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Cronaca

JESI / Slogan mussoliniano, l’Anpi: «Recuperarlo? Una copiosa passata di vernice…»

L’associazione dei partigiani in merito alla richiesta della consigliera di Jesiamo relativa al ritrovamento dello slogan sulla parete dell’ufficio dei servizi cimiteriali

JESI, 4 febbraio 2021 – La sezione Anpi di Jesi esprime dissenso sulla richiesta della consigliera Chiara Cercaci in merito al restauro della scritta risalente al periodo fascista rinvenuta nei locali degli uffici demografici del Comune di Jesi.

La consigliera ha presentato un’interrogazione in Consiglio comunale per chiedere che lo slogan mussoliniano venga «salvaguardato come prova ormai pressoché unica ed esemplare di testimonianza dell’epoca, della storia del nostro Paese».

Un momento della commemorazione dei martiri di Montecappone

«Ricordiamo alla consigliera che a Jesi abbiamo già numerose testimonianze storiche che riguardano l’epoca della dittatura fascista e le sue nefaste conseguenze: una pietra d’inciampo a testimonianza delle vergognose leggi razziali fasciste, abbiamo fori di proiettili ancora visibili nel muro dove sono stati fucilati dai fascisti di Salò i partigiani Panti e Magnani, abbiamo i cippi Martiri XX Giugno e Cannuccia dove sono stati uccisi partigiani e civili» ricorda la sezione jesina dell’Anpi.

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Altre, secondo l’Anpi, le memorie alle quali fare riferimento: «Voler conservare e addirittura restaurare quella scritta, all’interno di un luogo pubblico istituzionale, dove non possono essere presenti simboli che non siano propri della nostra Repubblica, significa avvalorare la reminiscenza di un sistema dittatoriale che al contrario merita una copiosa passata di vernice, per rispetto di chi quella dittatura l’ha subita e di chi oggi crede ancora fermamente in valori democratici e progressisti.

Altre memorie andrebbero preservate e conservate come appunto i luoghi degli eccidi citati o la targa scomparsa e non più ritrovata intitolata al giovane partigiano jesino Ivo Pasquinelli a cui era stato dedicato il piazzale dove ora sorge la torre Erap».

scritta duce ufficio anagrafe jesi
Lo slogan venuto alla luce all’Anagrafe

La consigliera, nel chiedere il recupero della scritta, aveva fatto riferimento anche all’iniziativa «analoga dellAnpi di Recoaro». L’Anpi jesina però precisa: «Si tratta di un progetto molto più ampio e complesso di recupero di luoghi della Liberazione che culmina con una bacheca apposta accanto alla scritta fascista che recita testualmente “La scritta in contrada Cischele, una delle poche rimaste in provincia di Vicenza, voleva essere una manifestazione di orgoglio nazionale a sostegno della politica di aggressione a fianco della Germania nazista ma è sopravvissuta a testimoniare il fallimento del fascismo che anche per mezzo di tanta retorica ha portato l’Italia alla tragedia della guerra“.

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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