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Attualità

LETTERE & OPINIONI / IL TDM DENUNCIA: IMPOSSIBILE PRENOTARE TELEFONICAMENTE UNA VISITA AL CUP

JESI, 11 LUGLIO 2018 – Prenotare telefonicamente un accertamento o una visita al CUP regionale è un impresa davvero al limite dell’impossibile : abbiamo provato per tre giorni di seguito a prendere un appuntamento ma le attese al telefono sono state  davvero lunghe ed estenuanti ( alle ore 11 di ieri  avevamo 62 persone in attesa , nei due giorni precedenti  alle 10 ne avevamo 54  e questi numeri, a dire anche dei cittadini che si rivolgono a noi , è cosa di tutti i giorni ).

Noi ci chiediamo allora  come fa a prenotare chi non ha il tempo o la possibilità di stare al telefono ( per es. per motivi di lavoro ); e i cittadini ci dicono che molto spesso rinunciano  all’esame  o in alternativa si vedono  costretti a prendere un giorno di ferie per recarsi agli sportelli del CUP ove , per la verità, anche qui le attese poi non sono cosi brevi.

Nei giorni scorsi il presidente della IV commissione Volpini ha fatto in conferenza stampa un altro di quegli annunci ( vedi le liste di attesa) a cui poi non si da mai seguito con azioni concrete : la Regione si  impegna a facilitare la prenotazione di esami e visite con accessi on line. Fermo restando che questa non è certamente  la strada per facilitare il cittadino ( non tutti infatti hanno dimestichezza col computer) noi diciamo da anni che, per  rendere più facile e veloce la prenotazione di una visita/esame basta attivare il sistema di prenotazione CUP  presso i medici di famiglia e le farmacie, cosa che nella maggior parte delle nostre regioni si fa da anni( basta andare nel più piccolo comune della vicina Umbria per usufruire del servizio di prenotazione in tutte le farmacie senza file e senza attese) .

Non si comprende il perché la Regione Marche non è in grado di attivare tale sistema o forse  non vuole attivarlo; noi siamo certi  che  medici di famiglia  e farmacisti non aspettano altro, sono tutti in rete con  l’ASUR, pronti a fornire un servizio che davvero faciliterebbe il cittadino ed in particolare quello anziano e quello disagiato.

Noi ripetiamo il nostro appello alla Regione affinchè si proceda quanto prima  all’attivazione di questo servizio e invitiamo  anche le Istituzioni municipali , le  Conferenze dei Sindaci, affinchè  anche loro si facciano promotrici di tale ns richiesta  verso  la Regione .

 

Il Coordinatore del TDM di Jesi Dr. Pasquale Liguori

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Alta Vallesina

GENGA / GROTTE DI FRASASSI BOOM: 10.000 TURISTI STRANIERI NEI PRIMI SEI MESI DEL 2018

GENGA, 21 luglio 201810.000 turisti da tutto il mondo per le grotte di Frasassi. 10.000 biglietti staccati per l’internazionalizzazione della bellezza. Europa in testa. Poi Stati Uniti, America del Sud, Russia e India. Sono questi i principali Paesi di provenienza del maggior flusso turistico straniero che anche quest’anno, nel primo semestre, ha investito le Grotte di Frasassi.

L’estate “international” del complesso ipogeo noto in tutto il mondo parte da +5% di turismo straniero rispetto al 2017. Infatti il primo periodo dell’anno in corso, che va da gennaio a giugno, si è chiuso con 10mila presenze dall’estero. Ben 500 in più rispetto all’anno precedente.

Il ranking del 2018 vede in testa la Germania, seguita dall’Olanda e poi dalla Polonia. Inghilterra e Stati Uniti in coda alla “Top5” del turismo straniero alle Grotte di Frasassi.

Scendendo nel ranking troviamo l’India che entra tra le prime dieci nazioni. Tanto che in termini di presenze, rispetto al 2017, il numero di turisti indiani in questo primo semestre supera le 300 unità, triplicando la performance dell’anno scorso in riferimento allo stesso semestre. Invariato, invece, il posizionamento dei russi che, sia nel 2017 che nel 2018, occupano la nona posizione sfiorando le 400 presenze.

Il mese di luglio si è aperto sotto i migliori auspici, confermando il generale trend crescente, con l’attesa della consueta impennata nel mese di agosto che solitamente registra, complessivamente, il record di ingressi.

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Attualità

CHIARAVALLE / OMICIDIO DI VIA VERDI: «NON BISOGNA FAR VINCERE LA PAURA»

Eleonora Chiappa

Lo sostiene il vice sindaco Eleonora Chiappa. Per il consigliere comunale della Lega, Claudio Bolletta, «bisogna incrementare il controllo del territorio»

CHIARAVALLE, 21 luglio 2018 –  Sgomento, rabbia, dolore. Sono i sentimenti che pervadono i chiaravallesi, ancora in attesa di conoscere chi ha ucciso Emma Grilli, martedì scorso, e perché lo ha fatto. Passano le ore, i giorni e l’incertezza rende insicuri. Alcuni si ritrovano nel piazzale del piccolo parcheggio del palazzo di via Verdi 19 e si abbandonano a commenti. In altri volti si legge sconcerto e timore.

