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Cronaca

JESI / Tassa rifiuti: «È il servizio che fa aumentare la tariffa, non il calcolo»

Replicano il consigliere jesino Samuele Animali e il Movimento 5 Stelle di Maiolati

JESI, 18 novembre 2020 – Diverse le reazioni alla nota del Comune di Jesi dove si spiegano i motivi dell’aumento della tassa sui rifiuti.

L’Ente aveva fatto sapere che l’aumento era dovuto a una nuova modalità di calcolo, imposta a tutti i Comuni italiani dall’Arera, l’Autorità nazionale di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, e al fatto che la mancanza di un biodigestore per il trattamento dei rifiuti umidi aveva determinato una «spesa per JesiServizi pari a ulteriori 500 mila euro per il trasporto e lo smaltimento di 3.800 tonnellate annue in un impianto addirittura in provincia di Mantova». È

Il consigliere di Jesi in Comune, Samuele Animali spiega: «Il tributo aumenta perché aumentano i costi, e non viene spiegato il motivo. Non si parla di aumenti, ma solo di tariffe elevate, di mancati risparmi; oppure dipende da investimenti che sono stati fatti? O da un’aumentata qualità del servizio, peraltro scarsamente percepita dai cittadini (e comunque altri Comuni sono cresciuti più di noi negli ultimi anni)?. Il motivo per cui l’Ata ha respinto la proposta di Jesi, piaccia o no, non è la “contrarietà al biodigestore”, come si afferma nel comunicato, ma l’aver trascurato le questioni che anche noi avevamo sollevato: veto sulla gestione pubblica, localizzazione cambiata all’ultimo momento e dimensionamento arbitrario. Se non è arrivato il consenso degli altri Comuni, a mio credere, è perché non è stato cercato efficacemente».

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Anche il Movimento 5 Stelle di Maiolati entra nel merito della questione: «I gestori del servizio integrato non sono né Ata, né Arera, tenuto conto inoltre che, essendo ancora non definito il Piano d’Ambito, l’Ata non ha nemmeno affidato il servizio al gestore unico. Attualmente i gestori del servizio sono le società che svolgono il servizio per i vari Comuni per la raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani e spazzamento stradale e i Comuni per la gestione delle tariffe e dei rapporti con gli utenti ed altri servizi».

«I dati su cui si basano le tariffe sono trasmessi dai Comuni e dalle società che svolgono il servizio (con due Pef – piano economico finanziario – separati nel caso del Comune di Maiolati), unitamente alle relazioni di accompagnamento con tutti i dati sui costi sostenuti negli anni 2017-2018 (2018 anno di riferimento per le tariffe 2020), che l’Ata ha agglomerato predisponendo la validazione del Pef da trasmettere all’Arera, il cui compito non è fare il Pef, avendo compiti di indirizzo, controllo e approvazione finale. Non è vero che i Comuni hanno perso la “sovranità” in tema di Tari, poiché finché non ci sarà il gestore unico dell’ambito, i dati per il Pef sono trasmessi all’Ata sempre dai Comuni e dalle società che svolgono il servizio. È il costo del servizio che aumenta la tariffa, non la modalità di calcolo che altera il costo del servizio e quindi le bollette».

Un aumento fatto «senza spiegare e senza chiarire», la posizione di Rifondazione Comunista. 

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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