.
Continueremo a raccogliere le segnalazioni dei cittadini e a portarle nelle sedi istituzionali competenti affinché nessuno venga lasciato solo.
Perché una città che si definisce moderna non può permettersi di lasciare indietro proprio chi ha più bisogno di essere tutelato.
Linda Elezi
Segretaria comunale Forza Italia Jesi
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