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LETTERE&OPINIONI / L’UNIVERSITA’ IN PERICOLO, PAOLA LENTI (JESIAMO): “LE BATTAGLIE SI VINCONO INSIEME, LE POLEMICHE NON SERVONO”

JESI, 31 maggio 2016 – La questione relativa alla gestione a Jesi della sede distaccata dell’Università di Macerata, portata ieri – 30 maggio –  all’attenzione dei consiglieri in 2a Commissione Consiliare con una lunga esposizione del presidente prof. Fava, presente il sindaco Bacci, infiamma gli animi su una visione diversa della concezione di studi universitari ed opportunità della presenza a Jesi dei corsi di laurea.

fa4Una cosa è certa, prima di pensare alla chiusura di una realtà esistente, che nel tempo ha visto crescere la propria offerta formativa e l’interesse di studenti anche da fuori regione, con conseguente movimento per la nostra realtà jesina, va percorsa la strada del dialogo con i soci fondatori, Fondazione Carisj, Comune di Jesi, Banca delle Marche, UBI Banca, e con le altre istituzioni che potrebbero entrare in gioco per favorire una nuova gestione e la prosecuzione di questa esperienza, strada peraltro già intrapresa da subito dal Sindaco e dall’Amministrazione.

Al di là dunque delle polemiche che questo dibattito potrebbe suscitare, ci sembra più interessante e costruttivo, porre l’accento su delle proposte operative che possano divenire percorribili e far raggiungere l’obiettivo del mantenimento, magari con l’opportunità anche di un ulteriore sviluppo e nuove sinergie, per l’arricchimento culturale e sociale della nostra città.

Queste le ipotesi emerse nella seduta di ieri che si potrebbero affrontare:

l’incorporazione della Fondazione Colocci, nella Fondazione Pergolesi-Spontini, soluzione allo studio di fattibilità, da parte delle interessate, circa le modalità e i contenuti, ma che sembrerebbe incontrare al momento alcune difficoltà, come precisato dal sindaco Bacci;

–   un nuovo coinvolgimento della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e la riapertura di un dialogo, che sembra oggi trovare una immotivata porta chiusa, con due proposte, che potrebbero essere dibattute e non viste come intromissioni: la possibilità di incorporare essa stessa la Fondazione Colocci, proprio per la sua vocazione a sostegno della cultura come bene sociale;

– la previsione di un maggiore apporto di risorse, rispetto alla riduzione attuale del proprio contributo a soli €. 30.000, rispetto all’impegno già previsto in qualità di socio fondatore di €. 300.000, riducendo laddove possibile i propri costi di gestione e vincolando le rendite del proprio patrimonio attuale al sostenimento dei costi relativi ai corsi universitari.

Speriamo dunque che il dibattito in corso continui sulla base del buon senso e della buona volontà da parte di tutti i coinvolti, a partire dai soci fondatori che per primi hanno creduto sulla valenza di questa realtà per il nostro territorio, e non scada in sterili polemiche, o in meri dibattiti personalistici o esclusivamente politici.

Jesi come sempre ha bisogno di presenze forti in grado di dirimere e risolvere le questioni, soprattutto nell’interesse e a beneficio della collettività. Prima di arrendersi vale sempre la pena di combattere e le battaglie, come la storia insegna, si vincono insieme, non di certo l’un contro l’altro armati.

Paola Lenti

Capogruppo Jesiamo        

 

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1 Comment

1 Comment

  1. Gabriele Fava

    31 Maggio 2016 at 18:46

    La battaglia per mantenere la Sede Universitaria a Jesi si vince insieme, è vero, ma non insieme a coloro che la vogliono chiudere. Gabriele Fava

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