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Alta Vallesina

LETTERE & OPINIONI / ASSOCIAZIONE FABRIANO PROGRESSISTA: “PER L’OSPEDALE AZIONI VERE E NON VUOTE CONSIDERAZIONI”

FABRIANO, 30 novembre 2018 – Il Direttore generale dell’Area Vasta 2 dott. Maurizio Bevilacqua in occasione del Consiglio comunale aperto svoltosi il 27 settembre scorso attraverso una litania di stancanti diapositive ha cercato di dimostrare che l’Ospedale fabrianese come struttura è il migliore dei mondi e gode di ottima salute. Non è la prima volta, probabilmente non sarà l’ultima.

I dati numerici sono stati esposti con arida mentalità contabile senza darne una lettura critica e approfondita. Tanta noiosa quantità, poca ragionata qualità e scarsi riconoscimenti per un personale che ogni giorno si prodiga con sacrificio e senso di responsabilità a favore dei cittadini utenti nell’ovviare ad una politica sanitaria al centro come in periferia miope e grettamente economicistica.

Il dottor Bevilacqua ha evitato accuratamente di rispondere alle osservazioni dei Sindacati in merito ai concorsi per l’assunzione del personale. Ha evitato pure di pronunciarsi e di fornire chiarimenti riguardo ad un presunto “buco” nel bilancio dell’Area Vasta 2. Insomma un silenzio assordante. A noi difatti risulta  un vuoto di decine di milioni di euro e oltre, una somma corrispondente ad una elevata percentuale dell’intero bilancio di questa Area. Il che, come è facile dedurre, si tradurrà inesorabilmente in ennesime sforbiciate, almeno per quello che riguarda direttamente il nostro Ospedale, al personale e ai servizi, nonché alle risorse materiali.

La giornalista Milena Gabanelli, in una delle sue documentate analisi, ha di recente sottolineato sulla stampa e in TV che le Regioni, salvo rarissime eccezioni, esauriscono i loro budget in prossimità dell’autunno. Ne conseguono notevoli tagli alle prestazioni, che vengono quindi in larga misura rinviate all’anno successivo.

Un fatto inquietante, ormai strutturale, che la dice lunga sulle capacità programmatorie delle regioni chiamate a svolgere la parte di protagoniste principi del sistema sanitario nazionale. Per quello che ci riguarda da vicino, la nostra Regione in una ipotetica classifica negativa si colloca al secondo posto, subito dopo la Campania, con una riduzione dei servizi pari addirittura al 20%. Ma nessuno ci può togliere dalla testa che, a prescindere dal  piano di rientro, il vero obiettivo sia quello di una chiusura lenta e graduale dei sevizi stessi.

Tornando in modo più dettagliato al nostro Ospedale una carenza particolarmente rilevante riguarda l’organico degli anestesisti, e tale da tradursi in un contingentamento delle sedute operatorie. A fronte di un organico previsto di 17 specialisti ne risultano attualmente in servizio stabile soltanto 10. La loro professionalità e abnegazione sono totali: nonostante l’esiguo numero, garantiscono pienamente la sicurezza e le urgenze. Il sottodimensionamento si scarica tuttavia sulle liste di attesa degli interventi programmati, che si allungano sempre più e riduce della metà la complessiva attività operatoria. Non si riesce a gestire la quotidianità. Il contratto non viene rispettato: turni, ferie, aggiornamento, malattie trovano il tempo che trovano. Il circolo vizioso non si arresta. L’attività ambulatoriale si rarefà (una volta al mese, sic!); ne pagano le conseguenze la terapia del dolore e le visite pre-operatorie.

Qualche numero per orientarsi. Per quanto riguarda la chirurgia generale si registra una lista d’attesa di 350 interventi, dovendosi dare la precedenza agli interventi oncologici. Si registrano sedute impegnate fino al 28 febbraio e fino al 30 marzo del prossimo anno rispettivamente in urologia e in otorino.

Tutto ciò stride con le promesse del rilancio del settore operatorio e con le reiterate promesse dell’istallazione di nuove sale operatorie. Corrisponde al vero che il progetto in corso di affidamento è stato bloccato al competente Ministero per chiarimenti? E comunque che fine hanno fatto i 10 milioni di euro stanziati per la loro attivazione? Ancora poi, anche ammesso che le nuove sale vengano realizzate con un miracoloso riapparire dei fondi, non si capisce come possano essere utilizzate senza personale.

Siamo alla fantasanità!

Se ne vuole ancora una conferma? Eccola. Nel recente concorso di luglio 2017, bandito per ovviare alle necessità fabrianesi, i 19 anestesisti risultati idonei sono stati quasi tutti dirottati verso altre Aree Vaste. Una sola unità è stata riservata a Fabriano, peraltro già in servizio precario presso il nostro nosocomio e dunque semplicemente stabilizzata.

Giunge ora la notizia che due anestesisti, rispettivamente in servizio presso l’Ospedale di Jesi e di Senigallia sarebbero disponibili a ricoprire alcuni turni per garantire lo snellimento delle liste d’attesa. Si ritiene che tale iniziativa sia puramente congiunturale e legata a necessità delle equipe di provenienza che potrebbero in ogni momento richiamarla in servizio presso di loro.

Non ci vuole molto a comprendere che il reparto chirurgia è il centro strategico di un nosocomio; se funziona a singhiozzo, se ne viene impedito il funzionamento per miopia o incapacità di direzione, ne risente tutta la struttura ospedaliera con danni pesanti per i cittadini utenti.

Occorre poi che i soggetti responsabili si decidano finalmente sulle modalità di svolgimento dei concorsi per il personale. Si fanno in funzione delle Aree Vaste o si fanno per ASUR a livello regionale? Giravolte, per nascondere interessi di parte? A chi attribuire la responsabilità delle scelte? Quali gli obiettivi? A livello della nostra Area Vasta latitano gestione oculata e programmazione efficiente delle risorse umane e dei servizi. Non è un caso che il Direttore unico sanitario, il Direttore del governo clinico e il Direttore del rischio clinico non vengano nominati. Il controllo gestionale così va a farsi benedire con buona pace delle possibili ottimizzazioni  e di una efficiente lotta agli sprechi.

Pretendiamo azioni vere e non vuote considerazioni. Vogliamo difendere il nostro Ospedale ricco di professionalità e di eccellenze a tutti i livelli, anzi batterci per arricchirlo ed estenderne le potenzialità a beneficio di una più larga Area Montana.                                                                                  

Associazione Fabriano Progressista – Lista Vinicio Arteconi

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