Cronaca
L’addio a Jacopo «Lo accompagniamo cantando nella sua nuova casa»
Una bara bianca portata a spalla, la piazzetta piena, il sole, le note degli strumenti popolari, e attorno tanta gente per un ultimo saluto «con la calma nel cuore regalandogli la meraviglia della vita»
Serra San Quirico –«Mille giorni intensi». Nelle parole di mamma Stefania tutto il senso dell’ultimo saluto al piccolo Jacopo.
Nella piazzetta di Sasso, stamattina, c’era un’intera comunità raccolta attorno a una famiglia ferita. Tanti volti di tutte le età, abbracci, silenzi, mani strette, in un paese che si è fermato per restare ancora una volta accanto a Jacopo Cofani, 3 anni per sempre. Tantissime persone hanno riempito quel piccolo spazio del borgo, facendolo diventare il luogo di un dolore condiviso, composto, profondo.

La piccola bara bianca, dopo la benedizione del parroco don Michele, è stata portata a spalla, verso il cimitero, sotto il sole di una primavera che tarda a venire, seguita da un corteo segnato non solo dalle lacrime, ma anche dalla musica. Ad accompagnarla, infatti, sono state le note degli organetti, delle chitarre e del gruppo di cui il papà Giovanni fa parte, con quei suoni popolari della tradizione contadina, quanto familiari. Non il distacco di un rito formale, ma la vicinanza per quello che amava, per ciò che ha lasciato nella sua troppo breve esistenza.

A dare il senso più vero della mattinata è stata la mamma, Stefania Giuliani, con parole semplici e fortissime, con quel «ciao a tutti» all’arrivo nella piazzetta dominata dalla chiesa di San Pietro Apostolo, brevi parole capaci però di restituire il clima che si respirava intorno: quello di una famiglia allargata, di una comunità che non era lì solo per assistere, ma per esserci davvero, fino in fondo, in un raccoglimento totale e comune.
«Vorrei accompagnare Jacopo, come ho detto a tutti quelli che sono venuti e che mi hanno abbracciato. Lo vorrei accompagnare nella gioia, in tre anni ci ha dato tanto. Mille giorni intensi. La nostra scelta è di accompagnarlo cantando, perché a lui piaceva tanto cantare, lo accompagniamo in questa nuova casa con la calma nel cuore e regalandogli la meraviglia della vita».

Una vita breve che, però, lascia molto, tanti sorrisi e giorni da custodire, ora, nel cuore. Accanto alla famiglia si sono stretti Serra San Quirico e Fabriano, rappresentate dalla sindaca Debora Pellacchia e dall’assessore Maurizio Serafini, già uniti nei giorni del dolore dopo il decesso del bambino, avvenuto il 1° aprile all’ospedale Salesi di Ancona. Oggi, però, più delle circostanze, a parlare è stata la vicinanza di due comunità.
Il lutto cittadino proclamato dal Comune ha fatto da cornice a una giornata in cui il paese si è riconosciuto nel silenzio, nella musica, nei volti rigati dalle lacrime, ma anche nella scelta di stare senza invadere.
Una bara bianca portata a spalla, una piazza piena, il sole, le note degli strumenti popolari, e attorno a quella piccola bara bianca una comunità intera che, con affetto infinito, ha accompagnato Jacopo verso la sua nuova casa.
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