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Attualità

JESI / Verdicchio d’oro nell’anno più nero

L’imbottigliato dei “Castelli di Jesi” in crescita nel 2020 del 5,8 per cento


JESI, 28 gennaio 2021 – Nell’anno più nero, vola il bianco simbolo dei vini marchigiani: il Verdicchio dei Castelli di Jesi, che chiude il 2020 con una crescita del 5,8%.

Il Verdicchio di Matelica registra una riduzione dell’8,7% rispetto al 2019.

 «Il Verdicchio – ha detto il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), Alberto Mazzoni – raccoglie comunque ciò che ha seminato negli ultimi 10 anni: produzioni coerenti con l’altissima qualità del terroir riconosciuta dai critici internazionali, ma anche decine di milioni di euro investiti dai produttori in vigna, cantina e in attività promozionali. E massima attenzione al ritorno sull’investimento, dove – ha misurato Nomisma Wine Monitorper ogni euro investito in promozione all’estero se ne ricavano 8 in virtù delle vendite. Oggi grazie ai contrassegni di Stato, per le Doc Verdicchio sarà ancora più facile il percorso di crescita, a partire dalla tracciabilità e dalla lotta alla contraffazione per un vino sempre più famoso nel mondo» ha aggiunto il direttore del maxi-consorzio marchigiano, che conta 652 aziende associate per 16 denominazioni di origine di cui 4 Docg.

Il vino marchigiano a scuola di competitività
Alberto Mazzoni

Per quanto attiene la quantità di Verdicchio dei Castelli di Jesi finito in bottiglia, dai 152.304 ettolitri dell 2019 si è passati ai 161.077,36 ettolitri prodotti del 2020, con una crescita del 5,8%. Una crescita nella produzione che, abbinata alla qualità del prodotto, fa del Vedicchio uno dei vini bianchi più ricercati e apprezzati.

L’imbottigliato del Matelica a 14.119,71 ettolitri contro i 15.470 dell’anno precedente, con una riduzione dell’8,7%. Nell’insieme, rileva Imt, l’export ha tenuto per le due denominazioni grazie a un balzo della domanda nel primo quadrimestre 2020, mentre è cresciuto molto il mercato interno in particolare nella seconda parte dell’anno, grazie al riposizionamento delle aziende produttrici, private di un canale naturale come la ristorazione. Crescita della vendita diretta, di quella di prossimità, e-commerce e soprattutto riposizionamento sulla Gdo di alcuni brand di alta qualità sono le quattro mosse vincenti dei produttori, che hanno traghettato il Verdicchio fuori dal pericolo crisi.

Vigneto Verdicchio

Per il 2021, Imt ha messo in campo un programma di azioni promozionali da oltre 3 milioni di euro di investimenti e una campagna globale a forte impatto digital. In primo piano, le risorse Ue dell’Ocm vino per la promozione sui paesi terzi e i piani di sviluppo rurale per le azioni in ambito comunitario. Parole d’ordine: strategie di promozione multicanale capaci di oltrepassare le barriere e portare i vini marchigiani in Italia e nel mondo.

«Stiamo accelerando molto sul digitale – ha concluso Mazzoni -, il Covid ce lo ha imposto e penso che ci obbligherà a farlo almeno per tutta la prima parte dell’anno. Il piano è definito e sarà presentato la prossima settimana con tutti i soggetti interessati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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