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Jesi “Se puoi sognarlo, puoi farlo”: la fiamma dello Iom accende il Pergolesi

Un abbraccio simbolico da tutta la grande famiglia dell’associazione che ora vede alla presidenza Marialuisa Quaglieri e «che non lascia mai solo chi ha bisogno di noi», sold out di presenze a teatro all’evento per ringraziare tutto il team e la comunità cittadina

Jesi – Tanto cuore, passione e amore per la missione che va avanti, ogni giorno da 30 anni, nel segno della cura e dell’assistenza a quanti hanno bisogno di essere accolti, protetti e ascoltati in uno dei momenti più fragili dell’esistenza, la malattia.

“Se puoi sognarlo, puoi farlo” ha raccontato di questa missione, arrivando dritto al cuore del pubblico in un Teatro Pergolesi che ieri, domenica, ha fatto il pieno di presenze, tutto sold out, compresi i posti del loggione.

L’evento spettacolo firmato Iom Jesi e Vallesina – Macerata, Appignano, San Severino Marche, Treia, è stato l’occasione per l’associazione di ringraziare la comunità jesina e tutti i suoi sostenitori, un appuntamento che si è rinnovato dopo il successo dello scorso anno sempre al Pergolesi, che vuole diventare un incontro annuale.

La serata ha visto alternarsi momenti di dialogo in musica con l’interpretazione emozionante di Federica Quaglieri sulle note del violino di Marco Santini, a momenti istituzionali e di ringraziamento dedicati a tutti i volontari, medici, infermieri e professionisti che hanno reso solida l’attività dell’associazione oltre a tutte le persone che ne permettono il sostentamento grazie alle importanti donazioni.

«Continuiamo il nostro percorso con professionalità e con cura, tutto questo è possibile grazie ai numerosi professionisti che ci sostengono e che offrono il loro contributo di volontariato, agli infermieri e alle figure che entrano nelle case dei nostri assistiti, offrendo competenze ed empatia», ha detto Marialuisa Quaglieri che durante la serata ha anche annunciato di essere diventata presidente dello Iom, succedendo alla mamma Anna Trane Quaglieri, scomparsa lo scorso marzo, ricordata con lunghi applausi di gratitudine da tutto il pubblico, nel corso della serata.

«Lo Iom garantisce da anni la cura delle persone malate, mantenendo salde le loro relazioni di cittadinanza», ha affermato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo durante i saluti, «la presenza di questa associazione è garanzia di sicurezza per il nostro territorio, è un’associazione che ti accompagna nella lotta e lo fa con personale dotato di grande dignità ed empatia», ha evidenziato il neo assessore regionale Tiziano Consoli.

Daniela Curzi dell’Ast Macerata ha sottolineato «l’accoglienza e l’abbraccio che entra nelle case degli assistiti e coinvolge non solo il paziente ma tutta la famiglia», mentre Massimo Mazzieri dell’Ast Ancona ha messo in luce la capacità dello Iom di aver creato «una rete di relazioni nel sostegno che coinvolgono l’associazione, i cittadini e le istituzioni».

Un appuntamento molto partecipato al quale erano presenti tutti i componenti del team dell’associazione, tra volontari, infermieri, medici, psicologi e tutte le professionalità che ruotano intorno all’assistenza dei malati. Sul palco sono state premiate le figure storiche dell’associazione, l’infermiere Angelo Galasso e la vice presidente Lucilla Garofoli, chiamate a testimoniare l’intenso lavoro dello Iom anche Roberta Fabbracci e Silvia Marzocchini, palliativiste a Macerata e Jesi.

Una garanzia di assistenza che non riempie solo le case di chi ha bisogno di cure ma si traduce anche in attività per la cura del corpo e dello spirito, di cui si occupa Casa Iom, in via XXIV Maggio. Un luogo dove ogni persona che si appresta ad affrontare un percorso oncologico può trovare sostegno e comprensione, prendendo parte alle attività proposte dai vari professionisti che qui prestano servizio, dalla cura dermatologica ed estetica a quella fisica e mentale con i percorsi di meditazione, yoga e riabilitazione sportiva, alla dietetica con corsi di cucina, alle attività espressive come la fotografia, la scrittura creativa e la pittura, per ritrovare la qualità della vita e il benessere interiore.

Annunciati anche, nel corso della serata, la realizzazione di una stanza multisensoriale dotata di visori, sempre all’interno di Casa Iom, l’avvio di nuovi progetti culturali che prevedono la collaborazione con l’Università di Camerino e l’istituzione di 2 borse di studio grazie alla donazione del Pastificio Rana, in memoria di Anna Trane Quaglieri, per un 2026 che si preannuncia pieno di novità.

Al sociologo Massimo Colombi la conduzione della serata, uno spettacolo in musica che ha avuto anche il suo momento di pura magia – perché se puoi sognarlo, puoi farlo e un pizzico di magia serve a chi ha in mente grandi sogni da realizzare – con la performance canora di Stefania Fratepietro e Luca Notari, gli artisti stanno girando l’Italia con il musical Anastasia e per l’occasione hanno regalato al pubblico l’incanto delle canzoni dei più importanti film Disney, come Il re leone, Notre Dame de Paris, Aladin, La Sirenetta, Mary Poppins, accompagnati anche dal violino di Marco Santini.

Il saluto conclusivo è stato un «arrivederci al prossimo anno» e un abbraccio simbolico da tutta la grande famiglia dello Iom «che non lascia mai solo chi ha bisogno di noi».

Della serata portiamo a casa l’entusiasmo e la dedizione di chi ogni giorno si spende per aiutare gli altri, l’empatia e la capacità di continuare a emozionarsi dei professionisti che nello Iom lasciano la loro impronta, quel pizzico di follia che non può mancare a chi vuole realizzare progetti ambiziosi, la magia di continuare a sognare anche nella difficoltà e a crederci nonostante tutto.

(foto by Marco Pozzi)

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