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Jesina Striscione per Trudo all’ospedale: «Commosso da tanto affetto»

Da parte dei ragazzi della Curva sotto la sua finestra, il capitano leoncello ringrazia anche i medici e gli infermieri del “Carlo Urbani”: «Sono eccezionali!», oggi terapia a Fabriano poi, forse, le dimissioni

Jesi – Piccoli passi in avanti per Kevin Trudo, che al reparto Obi dell’ospedale “Carlo Urbani” ha ricevuto una gradita sorpresa da parte degli ultras della Curva Nord.

Nella serata di domenica, in un momento particolarmente difficile per aver ricevuto la notizia dello slittamento dell’inizio di una nuova terapia (che potrebbe risultare decisiva), i ragazzi della tifoseria organizzata gli hanno fatto trovare uno striscione di incoraggiamento davanti alla finestra della camera dov’è ricoverato.

Uno dei tanti goal di Kevin Trudo sotto la Curva Nord dello stadio Carotti

Forza Kevin c’era scritto nel drappo attaccato alla balaustra dell’ingresso 12, una vera sorpresa che lo ha aiutato non poco, come lui stesso racconta.

«Sapevo che oggi (ieri, ndr) avrei dovuto fare una nuova terapia a base di onde elettromagnetiche, ma domenica pomeriggio mi hanno comunicato che per una indisposizione del medico avremmo dovuto rimandare a martedì. Questo, moralmente parlando, mi aveva distrutto. Proprio in quel momento – continua il capitano della Jesina – mi è stato detto di andare alla finestra e ho visto lo striscione. Sono rimasto scioccato! Non credo che loro si rendano nemmeno conto della sensazione che ho provato in quel momento. Ero commosso. Ringrazio di cuore la Curva, sono fantastici. Non potrò mai ripagarli di tanto affetto».

Ma la nuova terapia che avresti dovuto iniziare?

«Inizieremo domani (oggi, ndr). Si sono mossi tutti, compresa la Società, per cercare di rimediare e trovare un altro modo. La mattina mi metteranno su un’ambulanza e mi porteranno a Fabriano dove potrò farla».

Lo striscione che i ragazzi del gruppo Eppure il Vento Soffia Ancora hanno dedicato a Trudo

Ma adesso come stai?

«Per il secondo giorno consecutivo – ha risposto il parigino di Jesi – ho notato piccoli miglioramenti. Vero che ancora non riesco a camminare da solo, ma ho meno dolore. Ieri mi hanno dato un deambulatore e sono sceso per fare qualche passo, penso che questo mi abbia fatto bene».

Ti hanno parlato di dimissioni?

«Se la terapia a Fabriano andasse bene, dovrei avere da subito benefici e forse domani sera (stasera, ndr) potrò tornare a casa e dormire finalmente nel mio letto».

Dopo quasi una settimana di ospedale, non vedi l’ora…

«Sono stati giorni lunghi – conferma il nueve leoncello -, ma qui mi hanno trattato in modo eccezionale. Mi sento davvero di ringraziare il personale del reparto Obi dell’ospedale, sia i medici che gli infermieri. Ho sentito davvero il calore di casa. Sono venuti a salutarmi anche dottori e collaboratori di altri reparti per incoraggiarmi. Molto di più di quanto dovuto. Spesso si parla delle cose che non vanno nella sanità, ma è giusto sottolineare anche le cose positive. Penso sia tutto l’ospedale di Jesi che funziona così, perchè anche al pronto soccorso il primo giorno sono stati eccezionali».

L’ospedale Carlo Urbani di Jesi

Ora il mister e i compagni ti aspettano al “Carotti”…

«I ragazzi sono stati quasi assillanti, in senso positivo, per quanti messaggi mi hanno scritto continuamente, durante ogni giorno. Così come il mister e tutta la Società. A parte la mia famiglia, che c’è sempre stata, ero da solo, ma di fatto non lo sono mai stato. Adesso spero solo che con questa terapia starò meglio e poi vedremo…».

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