Segui QdM Notizie

Sport

Jesina Dopo 31 anni ancora una gara decisiva in riva al Metauro

Domani alle 16 a Fermignano la formazione biancorossa si gioca la promozione come nel 1994 a Sant’Angelo in Vado, quella volta decise un gol di Micheloni e fu l’ultimo campionato vinto sul campo, intanto gli ultras confermano il loro forfait

Jesi – Domani, sabato 5 aprile, giorno che potrebbe entrare nella storia della Jesina. Lo scontro diretto al Comunale di Fermignano (calcio d’inizio alle 16) offre un match point per tornare immediatamente in Eccellenza dopo la parentesi in Promozione che costituisce uno dei punti più bassi toccati nei 98 anni di storia biancorossa. All’andata, va ricordato, i metaurensi s’imposero al Carotti per 1-2.

Per carità, in caso positivo – cioè la vittoria, un pari o una sconfitta rimanderebbero il tutto a una complicata ultima giornata in programma dopo la sosta, il 26 aprile – non rimarrà una giornata da raccontare davanti al fuoco ai nipoti nelle fredde giornate d’inverno, come ad esempio quelle delle promozioni in C2 o C1, ma sarebbe pur sempre una vittoria di campionato ottenuta sul campo.

Un traguardo che manca da trentuno anni, ovvero dalla stagione 1993/1994, quando la Jesina di Marco Venturini (scomparso nel 2023) si aggiudicò un campionato di Eccellenza di altissimo livello tecnico.

E, proprio a proposito di quell’annata, c’è un ricorso storico che speriamo sia di buon auspicio. Anche allora, infatti, la partita decisiva venne giocata sulle rive del Metauro. Era il 15 maggio 1994 quando la formazione dei fratelli Gianluca e Giovanni Fenucci, di Mizio Massimi, Boria, Morreale e Righetto Garbuglia, vinse a Sant’Angelo in Vado con un gol di capitan Corrado Micheloni, staccando il biglietto per la Serie D. Fiume Metauro che bagna anche Fermignano, dove sorge il famoso ponte romano a tre archi che lo attraversa in pieno centro.

La partita del 1994 vide un mini esodo verso la cittadina del tartufo, con annesse scampagnate e ristoranti della zona invasi da jesini in trasferta. Un clima festoso che, almeno nelle proporzioni, difficilmente si ripeterà domani, con gli ultras che diserteranno lo stadio per protesta, come sempre fatto in questa stagione dopo lo spareggio salvezza casalingo perso lo scorso anno contro la Monturanese.

Il gruppo leader della Curva Nord, Eppure il vento soffia ancora, lo ha fatto sapere ieri sera senza ombra di dubbio.

«Per rispetto di chi c’è sempre stato… noi firmiamo con il diffidato!», hanno scritto in uno striscione le cui foto sono state pubblicate sui social network. Una scritta in cui i tifosi solidarizzano con chi è sottoposto al provvedimento di Daspo e che, anche volendo, non potrebbe raggiungere l’impianto metaurense.

Tuttavia, qualcuno in città si sta muovendo per esserci. Diversi sportivi della tribuna, che al pari dei frequentatori della curva hanno largamente disertato il Pacifico Carotti per questa annata in Promozione, ma forse anche qualche supporters delle generazioni più vecchie, potrebbero organizzarsi singolarmente per trovarsi a Fermignano.

Sicuro non ci saranno cori, bandiere e fumogeni ma stavolta, una volta tanto quest’anno, se la Jesina dovesse gonfiare la rete, qualche urlo di gioia dovrebbe sentirsi. Così come se il fischio finale di Leonardo Crincoli di Ascoli Piceno, che dirigerà la gara, dovesse decretare il ritorno della formazione leoncella in Eccellenza.

Anche se, più che di urla di gioia, si parlerebbe di urla di liberazione.

© riproduzione riservata