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Eventi & Cultura

JESI / “Strofiniamo il buio per farne luce”, le parole della pandemia

Il saggio di Cristiana Filipponi sarà presentato domani, mercoledì 30 settembre, alle 21.15, alla chiesa Regina della Pace

JESI, 29 settembre 2020 –  La pandemia da Covid ha profondamente scosso la gente, che, confusa dai tanti discorsi che si sono susseguiti in questi mesi si sente smarrita e impaurita. Il lettore, però, ha l’occasione di chiarirsi le idee, vedere le cose in maniera più oggettiva possibile e cercare di scovare del buono da questa esperienza, sia per sé che per gli altri.

“Soltanto ora comprendo che non sono la sola a essere in costante colluttazione con il reale: lo siamo tutti quando non troviamo le parole per dire il mondo che ci circonda, e per dire noi stessi. Senza parole, siamo elisi dalla realtà. Nel tempo ho finalmente intuito che non erano le parole che andavano interrogate, ma la loro «sentenzia»: il significato ‘essenziale’, cristallino”. (Andrea Marcolongo)

«Mi piacciono le parole, cercare la loro etimologia, il loro significato profondo per non usarle in modo distratto e superficiale. Mi piacciono perché credo che diano forma alla realtà e allora bisogna trattarle e farne uso con molta attenzione».

Cristiana Filipponi

Cristiana Filipponi

«Mi piacciono perché ogni parola che conosciamo ci lega alla storia di chi ci ha preceduto, sia individuale che collettiva, alla cultura cui apparteniamo o a quella degli altri popoli che  hanno usato parole e lingue dalle quali, trasformandosi in parte nel tempo, sono nate le nostre. Mi piacciono perché sono i fili della matassa sui quali avvolgiamo la memoria delle nostre esperienze e intessiamo i sogni del nostro futuro».

«Mi piacciono perché ci permettono di capire gli altri e di farci capire, di riflettere interiormente su ciò che abbiamo vissuto o stiamo vivendo, di confrontarci con altri e capire meglio noi stessi. Ci permettono di elaborare emozioni, idee, paure, fantasie, sogni, ragionamenti, speranze e, soprattutto e di continuo, ci aprono porte per il futuro».

«Mi piacciono le parole soprattutto quando nascono dal silenzio prima di essere proferite o scritte, soppesate con cura, scelte e quasi centellinate perché nessuna vada sprecata ma sia significante e feconda di vita. Mi piacciono le parole quando sono state levigate, lucidate prima di offrirle come dono agli altri».

«Nel tempo attuale viviamo in un uragano vorticoso di parole, in un linguaggio paradossalmente asfittico e confusionale, fagocitati da una comunicazione incessante e pressante nella qualele parole si mangiano tra loro.  E in questi due mesi ne abbiamo ascoltate tante di parole, ricorrenti e martellanti. Alcune ci hanno fatto paura, creato confusione e smarrimento e perfino indignato».

«È allora tempo di riappropriarci della parola, di ogni singola parola, comprenderla nel suo significato profondo. Ho pensato fosse utile raccogliere quelle più “buie”, quelle che ci hanno fatto più paura, dette e ascoltate in questo tempo di pandemia».

«Magari scopriremo che il germe che portano dentro, può dare altri frutti, far germogliare altre possibilità di futuro, liberare modalità che, anche con le stesse parole, possano dare forma alla realtà che stiamo vivendo e a quella che verrà in maniera altra, tale da portare luce e generare vita. E scoprire che queste parole possono adesso farci meno paura».

Dalla prefazione del libro Strofiniamo il buio per farne luce, titolo del saggio edito dalla Booksprint che, nato in periodo di lockdown, Cristiana Filipponi presenterà domani, mercoledì 30 settembre, alle 21.15 nella chiesa della parrocchia Regina della Pace.

In questo libro, l’autrice cerca di far luce in quell’insieme di parole e definizioni che hanno circondato tutti noi durante il periodo di pandemia da Covid19.

Definizioni a volte sconosciute e per questo causa di paure e preoccupazioni. Tutto viene analizzato e compreso, perché questo difficile periodo possa portare cambiamenti positivi in tutti noi.

Cristiana Filipponi sarà intervistata da Pino Nardella mentre a Luca Rocchetti è affidato l’accompagnamento musicale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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