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Calcio

JESINA CALCIO/ PAROLE, POLEMICHE E QUALCHE NOSTRA PRECISAZIONE

JESI, 20 novembre 2018 – La sconfitta con l’Avezzano, culmine di una prima fase di torneo tutt’altro che esaltante, ha aperto la strada ad una serie di dichiarazioni che meritano un supplemento di indagine e se possibile di chiarezza.

Davide Ciampelli

Mister Davide Ciampelli a fine gara ha dichiarato di aver percepito un clima “strano” al Carotti fin dal fischio iniziale, chiedendo inoltre che i suoi ragazzi “non vengano crocefissi in maniera più o meno prevenuta“.

Premesso che a livello di clima, in tribuna si è sentito solo il freddo, e che è difficile capire chi usa atteggiamenti negativi per pregiudizio, visto che la stagione è scattata ad Agosto, alcune precisazioni suonano quasi d’obbligo.

Il tifoso ha sempre ragione, se paga un biglietto ed esprime liberamente gioie o disappunto, restando nei limiti della correttezza.

Il cronista ha il compito dovere di raccontare ciò che vede.

Non sarà responsabilità dell’uno o dell’altro se la Jesina ha collezionato la peggior partenza degli ultimi anni.

Gianfilippo Mosconi

Si può chiedere ancora agli appassionati di continuare a vedere soddisfazioni con il lumicino ? (ovvio, il mister non può rispondere per gli anni passati, e nessuno glie lo chiede).

Può essere considerato fastidioso disturbo il far notare che nell’undici iniziale di domenica scorsa c’erano zero giocatori di proprietà leoncella?

Se le risposte sono negative, l’allenatore deve farsi in fretta una ragione: Jesi è una piazza “di calcio”, lui stesso in fase di presentazione della sua figura e della stagione aveva utilizzato questo termine, e tutto fa parte del gioco.

L’ordine ha provato a portarlo il Presidente Gianfilippo Mosconi: “Ricordiamoci sempre da dove siamo partiti: abbiamo preso una squadra in Eccellenza, senza più tifosi né sponsor. Giovani sono i giocatori, così come lo staff tecnico e la società. Ci sta che possiamo fare errori, non per incapacità ma per inesperienza. Riconfermiamo tutti i nostri obiettivi, con la massima fiducia su allenatore e squadra. Se c’è da intervenire sul mercato lo faremo senza problemi e con senso di responsabilità”.

Parole chiare, che però si espongono ad alcune precisazioni.

Catani, Esposito, Polita

Sul fronte societario è stato l’ex Presidente Marco Polita, per nome anche degli ex soci, a chiarire alcuni aspetti: “quanto al passato gli attuali dirigenti dimenticano che la precedente gestione è passata dalla sesta serie alla quarta serie, con limitate risorse economiche…valorizzando le risorse umane del territorio e con alcuni bellissimi derby vinti contro squadre blasonate come l’Ancona, Sambenedettese, Pesaro, Civitanova ecc. Solo l’ultima stagione, ha offuscato l’opera svolta in tanti anni di grandi sacrifici e di forte impegno, e si è conclusa comunque con la permanenza in serie D grazie alla domanda di riammissione, ma anche al punteggio correlato al settore giovanile, e gli otto anni ininterrotti di permanenza in serie D. Quanto agli sponsor, risulta che solo due (Ubi – Coltorti) abbiano cambiato strategia di marketing, laddove gli altri dovrebbero aver confermato l’impegno…”.

Sul pubblico invece il Presidente Mosconi, visto che non c’era anche se il giorno prima aveva acquistato la società, dovrebbe vedere le immagini dello spareggio salvezza di Sant’Egidio per capire che forse si è lasciato andare un po’ troppo.

i tifosi a Sant’Egidio alla Vibrata

Stia tranquillo, nella sua lunga storia i supports Jesini sono passati da situazioni ben più difficili; dal campetto di Ostra Vetere fino alla tribuna in legno di Corridonia.

Eppure, sostegno e passione non sono mai mancati.

Fa piacere, inoltre, sapere che c’è la consapevolezza di aver sbagliato qualcosa nella costruzione della squadra, e l’esperienza è certamente perdonata, ma continuare ad affidarsi ai “soliti” procuratori per intervenire sul mercato, sarebbe un errore difficile da giustificare.

Dopo tanti anni, di poche vittorie e tante delusioni, dopo averne viste di tutti colori, nessuno può dare lezioni di “Jesinologia”.

Ricominciamo da domenica prossima a Trivento contro l’Agnone, ognuno facendo con serietà, come fatto d’altronde fino ad oggi, quello che siamo chiamati a svolgere.

Lo si deve ad una maglia, alla sua storia e alla passione di un popolo.

 

Marco Pigliapoco

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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