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Jesi Vicenda “salvo conguaglio”, 112 famiglie non devono nulla al Comune

Dopo 24 anni si chiude un contenzioso sorto dalle convenzioni di cessione della proprietà e di concessione del diritto di superficie di aree nei comprensori Campolungo e Fonte Piccitù, l’ente dovrà rifondere le spese legali

Jesi – Dopo un contenzioso protrattosi per ben 24 anni, la vicenda del salvo conguaglio, sorta dalle convenzioni di cessione della proprietà e di concessione del diritto di superficie di aree nei comprensori Campolungo e Fonte Piccitù stipulate nel 1983 dal Comune di Jesi con alcune cooperative nell’ambito del progetto di edilizia economica e popolare è giunta al suo epilogo.

Infatti, successivamente all’ordinanza 28/5/2024 nr 14859 della Corte Suprema di Cassazione – che aveva dichiarato inammissibile il ricorso del Comune di Jesi avverso la sentenza nr 1042/2020 con cui la Corte di Appello di Ancona aveva a sua volta respinto la domanda proposta dall’Ente di pagamento del conguaglio in relazione alle aree cedute in diritto di proprietà – con la recentissima ordinanza nr 32001/2024 pubblicata in data 11/12/2024, la medesima Corte Suprema, preso atto della rinuncia

dell’Amministrazione comunale al ricorso avverso la decisione nr 1417/2022 che aveva respinto anche la domanda di pagamento del conguaglio con riferimento alle aree in diritto di superficie, ha dichiarato estinto il giudizio di cassazione, condannando egualmente il Comune al pagamento, a titolo di rifusione delle spese processuali, in favore delle famiglie titolari del diritto di superficie sugli alloggi della somma di € 6.700, di cui € 200 per esborsi, oltre al rimborso forfettario 15% spese generali, Cap e Iva .

La vicenda trae origine dalla espropriazione compiuta dall’Ente di alcuni terreni appartenenti all’Opera Pia Casa di Riposo Vittorio Emanuele II e successivamente dal Comune ceduti in proprietà o concessi in diritto di superficie alle cooperative per mezzo di convenzioni nelle quali si prevedeva che il prezzo di cessione o di concessione fosse in parte determinato e in parte determinabile tramite la clausola salvo conguaglio in base a quanto l’Amministrazione avrebbe corrisposto al soggetto espropriato.

Conseguentemente, in data 26/5/2000 il Comune aveva ingiunto agli assegnatari ex soci delle cooperative, a titolo di conguaglio del corrispettivo di cessione / concessione, il pagamento di £ 1.657.239.000 (€ 855.891,51).

Si instaurava così un vasto contenzioso che inizialmente coinvolgeva 400 famiglie delle quali poi 288 aderivano alla transazione proposta dall’Ente mentre per le altre 112 (titolari del diritto di proprietà e titolari del  diritto di superficie) iniziava un lungo iter giudiziale, con il patrocinio degli avvocati Stefano Serrini e Paolo Mocchegiani del Foro di Jesi, conclusosi con la recentissima ordinanza e con il risultato che nulla da esse può pretendere l’Amministrazione comunale.

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