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LA NOTA STAMPA / VALLESINA, SCONTRO FRONTALE TRA IL M5S E CERIONI (CIS)

MAIOLATI, 20 marzo 2015 – “Nel nostro testo, presidente, non c’è minimamente traccia di estrapolazione di dati per secondi scopi. Questa errata interpretazione viene da te! Noi non abbiamo indicato in 70.000 euro la differenza dei costi del ciclo integrato dei rifiuti tra Castelbellino ed Arcevia. Tu l’hai fatto! Noi abbiamo riportato solamente i dati: 602.987,20 euro Arcevia e 582.009,19 Castelbellino. Anche un bambino di 5 anni con un pallottoliere capirebbe che la differenza non è 70.000 euro! Poi, all’interno dei costi all’incirca eguali, avevamo evidenziato alcune cifre che ci sembravano quantomeno anomale, data la realtà dei due Comuni:

1) I costi della raccolta degli RSU, con Arcevia che paga 47.339 euro e Castelbellino che, invece, esborsa 81.588 euro (quasi il doppio!)
2) I costi di lavaggio e di spazzamento delle strade, con Arcevia che, a fronte di un territorio 21 volte più esteso (126 Kmq.), paga 69.865,39 euro, mentre Castelbellino, con un territorio di soli 6 Kmq., paga 71.865,39 euro!
3) I costi della raccolta differenziata, con Arcevia che, applicando il porta a porta spinto per tutte le categorie di rifiuti, su tutto il territorio (pertanto, come dice il direttore della Sogenus, dovrebbe avere dei costi enormemente più alti), paga 167.926 euro, mentre Castelbellino, dove la raccolta differenziata fino alle isole ecologiche se la fanno i cittadini, da soli, paga 147.767 euro, 21.159 euro in meno, ma a fronte di un servizio del tutto diverso.
Inoltre, non è vero che la presenza di un ente in più non incide sulla tariffa della tassa rifiuti, perché comunque sia Castelbellino deve pagare il servizio di accertamento tributario al CIS, al contrario di Arcevia che svolge il servizio in economia con proprio personale. Poi, sappiamo benissimo e lo abbiamo anche scritto, che il diverso numero di utenti su cui vengono spalmati i costi e la diversa estensione delle superfici per categoria in rapporto ai coefficienti, quasi fissi per legge, abbia un’incidenza notevole nella diversificazione delle tariffe.
Ma ciò non toglie che:
1) i cittadini di Castelbellino hanno un servizio di raccolta rifiuti ordinari e differenziati di molto inferiore, per qualità e quantità, a quello di Arcevia;
2) il Comune di Castelbellino ha un capitolato di servizio con la Sogenus (intermediato dal CIS) con costi unitari più alti, rispetto a quelli che ha Arcevia con il suo gestore;
3) se è errato e fuorviante fare raffronti sulla base della popolazione, altrettanto errato e fuorviante è raffrontare i costi con organizzazioni del servizio completamente differenti, moderna Arcevia (porta a porta), vecchia Castelbellino (raccolta di prossimità).
Per quanto riguarda l’agonia del CIS, non lo diciamo noi, lo dicono gli stessi sindaci, meno eleganti di te, ma più sinceri, che non sanno più cosa inventarsi per la sua sopravvivenza. Ora, ci si prepara a gestire anche i cimiteri?! E dell’Unione dei Comuni (è vero che le funzioni associate sono rimandate, ma solo temporaneamente) che ne facciamo?! E dei Comuni stessi che ne facciamo?! Sarebbe molto più intelligente trovare delle forme di salvaguardia dei posti di lavoro e delle professionalità di CIS Srl, ormai quasi imprescindibili in determinati settori amministrativi, in sinergia tra enti locali e società partecipate effettivamente necessarie. Salvaguardato il personale, voi politici potreste pure andare a casa, tanto non vi piangerà nessuno.
