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La ricetta per la Champions secondo Christian Panucci

Champions secondo Christian Panucci

Christian Panucci

Christian Panucci, ex terzino destro di Real e Milan, può vantare la vittoria della Champions League sia con i rossoneri milanesi che con la squadra della capitale spagnola: chi meglio di lui può darci una ricetta su come arrivare fino in fondo nella massima competizione europea per club?

Concentrazione e attenzione al dettaglio

In un torneo con così tanta qualità come la Champions League, anche il più piccolo dettaglio può fare la differenza. Non a caso sono tante le finali o le partite importanti nel calcio decise nei minuti finali.

Panucci è fermo nel dire che un aspetto fondamentale per portarsi a casa la coppa dalle grandi orecchie è la concentrazione, il che non si riferisce soltanto alla concentrazione attiva del singolo, bensì averne una di squadra; è solo così che si riesce a curare ogni minimo dettaglio.

Mai dire mai quindi: anche lo stesso Manchester City, che viene visto da addetti ai lavori e dalle scommesse sul calcio di Betway come la favorita per la vittoria al 13 agosto a quota 3,00, potrebbe incappare in un calo di concentrazione anche di soli cinque minuti e perdere tutto.

L’ex difensore nativo di Savona ha poi preso ad esempio le due finali disputate e che lo hanno portato alla vittoria: quella contro la Juventus in cui militava nel Real e quella contro il Barcellona quando vestiva la maglia rossonera.

Le due finali avevano un pronostico iniziale completamente diverso: il Milan, nonostante le assenze pesanti di Baresi e Costacurta, era la favorita alla vittoria, mentre con il Real Madrid era la Juventus di Del Piero e Zidane a essere considerata la più forte. Fu proprio l’approccio di gruppo volto alla concentrazione e al dettaglio che fecero la differenza.

Preparazione ed equilibrio

Ad affiancare la concentrazione e l’attenzione al dettaglio ci sono assolutamente la preparazione e la disciplina, veri indicatori di una squadra professionista allenata da un allenatore di prima fascia.

Impossibile non notare il riferimento implicito a Capello, allenatore con cui il giocatore ha vinto tantissimo, come testimoniano i risultati ottenuti dai due: il difensore era quasi un amuleto porta fortuna del mister di Pieris, ex allenatore anche della nazionale inglese.

Da buon difensore, anche se con un ottimo rapporto con il goal, Panucci cita inoltre l’equilibrio, che nella formula con partite di andata e ritorno è fondamentale: secondo l’ex terzino chi ha un migliore approccio alla partita ha un vantaggio notevole.

L’intervista tocca anche la situazione “porte chiuse”, fattore che secondo il terzino non intacca il fascino esercitato dalla competizione: anche giocando in stadi vuoti, i calciatori che scendono in campo sanno per cosa e contro chi stanno giocando e per molti di loro questo torneo è ancor più nobile delle competizioni per le nazionali.

La ricetta di Panucci per vincere la Champions sembra facile a dirsi, ma indubbiamente per arrivare a un tale livello, oltre ad avere doti innate, bisogna essere dei veri professionisti, altrimenti non si riuscirebbero a vincere due Champions con due maglie diverse e così importanti come quelle di Real Madrid e Milan.

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