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LEGAMBIENTE / Ecosistema Urbano 2020, città marchigiane in stallo

I cambiamenti climatici sono ormai tangibili: ad Ancona la temperatura è aumentata di 1.7 °C e negli ultimi 10 anni sono stati contati 14 fra allagamenti e frane da piogge intense e 11 eventi con danni da trombe d’aria

ANCONA, 12 novembre 2020Le città marchigiane troppo pigre al cambiamento e ancora lontane dall’interpretare al meglio le sfide ambientali. È quanto emerge da Ecosistema Urbano 2020, il report annuale sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani stilato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, che racconta quel lento cambiamento green in atto nella Penisola.

In retrocessione rispetto alla classifica dello scorso anno (che vedeva Pesaro al 6° posto, Macerata al 15°, Ancona al 42° e Ascoli al 58°), la prima città marchigiana a comparire nella classifica dei 104 capoluoghi è Macerata, che si posiziona al 19° posto, subito seguita da Pesaro al 20° gradino della graduatoria, Ancona al 44° e Ascoli Piceno al 69°.

Le città marchigiane ancora stentano a ingranare la marcia e diventare più dinamiche e resilienti, attente alle nuove scelte urbanistiche, ai servizi di mobilità, alle fonti rinnovabili, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, alla crescita degli spazi naturali. Sotto la lente di ingrandimento i parametri relativi allo smog, trasporti, raccolta differenziata e gestione idrica.

I dati di Ecosistema Urbano sono stati presentati nel corso del webinar trasmesso in diretta streaming sulle pagine Facebook di Legambiente, La Nuova Ecologia e sul sito del Sole 24 ore.

«Siamo al centro di un importante momento per il Paese e, quindi, anche per la nostra regione. Ingenti le risorse che stanno per arrivare nelle Marche ed è per questo che non possiamo perdere l’occasione di cambiare radicalmente le nostre città – commenta Francesca Pulcini, Presidente di Legambiente Marche -. Le azioni che verranno messe in campo dovranno concorrere al raggiungimento degli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile al 2030. È qui infatti che si gioca una partita fondamentale per fronteggiare le tre crisi attuali – l’emergenza sanitaria, economica e climatica – e per vincere la sfida della modernizzazione del Paese e rendere le nostre città più moderne, sostenibili e sicure».

«Innovare e cambiare le nostre città significa non solo rendere la nostra regione più competitiva ma anche renderla attraente per i tanti giovani che, proprio in questo momento così delicato in cui la qualità della vita è tornata prepotentemente al centro dell’attenzione dei cittadini, desiderano rientrare nelle Marche ma che non trovano le condizioni. Attivare le leve economiche stimolate dall’innovazione ambientale permette di generare lavoro e rendere la nostra regione dinamica e più ricettiva rispetto alle tante possibilità che oggi sono in campo».

I cambiamenti climatici sono ormai tangibili, basta guardare i dati dell’aumento della temperatura nelle città italiane. Ad Ancona la temperatura è aumentata di 1.7 °C rispetto al valore climatico 1971-2000. Significativi i dati relativi a eventi calamitosi. Ad Ancona negli ultimi 10 anni sono stati contati 13 allagamenti da piogge intense, 11 eventi con danni da trombe d’aria e 1 frana da piogge intense.

Il rapporto di Ecosistema Urbano è scaricabile su www.legambiente.it.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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