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Cronaca

JESI / Via delle Orfane: il progetto di Felix e Margherita per il muro della fucilazione

Vi trovarono la morte ad opera dei fascisti i partigiani Armando Magnani e Primo Panti ma ora rischia di cedere, il progetto di due studenti

JESI, 28 marzo 2021 – L’appello di una cittadina per la sistemazione del muro di via delle Orfane, luogo in cui nel febbraio del 1944 furono fucilati i partigiani Armando Magnani e Primo Panti, ha acceso i riflettori sul progetto di recupero del Liceo Artistico Mannucci di Jesi e sulle condizioni in cui versa l’area.

L’iniziativa di recupero è stata curata da Felix Sosa Moises e Margherita Pezone, studenti della 4°A del liceo jesino.

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La riqualificazione era stata indicata dal consigliere del Partito democratico, Lorenzo Fiordelmondo, che nel 2019 aveva presentato una mozione al Consiglio comunale, che l’aveva approvata, nella quale si chiedeva il coinvolgimento dell’istituzione scolastica.

«Ho fatto le scuole medie lì vicino e ho sempre visto questo spazio – spiega Felix -. Qualche anno fa ci è stato proposto questo progetto e abbiamo accettato con grande entusiasmo: è la storia dell’Italia».

Andati sul posto, i due compagni di classe hanno studiato il da farsi.

«Il muro presenta molte crepe che abbiamo deciso di sfruttare a nostro favore: l’idea è quella di valorizzare i fori di proiettile, sfruttare i colori e diverse tecniche.

Il rosso del sangue, il bianco e quindi il verde rievocano la bandiera dell’Italia ma anche la speranza che quei fatti non accadano più».

«Io sono originario di Santo Domingo, sono venuto in Italia nel 2008 quando avevo 9 anni: ho studiato la storia dei partigiani a scuola e con grande interesse mi sono dedicato al progetto».

La pandemia ha purtroppo rallentato la fase pratica dell’intervento ma le condizioni del muro vanno via via peggiorando.

La terra del giardino interno spinge sul muro, rischiando di farlo cedere: i buchi di sfogo dell’acqua del terrapieno, forse pieni, non drenano bene con il risultato che la parete si sta gonfiando. Il rischio, insomma, è che il muro ceda prima che la riqualificazione avvenga.

Eleonora Dottori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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