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Cronaca

Jesi Tra scuola e moschea, insegnanti del Comprensivo Federico II al centro islamico

Dopo Al Huda in programma anche le visite agli altri due presenti in città per favorire la continuità educativa tra le attività scolastiche e quelle extra degli studenti di cultura e religione musulmane

JesiPorte aperte al dialogo e al confronto tra il mondo scolastico e i centri culturali islamici presenti in città, come prevede un percorso di integrazione che ha visto protagoniste le insegnanti dell’Istituto comprensivo Federico II e i referenti dei centri islamici Al Huda, di via Cascamificio, Al Salam di via Garibaldi e At-Takwa di Viale della Vittoria.

Sabato scorso la visita delle docenti del Comprensivo alla moschea di via Cascamificio per conoscere le attività del Centro culturale Islamico Al Huda, in particolare quelle svolte con i ragazzini, gli stessi studenti che frequentano il Federico II.

Le visite faranno tappa anche negli altri due centri culturali sempre con l’obiettivo di confrontarsi sulle attività dedicate ai giovani che riguardano la conoscenza della cultura e della religione islamica ma anche i corsi di lingua araba e bengalese, nell’ottica di coniugarsi con i referenti per garantire una continuità didattica tra scuola e centri culturali.

Ne è un esempio la pratica della lingua italiana – prerequisito fondamentale per l’apprendimento delle varie materie di studio – che per tali studenti non è così facile da utilizzare e comprendere, dovendo gestire contemporaneamente anche le lezioni extrascolastiche per l’apprendimento delle altre lingue.

«Le visite delle insegnati presso i centri islamici, rappresentano la tappa di un processo che abbiamo attivato grazie ad alcuni incontri nell’ambito di un tavolo di lavoro tra Comune, Asp Ambito 9, Istituto comprensivo Federico II e Centri islamici della città, per ripristinare il giusto equilibrio tra le attività didattiche scolastiche dei ragazzini di religione e cultura islamica, (che costituiscono una buona parte della popolazione scolastica del Federico II, ndr) e quelle extrascolastiche svolte all’interno delle associazioni culturali islamiche», ha spiegato il vice sindaco e assessore alle politiche sociali Samuele Animali.

L’esigenza nasce proprio dalla volontà delle insegnanti di conciliare i processi di istruzione scolastica con le attività svolte dai ragazzi all’interno dei centri che spesso li occupa per buona parte del pomeriggio.

Durante la visita, le insegnanti hanno potuto conoscere da vicino gli spazi della moschea.

«È stato importante vedere i luoghi e l’atmosfera serena in cui i nostri alunni nel pomeriggio imparano anche l’arabo. Ringraziamo molto El Miloudi El Anouar, (presidente dell’associazione Al Huda) e le donne incontrate per l’accoglienza e per i futuri progetti insieme», ha spiegato una delle insegnanti che ha partecipato alla visita, Silvia Bavari.

Partiranno a breve, infatti, anche i corsi di arabo aperti a tutta la comunità jesina.

«Questi importanti incontri tra la scuola e i centri culturali islamici di Jesi, sono stati concordati per favorire la conoscenza reciproca e dimostrare l’importanza di costituirci in una comunità educante, perché le alunne e gli alunni saranno donne e uomini di domani, saranno cittadini di Jesi, saranno il futuro», hanno detto le insegnanti.

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