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Cronaca

Jesi Voleva buttarsi sotto il treno ma David la salva: il racconto del giovane pugile

Il 24enne, premiato dalla Polfer, vive a Moie con la famiglia di origine nigeriana e frequenta la Pugilistica Jesina, quella sera del 16 gennaio scorso era alla stazione: «Mi sono comportato semplicemente da essere umano che capisce come a volte la vita sia pesante, avvicinandomi le ho chiesto perché fosse triste»

Jesi – Una sera come tante, il rientro dopo l’allenamento, l’attesa del treno. Poi qualcosa che non torna. È così che, lo scorso 16 gennaio, David Adeloya, 24 anni, si è trovato al centro di una vicenda che avrebbe potuto avere un epilogo drammatico ma che grazie al suo sangue freddo e alla collaborazione con le Forze dell’ordine si è conclusa con una vita salvata.

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David si trovava alla stazione ferroviaria di Jesi quando ha notato una donna ferma in un punto insolito.

«All’inizio ho pensato che fosse impossibile – racconta – mi dicevo: no, non può essere quello che sto pensando».

Per alcuni minuti la osserva, senza intervenire, ma qualcosa lo colpisce: «Aveva una tristezza fuori dal normale. Sono una persona empatica, ho lavorato come animatore e questo forse mi ha insegnato a comprendere le persone – spiega -, e a un certo punto il mio intuito mi ha detto che stava per succedere qualcosa di brutto».

La prima sensazione d’allarme arriva con gli annunci sonori della stazione.

«Quando è partito l’avviso dell’arrivo treno, lei si è avvicinata sempre di più al bordo dei binari. Lì ho iniziato ad avere seri dubbi». Poco dopo, altri segnali inequivocabili: «Ha iniziato a salutare, a lasciare oggetti personali. In quel momento ho capito che voleva togliersi la vita».

A quel punto David decide di intervenire, ma senza gesti impulsivi. «Mi sono tornate in mente le informazioni che avevo dalla scuola – spiega –, sapevo che non dovevo urlare o strattonare, perché questo comportamento poteva peggiorare tutto». Così si avvicina con calma: «Mi sono comportato semplicemente come un essere umano che capisce che a volte la vita è pesante, le ho chiesto perché fosse triste promettendole che non l’avrei giudicata».

Nel frattempo chiama i soccorsi, momenti concitati, «ci hanno messo pochissimo ad arrivare», mentre la Polizia Ferroviaria disponeva il blocco della circolazione dei treni e restava in contatto costante con lui.

Con l’aiuto di un amico presente in stazione, a cui David ha sussurrato «forse si vuole togliere la vita», e seguendo le indicazioni ricevute al telefono, riesce a tenerla lontana dai binari.

In quei minuti la donna tenta più volte di farsi del male: anche rompendo volontariamente gli occhiali per usare l’asticella per tagliarsi le vene. Lui la trattiene da dietro mentre un’altra persona le blocca i polsi, fino all’arrivo del capotreno e dei soccorsi.   

Per il gesto compiuto, il dr. Michele De TullioDirigente del Compartimento di Polizia Ferroviaria per le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo, ha voluto incontrare il giovane presso il Compartimento e consegnargli un attestato di merito, evidenziando il suo altissimo senso civico e il coraggio dimostrati nel mettere a repentaglio la propria incolumità per trarre in salvo una vita. «Sono rimasto sorpreso – rammenta David –, io ho fatto solo quello che sentivo di fare, guidato dal cuore».

Nato in Italia da genitori nigeriani, residente a Moie di Maiolati Spontini, diplomato in elettronica ed elettrotecnica, David si allena da due anni alla Pugilistica Jesina, sogna di diventare pugile professionista e ha espresso il desiderio di esporre l’attestato ricevuto insieme ai trofei che conquisterà nella sua carriera di pugile.

Una vicenda che si è chiusa senza vittime grazie al gesto di altruismo di un ragazzo che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e che si augura che nessuno lo faccia mai, «perche la vita è bella», afferma David.

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