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Cronaca

Jesi Sette sacchi neri con resti di animali in una tomba del cimitero – Video

Rinvenuti al di sopra di una bara e di una cassetta funebre durante il sopralluogo di Polizia Locale, Polizia Scientifica e Ast al monumentale di via Santa Lucia dopo la segnalazione del responsabile della Service One, che gestisce i servizi cimiteriali, aveva notato una strana anomalia

Jesi – Un insolito via vai nel pomeriggio di ieri al cimitero monumentale di via Santa Lucia.

Al Campo III di inumazione, infatti, era in corso un sopralluogo congiunto della Polizia locale, della Polizia Scientifica del Commissariato jesino e dell’Ast di Ancona. L’intervento è scattato dopo la segnalazione di un dipendente della Service One, la ditta che gestisce i servizi cimiteriali.

Sette i sacchi rinvenuti all’interno di una tomba ipogea che, secondo la valutazione medico legale effettuata da due dottoresse incaricate dalla Procura dorica, contenevano resti decomposti di un cane, di un riccio e i restanti erano di conigli. In un primo momento vista la conformazione si era pensato anche a feti, ma fortunatamente, anche se macabro, il rinvenimento ha avuto un finale differente.

«Lunedì scorso ho notato alcuni mattoni rimossi al di sotto del monumento funebre, si vedeva proprio il buco — racconta Luca Ficco, responsabile dei servizi cimiteriali della Service One — ho cercato di gettare uno sguardo dentro notando alcuni sacchi neri che, però, non erano quelli classici, cioè quelli che usiamo quando raccogliamo i resti ossei dopo che il corpo ormai mineralizzato va ridotto per essere collocato nell’ossario».

«Ho quindi provveduto, come da prassi, alla segnalazione al Comune, tramite l’App Municipium ».

Di qui il sopralluogo avvenuto ieri per cercare di capire cosa ci facessero lì quei sacchi e, soprattutto, cosa contenessero al loro interno.

Con tutta probabilità sono stati messi in più di una volta, ma l’incertezza è relativa al quando.

Il Commissario della Polizia Locale, Fulvio Laghi, che ha coordinato l’intervento, ha poi chiarito: «Abbiamo escluso che si tratti di resti umani: sono di animali. Più sotto, però, c’è una cassetta di legno con delle ossa, che non dovrebbero essere lì, e una bara schiacciata, con tutta probabilità dovuta a movimenti sismici. Bisogna capire se è vuota».

«Ora saranno i servizi cimiteriali a procedere nei prossimi giorni con ulteriori accertamenti. L’importante è che non ci siano resti umani».

Al termine delle operazioni, dopo il nulla osta del sostituto procuratore Andrea Magi, i sette sacchi sono stati presi in carico dal Crass di Ancona per lo smaltimento secondo le procedure previste.

Resta il mistero di chi abbia sepolto in quel modo quelle carcasse e perchè. E se in tempi relativamente recenti.

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