Eleonora Chiappa

Il vice sindaco Eleonora Chiappa

«Non bisogna far vincere la paura – dice Eleonora Chiappa, vicesindaco di Chiaravalle, assessore allo sport e alla protezione civile (sulla destra nella foto in primo piano) – assurdo pensare di tapparsi in casa: così non si vivrebbe più. Certo, come per la vicenda della morte di Giancarlo Sartini avvenuta quasi 4 anni fa, anche in questa circostanza la tragedia della morte di Emma colpisce l’immaginario collettivo ma non si può pensare che Chiaravalle sia improvvisamente divenuta una città violenta o dove regni la criminalità. Questi drammatici eventi purtroppo accadono ovunque ed è sbagliato cedere alla paura. Come istituzioni, come amministrazione comunale, stiamo cercando di migliorare la sicurezza della città, stiamo intervenendo sull’illuminazione pubblica, in particolare in quella dei parchi e degli spazi frequentati dai bambini, dalle famiglie, dagli anziani. Difficile però prevenire certi tragici eventi: come si può prevedere l’uccisione tanto cruenta e drammatica di un’anziana donna in pieno giorno e per di più dentro la sua abitazione?».

Si percepisce però che qualcosa è cambiato. Diversi cittadini lo dicono apertamente: «Abbiamo paura!».

Claudio Bolletta

Claudio Bolletta, consigliere comunale della Lega

«E’ sbagliato minimizzare o far quasi finta di nulla come è sbagliato generalizzare – sostiene Claudio Bolletta, consigliere comunale della Lega e proprietario di un’azienda di impianti di sicurezza – e come imprenditore del settore credo che si debba affrontare il problema con la massima severità e senza perdere tempo. In pochi anni anche Chiaravalle ha conosciuto avvenimenti di estrema violenza. Le cose anche nella nostra realtà sono precipitate: omicidi, furti nelle abitazioni, anziani raggirati, rapine. Non concordo con chi minimizza e affronta superficialmente queste problematiche che minano la fiducia della gente nelle istituzioni tanto che alcuni neppure denunciano i soprusi e le vessazioni che subiscono. Il degrado sociale è sotto gli occhi di tutti e non si possono affrontare queste situazioni con ipocrisia e buonismo, bisogna intervenire ed è necessario incrementare il controllo del territorio».
Gianluca Fenucci

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Alta Vallesina

FABRIANO / ANTONINO DE LUCA E MASSIMO MANZI DAL VIVO PER FABRIJAZZ

FABRIANO, 21 luglio 2018 – Antonino De Luca, Massimo Manzi ed Emanuele Di Teodoro in scena a Fabriano questa sera per la seconda serata live di FabriJazz. Il trio capitanato dal fisarmonicista siciliano porterà in scena, all’interno della pinacoteca civica Molajoli ore 21.30, le canzoni di “Radici” album uscito pochi mesi fa. Biglietto d’ingresso al concerto di questa sera 10 euro.

“Radici”, un progetto che nasce dall’esigenza di coniugare un forte senso del blues con connotati tipicamente americani (del periodo del BeBop nello specifico) con l’energia e la passione della musica mediterranea, passando per pagine tradizionali del folk siciliano rivisitato e celebri canzoni di autori come Gianni Bella e Domenico Modugno.

Massimo Manzi

“Un primo disco fatto insieme dopo anni passati a suonare a De Luca, ottimo compositore e musicista,  – ha spiegato Massimo Manzi – arrangiando nuovamente anche brani della sua terra”.

E proprio il batterista marchigiano ha rivelato come è entrato “in contatto” con Fabriano Pro Musica, ideatrice e promotrice di FabriJazz.

“Io sono legato a Fabriano già da diverso tempo, dall’amicizia con molti musicisti. Come ad esempio Renato Gasperini degli Agorà e Giovanni Ceccarelli ed altri ancora. Di Fabriano Pro Musica mi parlò per primo Roberto Bisello che già con loro collaborava. Poi venni convocato dal Presidente di FPM Marco Agostinelli per fare dei seminari di batteria”.

Ricorda poi le partecipazioni alla Big Band di Fabriano Pro Musica e la presenza dietro le pelli dei tamburi per il concerto a sostegno della scuola di musica di Acquasanta terme.

E per l’edizione 2018 di FabriJazz?

Ho proposto per il Festival il progetto “Radici”, dove saremo in trio questa sera con Antonino De Luca. Un progetto pubblicato di recente e che in tre brani oltre ai componenti del trio ha visto la partecipazione di Javier Girotto.

Il polso della situazione per la musica dal vivo?

“Il Jazz è sempre presente, però qualche volta messo come riempitivo perché non si riesce ad affrontare una realtà musicale complessa. Spesso anche a livello economico. Mi duole dirlo ma a volte c’è un braccio di ferro tra chi gestisce la musica ed i musicisti: una tendenza al ribasso perché più crescono i musicisti anche dal punti di vista tecnico, più forte è il rischio della compressione di un cachet dignitoso: una contrazione dal punto di vista economico che si unisce a quello degli spazi adatti”.

Per quanto riguarda gli Agorà (di cui Manzi è attualmente il batterista) invece?

Uscirà un bel libro tra qualche tempo che racconterà la storia di questa grande band anche attraverso interveste agli stessi musicisti e addetti ai lavori del mondo musicale. Dal punto di viste dei live purtroppo al momento non ci sono serate. Trovo che la mancanza di occasioni per questo gruppo storico e dotato sia una brutta pagina per la stato di salute della musica italiana. Abbiamo sperato fino all’ultimo, ma nessuna chiamata dignitosa.

Quanto è importante FabriJazz come festival visto che cura con attenzione lo studio e la formazione attraverso corsi e masterclass?

Certamente è aspetto importante, perché l’associazione Fabriano Pro Musica si impegna e distingue anche da questo punto di vista. La divulgazione didattica è fondamentale e fa onore all’associazione. Speriamo che in un futuro prossimo si possano aprire le lezioni anche ad “uditori” e che anche loro possano entrare in quella che possiamo chiamare la sala macchine del jazz.

(s.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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