Infine, per quanto riguarda la vicenda-scontro CIS Srl – ET Srl, tieni presente che tu hai l’obbligo di essere trasparente, non il singolo cittadino o gruppi di cittadini! La legge n. 190/2012, il D.Lgs. n. 33/2013 e la legge n. 114/2014 sono rivolte a te, che rappresenti l’istituzione, e non ai cittadini! Perciò è inaccettabile quel mezzo ricatto morale con cui termini il “modesto commento”. La trasparenza non è stata mai il tuo forte e nonostante il Comune di Maiolati abbia più volte evidenziato come gli obblighi di trasparenza di cui alle vigenti norme anticorruzione siano estese in tutto e per tutto alle società partecipate direttamente dalle pubbliche amministrazioni e, per quanto riguarda i servizi pubblici, anche alle società partecipate di secondo livello, controllate dalle pubbliche amministrazioni attraverso altre società partecipate, a te il rapporto Cottarelli fa un baffo!
Ricordiamo, tuttavia, senza entrare nel merito della vicenda (sarebbe troppo lungo), alcuni passaggi del tuo scontro con Veneziani, trasformatosi poi in idillio:
1) A dicembre del 2011 Veneziani invia una lettera ai sindaci CIS, definendo inconcludente il CdA di CIS, che, secondo lui, ti aveva sconfessato non approvando la bozza di un accordo concordato, per cui avresti dovuto sentire il dovere di dimetterti; nel prosieguo accusa il CIS di sperperare denaro pubblico con consulenze esterne, pur avendo a disposizione 30 dipendenti, mentre ET svolge la sua attività con soli 5 dipendenti; poi, rincara la dose dicendo che nel bilancio 2010 di CIS sono stanziati oltre 2 milioni di euro per le consulenze esterne.
2) A gennaio 2012 Veneziani fa un esposto alla Procura Generale della Corte dei Conti in ordine ai comportamenti contabili di CIS, in cui ti definisce “irresponsabile”, insieme a tutti i sindaci CIS; inoltre accusa il CIS che, tramite il suo presidente, si oppone da almeno 5 anni alla distribuzione degli utili accantonati.
3) Nel febbraio 2012, la ragioniera capo di CIS Srl fa una relazione ai sindaci CIS ed all’Organo di revisione in cui controbatte alle accuse dell’esposto di Veneziani, concordando perfettamente con quanto indicato da sempre dall’Organo di revisione.
4) A maggio 2012, c’è il salto del gambero del presidente, che causa le dimissioni dell’avvocato Marcucci, il quale viene a conoscenza di fatti e circostanze che gli erano stati tenuti nascosti e che mutano il percorso legale fino ad allora tracciato; un percorso, a detta dello stesso, divenuto di “anomala e atipica” matrice, fonte di personali forti perplessità e riserve, che gli impone una formale e dissociata presa di posizione; nel prosieguo, Marcucci, in relazione alla bozza di accordo, esprime parere contrario ad ogni sua adozione, evidenziando come l’accordo sia addirittura peggiorativo rispetto ai precedenti predisposti da ET e sempre disattesi perché ritenuti irricevibili da CIS.
5) Dopo Marcucci, si dimette anche l’avvocato Lucchetti, ribadendo nella lettera di dimissioni il suo più fermo e sentito dissenso rispetto al mutato percorso legale intrapreso da CIS tramite il suo presidente; anche Lucchetti ribadisce che l’accordo presenta clausole diametralmente opposte rispetto agli obiettivi di salvaguardia di CIS e delle amministrazioni comunale socie; Lucchetti si congeda ritenendo le scelte operate da CIS non conformi al ruolo della società quale soggetto responsabile e garante della corretta applicazione del D.Lgs. n. 164/2000.

6) Anche i successivi pareri dell’avvocato Giuri non si discostano da quanto indicato dai legali precedenti, tuttavia viene trovato un accordo per quanto riguarda la proprietà delle condotte e dei beni costruiti dal 2011, riconosciuta ad ET, non in forza di leggi, ma perché “questo è quanto succede un po’ dappertutto”.
Dopo anni e anni di tiramolla, appare del tutto illogico un così repentino mutamento di posizione nei confronti delle pretese del socio privato, non supportate da precisi riferimenti normativi. Pertanto, in nome della trasparenza che dici giusta, è un tuo dovere spiegare ai cittadini il perché di questa tua “conversione sulla via di Damasco”, senza richiedere di mettersi sul tuo stesso piano al cittadino che tale obbligo non ha. Tra l’altro, la richiesta di mettere in rete il video non ci è nuova, te l’ha suggerita il presidente di ET?!”
(Leonardo Guerro, consigliere comunale M5S)

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