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LAVORO / Capone (Ugl): «Nelle Marche situazione preoccupante, bisogna ripartire»

Tappa del tour nazionale del segretario generale al Passetto di Ancona per parlare di disoccupazione e rilancio dell’economia

ANCONA, 22 aprile 2021 – Il segretario generale dell’Ugl – Unione generale del lavoro –, Paolo Capone, è intervenuto ieri a Ancona in occasione del suo tour nazionale di 20 tappe in vista della Festa del Lavoro. 

L’evento si è svolto davanti al monumento ai caduti del Passetto, alla presenza dell’assessore regionale alle Attività Produttive, Mirco Carloni, del vice-capogruppo consiliare della LegaMirko Bilò, del capogruppo di Fratelli d’ItaliaCarlo Ciccioli e del consigliere regionale FdIMarco Ausili. Presenti anche il segretario regionale Ugl, Vincenzo Marino e il segretario provinciale autonomie locali e Polizie Locali Ancona e coordinamento nazionale Polizie Locali d’Italia, Anna Grasso.

Capone ha discusso il tema della situazione economica del Paese alla luce degli ultimi dati Istat, spiegando come i nuovi disoccupati in Italia siano 960 mila, nonostante il blocco dei licenziamenti.

«La situazione nelle Marche – ha spiegato – è preoccupante tanto quanto nel resto d’Italia. I disoccupati vengono dalle filiere che sono saltate nei settori del turismo, della ristorazione, dell’accoglienza, dei lavori stagionali dove sono occupati soprattutto i giovaniTemiamo che al termine del blocco e degli ammortizzatori sociali potremmo avere una seconda ondata di licenziamenti più devastante della prima, se non ci saranno dei correttivi per far ripartire immediatamente l’economia».

Ugl stima che si verranno a creare tra il milione e mezzo e i due milioni di disoccupati in Italia. «Potrebbe avvenire – chiarisce Capone – qualora le aziende dovessero riaprire senza il tempo necessario per riprendere i mercati». 

Il segretario ha anche sottolineato la preoccupante contrazione dei consumi. «I lavoratori statali, delle banche e delle imprese chimico-farmaceutiche hanno continuato a percepire uno stipendio certo e senza decurtazioni, anche se la capacità di spesa è rimasta intatta, perché questi dipendenti non si possono muovere e sono preoccupati per i risparmi accumulati. Si tratta di un risparmio di qualche decina di miliardi, a testimoniare la mancata crescita anche dell‘economia del consumo». 

Lunedì 20 aprile Capone ha fatto tappa a Casette d’Ete per la visita degli spacci aziendali e di uno stabilimento della Tod’s. «Gli outlet delle grandi firme – chiarisce il segretario – erano completamente vuoti. Il mancato acquisto di tali beni ha fatto saltare tutta la produzione d’eccellenza e artigianale».

Parlando di campagna vaccinale, Capone ha chiarito come sia fondamentale che «le attività possano riaprire in sicurezza in tutti i settori, al di là delle dichiarazioni che si fanno ogni settimana. Per rilanciare l’economia marchigiana, le risorse del Recovery Fund dovranno garantire interventi finalizzati a grandi progetti. Le Marche devono puntare su un corridoio autostradale con Civitavecchia, su collegamenti viari e ferroviari, sulla connessione veloce con la fibra, permettendo ai piccoli artigiani di lanciarsi sui mercati internazionali più efficacemente».

Il segretario nazionale ha chiuso il suo intervento parlando delle riaperture. «E’ una situazione – ha spiegato – caratterizzata da una confusione diffusa: comprendo come il Comitato Tecnico-Scientifico sia importante per analizzare la situazione, ma temo che la politica abbia perso la sua capacità di decidere, soprattutto con il governo Conte-bis. La responsabilità di fare le scelte è della politica. Se la politica muore, nessuno si assumerà la responsabilità di scegliere. Questo è decisamente molto preoccupante».

«Il nuovo governo – ha concluso Capone – si sta muovendo in maniera leggermente diversa, riavviando un dialogo importante con le parti sociali. Draghi ha un’autorevolezza di primo piano nel nostro Paese: se si ricorda di essere il Presidente del consiglio e non l’ex Presidente della Bce, probabilmente riusciremo a far ripartire l’economia, attraverso gli importanti stanziamenti previsti dal Recovery Plan. Il problema vero, però, è il mentre, perché l’economia non parte come con l’accensione di un’auto, ma ha bisogno di una serie di condizioni. La prima di queste è la fiducia, l’operazione più complicata, ma anche quella necessaria per far ripartire tuttoPresenteremo al governo un documento frutto delle idee e delle proposte raccolte nel corso di questo tour per l’Italia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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