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Cronaca

Jesi Riqualificazione ex ospedale: «Trasparenza e legalità contro la “caciara”» 

L’Amministrazione comunale risponde agli architetti Mario Talacchia e Giampiero Cardinali e nel contempo chiama in causa anche l’Ast: «Chiarisca i titoli e il rispetto dei protocolli, l’interesse della collettività è l’unico obiettivo che ci interessa perseguire»

Jesi – L’Amministrazione comunale interviene sul progetto di recupero dell’area dell’ex ospedale «per fare definitiva chiarezza In merito alle recenti ricostruzioni apparse sulla stampa».

Nella lunga nota da Piazza Indipendenza si sottolinea come sia «necessario scindere le opinioni personali dai fatti documentati, a tutela dell’interesse pubblico e della correttezza istituzionale». 

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«L’Amministrazione ha un solo interlocutore istituzionale, per legge e per accordi: l’Ast, Azienda sanitaria territoriale. Contrariamente a quanto affermato pubblicamente dagli architetti Talacchia e Cardinali, dagli atti in possesso del Comune non risulta che nel 2018 l‘allora Asur Marche avesse affidato alcun incarico professionale per il recupero dell’area».

«In quella data, l’Asur si limitava a dichiarare l’intenzione di affidare ai suddetti professionisti la progettazione. Si trattava, dunque, di un impegno programmatico e non di un conferimento d’opera. Tale incarico è stato invece conferito solo a maggio 2023 e unicamente all’arch. Cardinali. Ci chiediamo, dunque: a che titolo parla l’architetto Talacchia? Riteniamo sia giunto il momento che l’Ast chiarisca la questione».

«A tal fine è bene inoltre tenere presente che esiste un Protocollo d’Intesa firmato ad aprile 2023 tra Comune e Ast, che impegnava quest’ultima a una condivisione preventiva di obiettivi e contenuti del piano prima di ogni formale deposito. Gli elaborati progettuali dell’arch. Cardinali sono stati protocollati solo a ottobre 2025, dopo che la Giunta comunale aveva già deliberato l’avvio della Variante Urbanistica». 

«Tra l’altro, gli elaborati grafici inviati al Comune nel 2025 risultano in realtà datati 2022, addirittura antecedenti al conferimento dell’incarico del 2023. Si tratta quindi di ulteriori evidenti anomalie che hanno bisogno di essere chiarite dall’Ast.  Nel merito delle questioni sollevate, respingiamo categoricamente ogni illazione circa la presunta perdita di fondi. Al contrario, questa Amministrazione è l’unica ad aver impresso una svolta concreta dopo un tempo troppo lungo di stallo. Noi stiamo agendo per dare un futuro reale a uno spazio strategico che ha il diritto di rinascere».

«È infine necessario ribadire un principio di legalità: le regole del gioco sono stabilite dal Comune attraverso la variante urbanistica. Un atto che ha una gerarchia e un valore istituzionale superiore rispetto al semplice deposito di un piano di recupero: è diritto-dovere dell’Ente governare il territorio secondo procedure pubbliche, trasparenti e strutturate».

«Non permetteremo che il dibattito e il percorso partecipativo su un’area strategica per Jesi venga trascinato in una caciara che svilisce il bel lavoro che la città sta portando avanti.  Proseguiamo nell’interesse collettivo: l’area dell’ex ospedale non sarà più un monumento allo stallo, ma il simbolo di una città che torna a programmare il proprio futuro. L’interesse della collettività è l’unico obiettivo che ci interessa perseguire».

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