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Attualità

JESI / “VOLONTARJA”, LA TESTIMONIANZA E IL VALORE DEL DONO

JESI, 15 ottobre 2018Esperienze, musiche e immagini per Volontarja 2018. La due giorni promossa dall’assessorato all’Associazionismo e Partecipazione del comune di Jesi ha coinvolto tanti cittadini per il work shop Volontarja “Le strade giovani del dono” e il convegno “La comunità che cura” di sabato 13 ottobre e il talk show, condotto da Beatrice Testadiferro (foto in  primo piano con Francesco Bravi e  il gruppo “Andrea Giuliani e i golfi mistici”), “Volontarja Storie” di ieri, domenica 14 ottobre.

«La mia vita è cambiata dopo l’esperienza della dialisi e del trapianto di rene – ha raccontato Pino Gullace – e mi sono sentito in dovere di restituire il bene che ho ricevuto, con un pensiero costante sia al donatore che mi ha permesso di tornare a vivere serenamente sia a tanti che aspettano un servizio, una parola, un sostegno».

Pino Gullace è stato il primo ospite del pomeriggio del 14 ottobre al teatro Pergolesi e ha ripercorso la sua storia con un monologo scritto da Silvano Sbarbati, che ha curato il coordinamento della manifestazione. Gullace, vicepresidente dell’Aido di Jesi, si dedica anche al doposcuola con l’associazione Anteas.

Un momento dello spettacolo “Opera H”

A seguire, il fondatore dell’associazione Oikos e parroco di San Giuseppe a Jesi, don Giuliano Fiorentini, sacerdote da 37 anni che ha ripercorso le motivazioni che lo hanno condotto ad aprire le case famiglia per giovani con dipendenza ed altri servizi. «Quello che il prete fa regolarmente è molto vicino al volontariato – ha detto don Giuliano –, nelle parrocchie arrivano continuamente richieste di ogni tipo e alla fine il parroco diventa un po’ un tuttologo. Il nome che abbiamo scelto per l’associazione è Oikos, che in greco significa comunità domestica, proprio per offrire un ambiente in cui rinnovare la qualità delle relazioni».
Entrato nel Soccorso Alpino a 24 anni, da giovane medico ha continuato il suo impegno di volontariato nella Protezione Civile e nella Croce Rossa, partecipando a numerose missioni tra i terremotati e a operazioni di soccorso: il dottor Francesco Bravi, specialista delle malattie dell’apparato respiratorio e per anni dirigente medico dell’ospedale di Jesi, ha raccontato la sua esperienza. Nel corso della testimonianza, ha ricordato di aver sostenuto la nascita delle delegazioni della Croce Rossa a San Paolo di Jesi, a Montecarotto,Castelplanio e in altri paesi della provincia, presìdi che garantiscono sia il primo soccorso, sia attività di prevenzione e di servizi.
Attori di volontariato: Paolo Gubbi si è soffermato sulla necessità della promozione del servizio tra le giovani generazioni. Donatore da 21 anni, è attualmente vicepresidente dell’Avis e presidente della Consulta per la Pace cittadina e si dedica sia ai progetti teatrali per la promozione del volontariato tra i più giovani sia a iniziative per la cittadinanza.
«Ho iniziato a donare il sangue per un motivo futile – ha detto Gubbi – ma intanto ho fatto un’esperienza che a poco a poco mi ha cambiato il modo di vivere e mi ha permesso di sperimentare che è molto di più quello che si riceve di quello che si dona».
«Sono entrato nel mondo della disabilità agli inizi degli anni Ottanta – ha detto Antonio Massacci – e mi sono avvicinato al volontariato pochi anni dopo, quando mi sono iscritto all’Anfass dove ho trovato il sostegno e l’aiuto di famiglie che vivevano le stesse mie esperienze». Massacci è attualmente presidente Anfass di Jesi (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), associazione con la quale promuove manifestazioni per le famiglie come la Camminata su pe’ Monteseccosegnala alle istituzioni le situazioni di difficoltà delle famiglie. Massacci ha concluso la sua testimonianza leggendo una sua poesia dedicata ai suoi cari.
Inediti brani cantautorali sono stati proposti dal gruppo di jesini “Andrea Giuliani e i golfi mistici”, composto da Andrea Giuliani (chitarra, voce e testi), Matteo Tiranti (percussioni). Roberto Civerchia (armonica) e Sergio Fabrizi (basso) che hanno proposto un repertorio preparato per la manifestazione, inserendosi con musica e poesia, per sottolineare il messaggio della serata.

​Mario Argentati, vice coordinatore del Coordinamento delle Associazioni di Volontariato di Asp 9 ha ringraziato quanti hanno collaborato all’evento Volontarja 2018. L’assessore Paola Lenti ha evidenziato la presenza di numerose associazioni in città e ha invitato a trovare sempre nuovi modi per dare spazio ai giovani, creando le condizioni per risolvere alcuni bisogni e per costruire buone relazioni.

Paola Lenti e Mario Argentati

«Il dono è bilaterale»: ha detto l’assessore Maria Luisa Quaglieri incoraggiando tutti i cittadini a dedicare un po’ del tempo libero al volontariato.
Gli attori del progetto Opera H e del teatro Cocuje, con la regia di Gianfranco Frelli, si sono esibiti in una versione ridotta di “Tutto è illusione nel mondo”, spettacolo realizzato in collaborazione con Asp 9 e Fondazione Pergolesi Spontini. L’aperitivo, nel foyer del teatro, è stato realizzato in collaborazione con l’Orto del Sorriso, progetto della Caritas diocesana.
Tante suggestioni e condivisioni per un pomeriggio dedicato al valore del dono e per riflettere sul modo di essere nella città, per sperimentare nuove modalità di presenza e di relazione.
(Foto Giorgio Cognigni)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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