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JESI / SICUREZZA, L’AFFONDO DI SILVIA GREGORI: «VIVIAMO SOTTO UNA CAPPA DI PAURA»

JESI, 12 ottobre 2018 – «Non è pensabile che sotto il piano della sicurezza Jesi debba fare i conti con una situazione che sta diventando insostenibile. Da più di un mese vado chiedendo al Sindaco che si attivi per un incontro con il questore al fine di ottenere l’invio di agenti e risorse. Non possiamo fare i conti con una realtà predatoria sempre più spregiudicata senza mezzi e uomini sufficienti delle forze dell’ordine».

La consigliera comunale, ex Lega confluita nel Gruppo Misto, Silvia Gregori, è un fiume in piena. Troppo di tutto il peggio la sintesi del suo pensiero. È tempo di innalzare un argine e affrontare con decisione il problema. Perché ora, questo, non è un paese per buoni.

«La gente, i commercianti, gli imprenditori, hanno paura, non ne possono più di una situazione nella quale il perpetrarsi di furti, prostituzione anche a cielo aperto, vandalismo e conseguente degrado, incombono come una cappa sulla nostra città».

La stoccata rivolta all’Amministrazione cittadina che «a differenza degli annunci trionfalistici del sindaco Massimo Bacci che ha dedicato, comunque, impegno e servizi lodevoli alle persone, credo che si possa tranquillamente lamentare una mancanza quasi totale dell’attenzione riguardo alla sicurezza».

Silvia Gregori

Silvia Gregori sui banchi del Consiglio comunale

È sul piano della concretezza che si inciampa e ci si fa male perché «non è stato fatto nulla, non sono stati neanche organizzati gli incontri con i cittadini, sollecitati da una mia interrogazione, per i quali avevo avuto rassicurazioni in merito. Non si può più attendere oltre perché la sicurezza è una questione della massima urgenza. Tutto quello che sta succedendo in questi giorni non è un fatto isolato ma ricorrente, puntualmente soprattutto in settembre, ottobre e novembre le circostanze si ripetono. Non sono coincidenze, basta andarsi a leggere le cronache da tre anni a questa parte».

«Le aziende vivono ancora problemi attinenti alla crisi e sono costrette ad affrontare, dopo sacrifici e impegni finanziari, la devastante problematica dei continui furti che non solo destabilizzano ma in alcuni casi possono anche mettere in ginocchio l’impresa».

E non è solo questo in quanto, sostiene ancora Silvia Gregori, «forse si pensava che con la video sorveglianza il problema fosse risolto, invece non si è giunti a nulla. Abbiamo una realtà che viene addirittura denominata la Piccola Amsterdam – zone Porta Valle, via Acqua, viale Trieste, via Gallodoro –  zone a luci rosse sotto gli occhi di tutti. E la professione più antica del mondo si esercita in totale tranquillità. C’è prostituzione ovunque, e probabilmente ci sono anche proprietari di appartamenti che affittano senza sapere in realtà cosa realmente fa l’inquilino/a che si mette dentro. Perché non fare controlli specifici in questo senso?».

Sviare i problemi. La consigliera punta il dito anche su questo: «Finiamola di parlare in merito a spostamenti di statue o pensare ad allestire campagne con multe finali sulle deiezioni dei cani, non è di questo che la città ha bisogno. Un’Amministrazione deve essere garante anche della sicurezza e mi dispiace dire che in questo senso non ci siamo. Mi sono trovata e mi trovo in accordo su diversi temi, ma sulla sicurezza sono in netto contrasto con chi ci amministra e mi auguro che non si perda altro tempo. Il Sindaco deve attivarsi con le massime autorità referenti, Carabinieri, Polizia, Finanza, per fare il punto della situazione e  perché poi si possa far fronte a questo giusto bisogno impellente dei cittadini di sentirsi sicuri».

Il sindaco Massimo Bacci al Parco del Vallato

Il pericolo, infatti, è anche «far finta che non esista una situazione di allarme, sentire persone le quali l’unica cosa che sono in grado di dire è che “questi sono i tempi, l’epoca che stiamo vivendo“. Più di una volta l’ho sentito affermare dagli stessi consiglieri della maggioranza: i problemi, secondo alcuni di loro, deriverebbero dalla micro criminalità e dalla maleducazione. Non è un modo per affrontarli questo, vanno presi di petto e risolti. Bisogna cambiare e non abituarsi a questo stato di cose».

Sulla questione Parco del Vallato, del quale è consigliera dell’omonimo comitato, Silvia Gregori rimarca come «la cosa che ci è dispiaciuta tanto è stata che dopo aver mandato, qualche mese fa, una lettera raccomandata agli organi competenti per la sicurezza e al Sindaco, non c’è stato nessuno che ci abbia risposto scrivendoci. D’altronde il vaso di Pandora si sta rompendo anche perché, ormai, sappiamo che nonostante le promesse elettorali in realtà i soldi per intervenire non ci sono. Addirittura si è parlato di far pagare ai cittadini il costo della video sorveglianza. Ridicolo e inopportuno. Forse era meglio stare zitti a tempo debito».

Pino Nardella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

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