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Jesi Viale: bici e sicurezza ma anche come ridurre il traffico

La seconda parte delle considerazioni da parte dell’Associazione Per Jesi alla luce del progetto di restyling

Jesi – La possibilità che l’intervento sul Viale della Vittoria per cui l’Amministrazione prevede un mutuo di 2 milioni di euro, rimanga un’incompiuta, è reale.

Per evitare che interventi parziali – parliamo di un investimento che riguarda un tratto di 400metri – concentrino eccessive risorse economiche su un sola area della città, si può intervenire nel frattempo:
 • riducendo il traffico con soluzioni di mobilità alternativa
 • sistemando gli attraversamenti pedonali 
 • migliorando l’illuminazione pubblica
 • rifacimento dei marciapiedi 

Inutile, invece, puntare sull’onda verde semaforica: le manovre di parcheggio e le immissioni laterali renderebbero vana ogni sincronizzazione.

leggi anche: Jesi / Restyling Viale della Vittoria: «I nostri dubbi le nostre perplessità»

Bici e sicurezza: facciamo chiarezza

È indubbio che oggi il Viale sia ostile per le due ruote, ma la soluzione proposta dal progetto – le cosiddette bike lanes – non convince.

Si tratta di semplici corsie delimitate da segnaletica a terra, che restano promiscue: le auto possono invaderle, creando situazioni di pericolo costante, specialmente durante le manovre di parcheggio o il transito di mezzi pesanti come gli autobus.

I tecnici che hanno realizzato il Masterplan giustificano questa scelta citando l’Oms e indicando la necessità di separare le bici dai pedoni (in particolare se anziani). Tuttavia, spostare i ciclisti nel traffico veicolare, come succederebbe con le bike lanes, aumenta drasticamente il rischio di incidenti, anche gravi.

La letteratura scientifica dice altro: l’Oms e studi autorevoli (come quelli della Federal Highway Administration) raccomandano piste ciclabili protette. I dati dimostrano che il rischio di incidente si dimezza solo quando si creano corsie esclusive, fisicamente separate dal flusso delle auto.

Come ridurre il traffico

Il questionario dell’Amministrazione non spiega chiaramente il funzionamento del Trasporto pubblico a chiamata (o Demand responsive transport): come poter scegliere un’opzione, seppur efficace e virtuosa, se non se ne conoscono i benefici? Eppure, in una realtà come Jesi, dove la domanda è diffusa ma bassa, il trasporto pubblico a chiamata sarebbe la soluzione ideale, anche per costi.

Pensiamo soprattutto a chi vive in periferia o nella prima campagna, oggi obbligato all’uso dell’auto. Accompagnare un figlio a fare sport significa effettuare ben 4 viaggi (andata, ritorno a vuoto, ritorno a prenderlo, rientro a casa). Un carico logistico enorme che spesso costringe uno dei genitori – statisticamente le donne – a cercare lavori più flessibili e spesso meno remunerativi. Un sistema a chiamata, capace di trasportare i ragazzi dalla porta di casa alla struttura sportiva, renderebbe i giovani indipendenti e semplificherebbe drasticamente la vita delle famiglie.

I vantaggi sarebbero immediati per tutti
• Stessa flessibilità dell’auto privata
• Possibilità di risparmiare evitando l’acquisto della seconda auto
 • Risparmio per il Comune, che attiverebbe il servizio solo in base alla reale richiesta.

In Italia operano già diverse piattaforme tecnologiche per gestire il trasporto a chiamata (una sviluppata proprio nelle Marche). Perché non prendere in considerazione queste soluzioni?

Associazione Per Jesi

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